IV C G. Galilei Manfredonia

Da Wikiscuola.

CARTESIO AL CINEMA


Il pensiero filosofico di Cartesio, con il passare del tempo, è rientrato perfino nella trama di alcuni film molto conosciuti. Tra questi se ne possono citare alcuni:

  1. BLOW UP di Michelangelo Antonioni
  2. LA FINESTRA SUL CORTILE di Hitchcock
  3. CHRISTINE LA MACCHINA INFERNALE di John Carpenter
  4. BLADE RUNNER di Ridley Scott
  5. MATRIX dei fatelli Wachowski
  6. 2001 ODISSEA NELLO SPAZIO di Stanley Kubrik

Per le interessanti considerazioni in particolare su alcuni di essi, approfondiremo BLADE RUNNER e MATRIX.

Blade Runner, capolavoro di Ridley Scott, è ispirato al racconto del grande Philip Dick “Gli androidi sognano pecore elettriche?”. Il film è ambientato a Los Angeles, nel Novembre del 2019, in un periodo in cui il pianeta Terra, a causa dell’inquinamento, è diventato invivibile. Proprio per questo l’ambientazione è un’assenza del “bello”, che trasmette la città avvolta dalla nebbia e accompagnata da pioggia perenne. Tutti coloro che possono permetterselo quindi si trasferiscono nelle colonie extramondo. Sei replicanti, guidati da Roy Batty sono fuggiti da queste colonie e giungono in città con l’obiettivo di introdursi nella fabbrica dove sono stati prodotti, la Tyrell Corporation, nella speranza di riuscire a modificare la loro data di termine. Due di loro vengono catturati subito, mentre gli altri quattro riescono a fuggire. Il poliziotto Deckard, interpretato da Harrison Ford, agente dell’unità speciale Blade Runner, ha il compito di ritirare i replicanti. Egli è accompagnato dalla sua segretaria Rachel, prima ad essersi sottoposta al test che permetteva di stabilire se il soggetto fosse un umano o un replicante. Per fare ciò viene usata la Voight-Kampff Machine, il cui braccio meccanico si apre e centra automaticamente la pupilla dal soggetto sottoposta al test, analizzando le contrazioni e le dilatazioni dell’iride, per rilevare la presenza di particelle invisibili. Il problema o la novità del film sta nel fatto che Deckard si innamorerà della replicante Rachel… Ma chi sono realmente i replicanti? I replicanti sono androidi (robot) indistinguibili dall’umano, creati dalla Tyrell Corporation, appartenenti alla serie Nexus 6. Sono superiori all’uomo per forza e agilità, con intelligenza pari a quella umana. Sono stati progettati per adempiere ai lavori più faticosi e pericolosi e perciò prodotti il più possibile simili all’uomo (infatti lo slogan della Tyrell Corporation è: “più umano dell’umano”). Nel momento in cui avviene una rivolta, la squadra speciale Blade Runner deve eliminarli. Essi si serviranno dell’aiuto di questo test per l’empatia (capacità di comprendere cosa un’altra persona sta provando). Il replicante, di fronte alle domande pensate per suscitare un’emozione precisa nell’interrogato, tradisce la sua natura in seguito all’impossibilità, dovuta alla mancanza del bagaglio di esperienze tipico di un esser umano, di controllare le proprie emozioni. Cosa centra Cartesio in tutto ciò? In Blade Runner possiamo prendere in considerazione un altro aspetto di natura filosofica e che costituisce un elemento importante in tutto il film. Uno dei problemi fondamentali della filosofia è stato infatti quello del rapporto tra il “soggetto” e “l’oggetto”, che nasce quando il primo pensatore si chiede che cosa sia il mondo che lo circonda con i suoi oggetti diversi da lui. Le teorie espresse da Cartesio, appunto, non bastano più a spiegare la realtà delle cose. Ci sono domande, che vanno oltre gli schemi stabiliti da Cartesio, che assillano lo stesso Deckard: “sono certo di me stesso perché il mio pensiero me lo conferma, non si può dubitare di se stessi ma chi mi sta di fronte è un soggetto come me o piuttosto… un cyborg?”, “ se la bellissima Rachel, proprio per la sua perfezione tecnologica non si differenzia sostanzialmente da me, perché non amarla?”, “che cosa distingue l’uomo vero dall’androide?” Analizziamo perciò il pensiero di Cartesio approposito di questo rapporto tra il “soggetto” (uomo) e “l’oggetto” (tutti gli altri esseri diversi da lui, compresi i cyborg). Attraverso lo scritto “Discorso sul Metodo”, sappiamo che Cartesio sosteneva la “macchina umana”, rispetto alle sue imitazioni, come i robot, riconoscibile dal fatto che si servisse di parole per trasmettere i suoi pensieri ai suoi simili. Gli animali per esempio non possono farlo. E neanche le macchine costruite a nostra imitazione, pur avendo programmata la facoltà di proferire qualche parola, non sanno rispondere al senso di tutto ciò che si dice in loro presenza. Inoltre, né le macchine animali né quelle costruite per imitare l’uomo agiscono con cognizione di causa, mentre la nostra ragione è un qualcosa che ci illumina la strada e ci può servire in qualsiasi momento. La capacità di fare discorsi, e far intendere i propri pensieri, è dunque una caratteristica propria dell’uomo. Da qui nasce il famoso “cogito ergo sum” : autocoscienza e perciò “pensare ciò che si è” e anche “pesare” le parole e perciò “pensare ciò che si dice”. Cartesio fa l’esempio del pappagallo, che riesce a pronunciare parole in modo analogo al nostro, ma non dice ciò che pensa. L’errore di Cartesio è però quello di fissare una netta differenza tra uomo e animale. Quest’ultimo considerato nella scienza moderna esattamente come un robot, privo di pensiero. Ma cosa succederà quando un robot sarà abbastanza evoluto da cominciare a pensare? Le fondamenta un tempo ritenute stabili, ora crollano: il ”cogito ergo sum” di Cartesio non basta più ad avere certezza di se stessi. E’ da qui che nascerà il dramma dei cyborg: scoprire di essere un oggetto. Addirittura nel film l’androide si rifiuta di morire perché si sente diverso e migliore dell’uomo. L’introduzione della capacità di pensiero nell’androide sarà l’ipotesi attorno a cui è nata l’Intelligenza Artificiale, scienza che intende fornire una intelligenza alle macchine. Ed è proprio nel film Blade Runner che notiamo la presenza di un’innovazione: un prototipo di androide esattamente dotato non solo di ragione e perciò di intelligenza artificiale, ma di altrettanta sensibilità dimostrata in varie occasioni (per esempio quando l’androide Rachel, innamorata di Deckard, lo salva anche a costo di eliminare un suo compagno androide Leon). In conclusione, un angolo di lettura di questo film può anche essere l’ipotesi che con l’evoluzione della scienza quei pregiudizi nei confronti dei robot si vanno man mano scemando... ed emerge in modo sempre più assiduo una sua figura, come già citato prima, quasi del tutto uguale all’uomo. Ritroveremo in altri film come per esempio “2001 Odissea nello spazio”, una macchina con sembianze umane addirittura piangere e soffrire all’idea di dover morire… Oltre a questa faccia della moneta si può mostrarne l’altra e cioè la contrapposizione alla sensibilità della malvagità e dell’astuzia di queste creature. Un esempio evidente di ciò è il film Matrix dei fratelli Wachowsky.

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