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		<title>Wikiscuola - Contributi utente [it]</title>
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		<title>Il mito delle cinque etÃƒÂ </title>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;Francesca:&amp;#32;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;'''Esiodo''', ''Opere e Giorni'', vv. 109 - 201&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francesca</name></author>	</entry>

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&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Esiodo, Opere e Giorni, vv. 109 - 201&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francesca</name></author>	</entry>

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		<title>Utente:Francesca</title>
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				<updated>2009-02-22T18:17:53Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;Francesca:&amp;#32;/* Teogonia */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;   ESIODO&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''Vita'''=&lt;br /&gt;
Le notizie sulla vita di Esiodo, il primo poeta della letteratura greca fornito di una sua &amp;quot;carta d'identità&amp;quot;, si ricavano da quello che egli stesso dice di sé nelle sue opere. Sappiamo, quindi, con certezza, che egli nacque ad Ascra, in Beozia, dove il padre, commerciante, si era trasferito da Cuma eolica, in seguito ad un dissesto economico. La data di nascita si colloca intorno alla metà dell'VIII sec., poiché intorno al 720 a.C. avrebbe partecipato ad una gara poetica durante i ludi in onore di un eroe, Anfidamante, caduto nella guerra lelanzia, combattuta in Eubea, tra le città di Calcide ed Eretria, per il possesso della pianura di Lelanto. Del viaggio in mare Esiodo si lamenta, tanto che non osò più affrontare la navigazione. in quella gara vinse un tripode di bronzo che consacrò alle Muse, sul monte Elicona, dove un tempo gli erano apparse per consacrarlo poeta (v. ''Teogonia''). Un'altra notizia biografica riguarda la lite con il fratello Perse che, in seguito alla morte del padre, dopo aver dilapidato i beni ereditati, ottenne con la complicità di giudici corrotti anche una parte delle terre toccate ad  Esiodo. Questo episodio fu l'occasione per la composizione dell'altra opera importante di Esiodo, ''Le Opere e i Giorni''. Leggendarie sembrano altre storie: quella del ''Certame tra Omero ed Esiodo'' e quella della morte per uccisione che gli sarebbe toccata per aver violentato una giovane fanciulla. La sua tomba, dopo la distruzione di Ascra, fu trasferita ad Orcomeno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''Opere'''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Teogonia====&lt;br /&gt;
Poema in esametri, racconta l'origine del mondo (la prima parte  è una cosmogonia) e la nascita degli dèi (questa è la vera e propria teogonia). &lt;br /&gt;
Nei ww.1-10 del [[prologo]], Esiodo invoca le Muse abitanti dell'Elicona [in Beozia]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.favolatours.com/grecia/gr-centrale/beozia/icone/beozia-map_01.gif &amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;quot;''Cominciamo a cantare le Muse dell'Elicona''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
che abitano la grande e divina montagna dell'Elicona &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
e vicino alla fonte dall'aspetto oscuro, con i piedi delicati,&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
danzano e vicino all'altare del forte Crono;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
e dopo essersi lavate la tenera pelle (nell'acqua) del Permesso &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
o dell'Ippocrene o dell'Olmio divino,&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
intrecciarono danze sulla vetta più alta dell'Elicona,&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
belle leggiadre e volteggiarono con i piedi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Di là allontanandosi, avvolte in una fitta nebbia,&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
di notte avanzavano, levando una bellissima voce,&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Esse apparvero a lui mentre pascolava il gregge e lo esortarono a celebrare la stirpe degli dèi (ww.22-34):&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;quot;Esse un tempo insegnarono a Esiodo il bel canto,&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
mentre pascolava gli agnelli ai piedi del divino Elicona.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A me per la prima volta le dèe rivolsero la parola,&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
le Muse dell'Olimpo, le figlie dell'egioco Zeus:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'Pastori selvaggi, brutte creature, solo ventre,&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''noi sappiamo dire molte menzogne simili a verità''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''ma sappiamo, se vogliamo, cantare il vero.''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così dissero le figlie del grande Zeus, veridiche,&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'' mi diedero come scettro un ramo di alloro fiorente,''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
dopo averlo colto, ammirabile; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''mi ispirarono un canto divino, affinche celebrassi il futuro e il presente''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''e mi esortarono a celebrare con inni la stirpe degli dèi beati immortali''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''e a cantare loro stesso, all'inizio e alla fine, sempre''.&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo tipo di prologo, detto anche ''ascreo'' o ''esiodeo'', è una sorta di investitura poetica: sarà ripreso in seguito da altri poeti, per es. da [[Callimaco]] nella sua opera di elegie, intitolata ''Aitia''. Il poeta obbedisce alle Muse e racconta che in origine fu il [[Caos]] primigenio, da cui nacquero [[Gea, Eros, Erebo, la Notte]]. Da Gea, per partenogenesi nacque [[Urano]]; da Gea e Urano nacquero [[i Titani, i Ciclopi e i Centimani]]. Urano ricacciava nel ventre della Terra (Gea) tutti i figli che generava; alla fine Gea, non potendone più, riunì i figli e chiese loro di aiutarla a vendicarsi di Urano; nessuno dei figli accettò, tranne [[Crono]], cui la madre diede una falce (fabbricata con l'acciaio che Gea aveva prodotto dalle sue viscere). Con questa Crono tagliò i genitali del padre e li scagliò in mare: dal sangue di questi nacquero le  [[Erinni]],  dalla spuma [[Afrodite]]. &lt;br /&gt;
Crono prese il posto di Urano e sposò poi [[Rea]], una dei Titani; anche lui fu un padre dispotico: ingoiava tutti  i figli che nascevano, temendo che lo detronizzassero come lui aveva fatto con il padre Urano, finché Rea decise di partorire l'ultimo figlio nell'isola di Creta e di dare a Crono, anziché il figlio, una pietra avvolta nelle fasce. Così il figlio, [[Zeus]] appunto, fu salvo e, una volta divenuto adulto, spodestò il padre, costringendolo a vomitare tutti i figli che aveva ingoiato. Fra questi c'erano [[Ade]], divenne il dio degli Inferi, e [[Poseidone]], che ebbe il dominio del mare.&lt;br /&gt;
Zeus si trovò, però, a combattere con i Titani (la famosa [[Titanomachia]]) e li vinse grazie alla folgore che forgiarono per lui i Ciclopi. In seguito a questa vittoria, Zeus divenne il signore dell'universo. Da Zeus nacquero gli dèi dell'Olimpo: [[Apollo e Artemide]]  (da Latona), [[Ares]] (da Era), [[Efesto]] (da Era; secondo una tradizione Efesto sarebbe figlio di Era soltanto), [[Dioniso]] (da Semele), [[Hermes]] (da Maia), [[Atena]] (dalla testa di Zeus). Segue poi la generazione di figli nati da dèe e da uomini mortali e con questo elenco termina l'opera.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://tbn2.google.com/images?q=tbn:0bTqlXKLahYivM:http://www.webalice.it/fporetti/foto%25203%2520bis/Image426.gif Oreste e le Erinni&lt;br /&gt;
http://tbn3.google.com/images?q=tbn:VmFX0aHo1ix3dM:http://www.summagallicana.it/lessico/a/Afrodite%2520Venere%2520Botticelli.jpg Botticelli, Nascita di Afrodite&lt;br /&gt;
http://tbn1.google.com/images?q=tbn:jd1JmmnD4hJOlM:http://z.about.com/d/atheism/1/0/c/P/ZeusHeraRelief-l.jpg&lt;br /&gt;
Zeus ed Era&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://tbn0.google.com/images?q=tbn:_b6ACOMwDe6SaM:http://digilander.libero.it/AkiraKoga/images/Nettun1.jpg Poseidone&lt;br /&gt;
http://tbn2.google.com/images?q=tbn:WZxeNOGdJLbDgM:http://www.schule.provinz.bz.it/licei-merano/rel/gr/immagini/ade_im1.gif Plutone&lt;br /&gt;
http://tbn0.google.com/images?q=tbn:JMA4bx8uM8sxSM:http://www.residenceolimpo.it/images/Immagini/Immagini%2520Cenni%2520Storici/390px-Diane_de_Versailles_Leochares.jpg Artemide&lt;br /&gt;
http://tbn3.google.com/images?q=tbn:jP5bzMSEvgqsvM:http://www.itctosi.va.it/SPECIALI/Barocco/Immagini/Arte/Bernini%2520-%2520Apollo%2520e%2520Dafne.jpg Apollo e Dafne&lt;br /&gt;
http://tbn2.google.com/images?q=tbn:dZLqJ-IKCYp1NM:http://www.theoi.com/image/S9.3Ares.jpg Ares&lt;br /&gt;
http://tbn0.google.com/images?q=tbn:pG7g8Lyei3VydM:http://www.elicriso.it/it/mitologia_ambiente/dei/efesto/efesto_P.jpg Efesto&lt;br /&gt;
http://tbn3.google.com/images?q=tbn:jL1fEIrOqqHywM:http://www.archemail.it/immagini/vs_dioniso.jpg hermes e Dioniso bambino&lt;br /&gt;
http://tbn3.google.com/images?q=tbn:XuRT3Y6CAEKC-M:http://www.fulminiesaette.it/_uploads/foto/099/dioniso.jpg Dioniso&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Le Opere e i Giorni====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''Le Opere e i Giorni'' si aprono con un [[proemio (vv. 1-10)]], diverso da quello del poema epico, in quanto in questo il poeta canta quello che le Muse gli suggeriscono,essendo egli semplice strumento della loro poesia, mentre nel proemio del  [[poema didascalico ]] (tale è il genere appunto dell'opera di cui si tratta) il poeta è in prima persona autore di ciò che racconta. &lt;br /&gt;
Infatti, nel proemio, dopo l'iniziale e tradizionale invocazione alle Muse, che egli esorta a celebrare Zeus, garante della giustizia nel mondo, Esiodo indica [[l'obiettivo della sua opera: dire a Perse parole di verità.]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il poema contiene esortazioni al fratello Perse (l'obiettivo dell'opera è appunto quello di far sì che non si comporti contro giustizia, appropriandosi di ciò che non gli spetta) e digressioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo il proemio, Esiodo narra il [[mito delle due contese]], quella buona, cioè, lo spirito di emulazione, che spinge l'uomo ad una sana competizione, e quella cattiva, che incita l'uomo alle guerre e alle discordie. Esiodo vuole con tale racconto [[esortare Perse]] a non lasciarsi guidare da quella cattiva, a non pretendere più, con la complicità dei ''giudici divoratori di doni'' la parte che non gli spetta, come aveva già fatto un'altra volta.&lt;br /&gt;
Il poema continua con il mito di [[Pandora]] &lt;br /&gt;
e la ripresa del mito di [[Prometeo]] e di [[Epimeteo]].&lt;br /&gt;
Nella sezione successiva, abbastanza ampia, Esiodo narra [[il mito delle cinque età]].&lt;br /&gt;
Prima di passare ai precetti su come lavorare i campi, Esiodo conclude la prima parte del poema con [[la favola dell'usignolo e dello sparviero]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://tbn3.google.com/images?q=tbn:21PH4InlbhP6RM:http://www.uvm.edu/~classics.jpeg Il vaso di Pandora&lt;br /&gt;
http://tbn2.google.com/images?q=tbn:rOCC5BRVJiAdcM:http://byfiles.storage.live.com/y1pC-K2YMDwy3mUvxtHnKyJdhHFCFznEDO_OHpLNtELtu-tUq2o0vY86BNejekvWWEc.jpeg Prometeo incatenato alla rupe del Caucaso&lt;br /&gt;
http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/5/54/Epimeteo_Pandora_ElGreco.jpg/91px-Epimeteo_Pandora_ElGreco.jpg Epimeteo e Pandora&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francesca</name></author>	</entry>

	<entry>
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		<title>Utente:Francesca</title>
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				<updated>2009-02-22T18:14:50Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;Francesca:&amp;#32;/* Teogonia */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;   ESIODO&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''Vita'''=&lt;br /&gt;
Le notizie sulla vita di Esiodo, il primo poeta della letteratura greca fornito di una sua &amp;quot;carta d'identità&amp;quot;, si ricavano da quello che egli stesso dice di sé nelle sue opere. Sappiamo, quindi, con certezza, che egli nacque ad Ascra, in Beozia, dove il padre, commerciante, si era trasferito da Cuma eolica, in seguito ad un dissesto economico. La data di nascita si colloca intorno alla metà dell'VIII sec., poiché intorno al 720 a.C. avrebbe partecipato ad una gara poetica durante i ludi in onore di un eroe, Anfidamante, caduto nella guerra lelanzia, combattuta in Eubea, tra le città di Calcide ed Eretria, per il possesso della pianura di Lelanto. Del viaggio in mare Esiodo si lamenta, tanto che non osò più affrontare la navigazione. in quella gara vinse un tripode di bronzo che consacrò alle Muse, sul monte Elicona, dove un tempo gli erano apparse per consacrarlo poeta (v. ''Teogonia''). Un'altra notizia biografica riguarda la lite con il fratello Perse che, in seguito alla morte del padre, dopo aver dilapidato i beni ereditati, ottenne con la complicità di giudici corrotti anche una parte delle terre toccate ad  Esiodo. Questo episodio fu l'occasione per la composizione dell'altra opera importante di Esiodo, ''Le Opere e i Giorni''. Leggendarie sembrano altre storie: quella del ''Certame tra Omero ed Esiodo'' e quella della morte per uccisione che gli sarebbe toccata per aver violentato una giovane fanciulla. La sua tomba, dopo la distruzione di Ascra, fu trasferita ad Orcomeno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''Opere'''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Teogonia====&lt;br /&gt;
Poema in esametri, racconta l'origine del mondo (la prima parte  è una cosmogonia) e la nascita degli dèi (questa è la vera e propria teogonia). &lt;br /&gt;
Nei ww.1-10 del [[prologo]], Esiodo invoca le Muse abitanti dell'Elicona [in Beozia]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.favolatours.com/grecia/gr-centrale/beozia/icone/beozia-map_01.gif &amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;quot;[[Cominciamo a cantare le Muse dell'Elicona]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
che abitano la grande e divina montagna dell'Elicona &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
e vicino alla fonte dall'aspetto oscuro, con i piedi delicati,&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
danzano e vicino all'altare del forte Crono;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
e dopo essersi lavate la tenera pelle (nell'acqua) del Permesso &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
o dell'Ippocrene o dell'Olmio divino,&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
intrecciarono danze sulla vetta più alta dell'Elicona,&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
belle leggiadre e volteggiarono con i piedi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Di là allontanandosi, avvolte in una fitta nebbia,&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
di notte avanzavano, levando una bellissima voce,&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Esse apparvero a lui mentre pascolava il gregge e lo esortarono a celebrare la stirpe degli dèi (ww.22-34):&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;quot;Esse un tempo insegnarono a Esiodo il bel canto,&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
mentre pascolava gli agnelli ai piedi del divino Elicona.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A me per la prima volta le dèe rivolsero la parola,&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
le Muse dell'Olimpo, le figlie dell'egioco Zeus:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'Pastori selvaggi, brutte creature, solo ventre,&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[noi sappiamo dire molte menzogne simili a verità]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[ma sappiamo, se vogliamo, cantare il vero.]' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così dissero le figlie del grande Zeus, veridiche,&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[e mi diedero come scettro un ramo di alloro fiorente,]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
dopo averlo colto, ammirabile; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[mi ispirarono un canto divino, affinche celebrassi il futuro e il presente]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[e mi esortarono a celebrare con inni la stirpe degli dèi beati immortali]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[e a cantare loro stesso, all'inizio e alla fine, sempre].&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo tipo di prologo, detto anche ''ascreo'' o ''esiodeo'', è una sorta di investitura poetica: sarà ripreso in seguito da altri poeti, per es. da [[Callimaco]] nella sua opera di elegie, intitolata ''Aitia''. Il poeta obbedisce alle Muse e racconta che in origine fu il [[Caos]] primigenio, da cui nacquero [[Gea, Eros, Erebo, la Notte]]. Da Gea, per partenogenesi nacque [[Urano]]; da Gea e Urano nacquero [[i Titani, i Ciclopi e i Centimani]]. Urano ricacciava nel ventre della Terra (Gea) tutti i figli che generava; alla fine Gea, non potendone più, riunì i figli e chiese loro di aiutarla a vendicarsi di Urano; nessuno dei figli accettò, tranne [[Crono]], cui la madre diede una falce (fabbricata con l'acciaio che Gea aveva prodotto dalle sue viscere). Con questa Crono tagliò i genitali del padre e li scagliò in mare: dal sangue di questi nacquero le  [[Erinni]],  dalla spuma [[Afrodite]]. &lt;br /&gt;
Crono prese il posto di Urano e sposò poi [[Rea]], una dei Titani; anche lui fu un padre dispotico: ingoiava tutti  i figli che nascevano, temendo che lo detronizzassero come lui aveva fatto con il padre Urano, finché Rea decise di partorire l'ultimo figlio nell'isola di Creta e di dare a Crono, anziché il figlio, una pietra avvolta nelle fasce. Così il figlio, [[Zeus]] appunto, fu salvo e, una volta divenuto adulto, spodestò il padre, costringendolo a vomitare tutti i figli che aveva ingoiato. Fra questi c'erano [[Ade]], divenne il dio degli Inferi, e [[Poseidone]], che ebbe il dominio del mare.&lt;br /&gt;
Zeus si trovò, però, a combattere con i Titani (la famosa [[Titanomachia]]) e li vinse grazie alla folgore che forgiarono per lui i Ciclopi. In seguito a questa vittoria, Zeus divenne il signore dell'universo. Da Zeus nacquero gli dèi dell'Olimpo: [[Apollo e Artemide]]  (da Latona), [[Ares]] (da Era), [[Efesto]] (da Era; secondo una tradizione Efesto sarebbe figlio di Era soltanto), [[Dioniso]] (da Semele), [[Hermes]] (da Maia), [[Atena]] (dalla testa di Zeus). Segue poi la generazione di figli nati da dèe e da uomini mortali e con questo elenco termina l'opera.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://tbn2.google.com/images?q=tbn:0bTqlXKLahYivM:http://www.webalice.it/fporetti/foto%25203%2520bis/Image426.gif Oreste e le Erinni&lt;br /&gt;
http://tbn3.google.com/images?q=tbn:VmFX0aHo1ix3dM:http://www.summagallicana.it/lessico/a/Afrodite%2520Venere%2520Botticelli.jpg Botticelli, Nascita di Afrodite&lt;br /&gt;
http://tbn1.google.com/images?q=tbn:jd1JmmnD4hJOlM:http://z.about.com/d/atheism/1/0/c/P/ZeusHeraRelief-l.jpg&lt;br /&gt;
Zeus ed Era&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://tbn0.google.com/images?q=tbn:_b6ACOMwDe6SaM:http://digilander.libero.it/AkiraKoga/images/Nettun1.jpg Poseidone&lt;br /&gt;
http://tbn2.google.com/images?q=tbn:WZxeNOGdJLbDgM:http://www.schule.provinz.bz.it/licei-merano/rel/gr/immagini/ade_im1.gif Plutone&lt;br /&gt;
http://tbn0.google.com/images?q=tbn:JMA4bx8uM8sxSM:http://www.residenceolimpo.it/images/Immagini/Immagini%2520Cenni%2520Storici/390px-Diane_de_Versailles_Leochares.jpg Artemide&lt;br /&gt;
http://tbn3.google.com/images?q=tbn:jP5bzMSEvgqsvM:http://www.itctosi.va.it/SPECIALI/Barocco/Immagini/Arte/Bernini%2520-%2520Apollo%2520e%2520Dafne.jpg Apollo e Dafne&lt;br /&gt;
http://tbn2.google.com/images?q=tbn:dZLqJ-IKCYp1NM:http://www.theoi.com/image/S9.3Ares.jpg Ares&lt;br /&gt;
http://tbn0.google.com/images?q=tbn:pG7g8Lyei3VydM:http://www.elicriso.it/it/mitologia_ambiente/dei/efesto/efesto_P.jpg Efesto&lt;br /&gt;
http://tbn3.google.com/images?q=tbn:jL1fEIrOqqHywM:http://www.archemail.it/immagini/vs_dioniso.jpg hermes e Dioniso bambino&lt;br /&gt;
http://tbn3.google.com/images?q=tbn:XuRT3Y6CAEKC-M:http://www.fulminiesaette.it/_uploads/foto/099/dioniso.jpg Dioniso&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Le Opere e i Giorni====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''Le Opere e i Giorni'' si aprono con un [[proemio (vv. 1-10)]], diverso da quello del poema epico, in quanto in questo il poeta canta quello che le Muse gli suggeriscono,essendo egli semplice strumento della loro poesia, mentre nel proemio del  [[poema didascalico ]] (tale è il genere appunto dell'opera di cui si tratta) il poeta è in prima persona autore di ciò che racconta. &lt;br /&gt;
Infatti, nel proemio, dopo l'iniziale e tradizionale invocazione alle Muse, che egli esorta a celebrare Zeus, garante della giustizia nel mondo, Esiodo indica [[l'obiettivo della sua opera: dire a Perse parole di verità.]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il poema contiene esortazioni al fratello Perse (l'obiettivo dell'opera è appunto quello di far sì che non si comporti contro giustizia, appropriandosi di ciò che non gli spetta) e digressioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo il proemio, Esiodo narra il [[mito delle due contese]], quella buona, cioè, lo spirito di emulazione, che spinge l'uomo ad una sana competizione, e quella cattiva, che incita l'uomo alle guerre e alle discordie. Esiodo vuole con tale racconto [[esortare Perse]] a non lasciarsi guidare da quella cattiva, a non pretendere più, con la complicità dei ''giudici divoratori di doni'' la parte che non gli spetta, come aveva già fatto un'altra volta.&lt;br /&gt;
Il poema continua con il mito di [[Pandora]] &lt;br /&gt;
e la ripresa del mito di [[Prometeo]] e di [[Epimeteo]].&lt;br /&gt;
Nella sezione successiva, abbastanza ampia, Esiodo narra [[il mito delle cinque età]].&lt;br /&gt;
Prima di passare ai precetti su come lavorare i campi, Esiodo conclude la prima parte del poema con [[la favola dell'usignolo e dello sparviero]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://tbn3.google.com/images?q=tbn:21PH4InlbhP6RM:http://www.uvm.edu/~classics.jpeg Il vaso di Pandora&lt;br /&gt;
http://tbn2.google.com/images?q=tbn:rOCC5BRVJiAdcM:http://byfiles.storage.live.com/y1pC-K2YMDwy3mUvxtHnKyJdhHFCFznEDO_OHpLNtELtu-tUq2o0vY86BNejekvWWEc.jpeg Prometeo incatenato alla rupe del Caucaso&lt;br /&gt;
http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/5/54/Epimeteo_Pandora_ElGreco.jpg/91px-Epimeteo_Pandora_ElGreco.jpg Epimeteo e Pandora&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francesca</name></author>	</entry>

	<entry>
		<id>http://www.patriziafornaciari.it/wikiscuola/index.php?title=Utente:Francesca</id>
		<title>Utente:Francesca</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.patriziafornaciari.it/wikiscuola/index.php?title=Utente:Francesca"/>
				<updated>2009-02-22T18:11:37Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;Francesca:&amp;#32;/* Teogonia */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;   ESIODO&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''Vita'''=&lt;br /&gt;
Le notizie sulla vita di Esiodo, il primo poeta della letteratura greca fornito di una sua &amp;quot;carta d'identità&amp;quot;, si ricavano da quello che egli stesso dice di sé nelle sue opere. Sappiamo, quindi, con certezza, che egli nacque ad Ascra, in Beozia, dove il padre, commerciante, si era trasferito da Cuma eolica, in seguito ad un dissesto economico. La data di nascita si colloca intorno alla metà dell'VIII sec., poiché intorno al 720 a.C. avrebbe partecipato ad una gara poetica durante i ludi in onore di un eroe, Anfidamante, caduto nella guerra lelanzia, combattuta in Eubea, tra le città di Calcide ed Eretria, per il possesso della pianura di Lelanto. Del viaggio in mare Esiodo si lamenta, tanto che non osò più affrontare la navigazione. in quella gara vinse un tripode di bronzo che consacrò alle Muse, sul monte Elicona, dove un tempo gli erano apparse per consacrarlo poeta (v. ''Teogonia''). Un'altra notizia biografica riguarda la lite con il fratello Perse che, in seguito alla morte del padre, dopo aver dilapidato i beni ereditati, ottenne con la complicità di giudici corrotti anche una parte delle terre toccate ad  Esiodo. Questo episodio fu l'occasione per la composizione dell'altra opera importante di Esiodo, ''Le Opere e i Giorni''. Leggendarie sembrano altre storie: quella del ''Certame tra Omero ed Esiodo'' e quella della morte per uccisione che gli sarebbe toccata per aver violentato una giovane fanciulla. La sua tomba, dopo la distruzione di Ascra, fu trasferita ad Orcomeno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''Opere'''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Teogonia====&lt;br /&gt;
Poema in esametri, racconta l'origine del mondo (la prima parte  è una cosmogonia) e la nascita degli dèi (questa è la vera e propria teogonia). &lt;br /&gt;
Nei ww.1-10 del [[prologo]], Esiodo invoca le Muse abitanti dell'Elicona [in Beozia]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.favolatours.com/grecia/gr-centrale/beozia/icone/beozia-map_01.gif &amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;quot;[[Cominciamo a cantare le Muse dell'Elicona]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
che abitano la grande e divina montagna dell'Elicona &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
e vicino alla fonte dall'aspetto oscuro, con i piedi delicati,&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
danzano e vicino all'altare del forte Crono;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
e dopo essersi lavate la tenera pelle (nell'acqua) del Permesso &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
o dell'Ippocrene o dell'Olmio divino,&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
intrecciarono danze sulla vetta più alta dell'Elicona,&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
belle leggiadre e volteggiarono con i piedi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Di là allontanandosi, avvolte in una fitta nebbia,&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
di notte avanzavano, levando una bellissima voce,&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Esse apparvero a lui mentre pascolava il gregge e lo esortarono a celebrare la stirpe degli dèi (ww.22-34):&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;quot;Esse un tempo insegnarono a Esiodo il bel canto,&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
mentre pascolava gli agnelli ai piedi del divino Elicona.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A me per la prima volta le dèe rivolsero la parola,&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
le Muse dell'Olimpo, le figlie dell'egioco Zeus:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'Pastori selvaggi, brutte creature, solo ventre,&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[noi sappiamo dire molte menzogne simili a verità]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[ma sappiamo, se vogliamo, cantare il vero.]]' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così dissero le figlie del grande Zeus, veridiche,&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[e mi diedero come scettro un ramo di alloro fiorente,]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
dopo averlo colto, ammirabile; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[mi ispirarono un canto divino, affinche celebrassi il futuro e il presente]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[e mi esortarono a celebrare con inni la stirpe degli dèi beati immortali]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[e a cantare loro stesso, all'inizio e alla fine, sempre]].&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo tipo di prologo, detto anche ''ascreo'' o ''esiodeo'', è una sorta di investitura poetica: sarà ripreso in seguito da altri poeti, per es. da [[Callimaco]] nella sua opera di elegie, intitolata ''Aitia''. Il poeta obbedisce alle Muse e racconta che in origine fu il [[Caos]] primigenio, da cui nacquero [[Gea, Eros, Erebo, la Notte]]. Da Gea, per partenogenesi nacque [[Urano]]; da Gea e Urano nacquero [[i Titani, i Ciclopi e i Centimani]]. Urano ricacciava nel ventre della Terra (Gea) tutti i figli che generava; alla fine Gea, non potendone più, riunì i figli e chiese loro di aiutarla a vendicarsi di Urano; nessuno dei figli accettò, tranne [[Crono]], cui la madre diede una falce (fabbricata con l'acciaio che Gea aveva prodotto dalle sue viscere). Con questa Crono tagliò i genitali del padre e li scagliò in mare: dal sangue di questi nacquero le  [[Erinni]],  dalla spuma [[Afrodite]]. &lt;br /&gt;
Crono prese il posto di Urano e sposò poi [[Rea]], una dei Titani; anche lui fu un padre dispotico: ingoiava tutti  i figli che nascevano, temendo che lo detronizzassero come lui aveva fatto con il padre Urano, finché Rea decise di partorire l'ultimo figlio nell'isola di Creta e di dare a Crono, anziché il figlio, una pietra avvolta nelle fasce. Così il figlio, [[Zeus]] appunto, fu salvo e, una volta divenuto adulto, spodestò il padre, costringendolo a vomitare tutti i figli che aveva ingoiato. Fra questi c'erano [[Ade]], divenne il dio degli Inferi, e [[Poseidone]], che ebbe il dominio del mare.&lt;br /&gt;
Zeus si trovò, però, a combattere con i Titani (la famosa [[Titanomachia]]) e li vinse grazie alla folgore che forgiarono per lui i Ciclopi. In seguito a questa vittoria, Zeus divenne il signore dell'universo. Da Zeus nacquero gli dèi dell'Olimpo: [[Apollo e Artemide]]  (da Latona), [[Ares]] (da Era), [[Efesto]] (da Era; secondo una tradizione Efesto sarebbe figlio di Era soltanto), [[Dioniso]] (da Semele), [[Hermes]] (da Maia), [[Atena]] (dalla testa di Zeus). Segue poi la generazione di figli nati da dèe e da uomini mortali e con questo elenco termina l'opera.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://tbn2.google.com/images?q=tbn:0bTqlXKLahYivM:http://www.webalice.it/fporetti/foto%25203%2520bis/Image426.gif Oreste e le Erinni&lt;br /&gt;
http://tbn3.google.com/images?q=tbn:VmFX0aHo1ix3dM:http://www.summagallicana.it/lessico/a/Afrodite%2520Venere%2520Botticelli.jpg Botticelli, Nascita di Afrodite&lt;br /&gt;
http://tbn1.google.com/images?q=tbn:jd1JmmnD4hJOlM:http://z.about.com/d/atheism/1/0/c/P/ZeusHeraRelief-l.jpg&lt;br /&gt;
Zeus ed Era&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://tbn0.google.com/images?q=tbn:_b6ACOMwDe6SaM:http://digilander.libero.it/AkiraKoga/images/Nettun1.jpg Poseidone&lt;br /&gt;
http://tbn2.google.com/images?q=tbn:WZxeNOGdJLbDgM:http://www.schule.provinz.bz.it/licei-merano/rel/gr/immagini/ade_im1.gif Plutone&lt;br /&gt;
http://tbn0.google.com/images?q=tbn:JMA4bx8uM8sxSM:http://www.residenceolimpo.it/images/Immagini/Immagini%2520Cenni%2520Storici/390px-Diane_de_Versailles_Leochares.jpg Artemide&lt;br /&gt;
http://tbn3.google.com/images?q=tbn:jP5bzMSEvgqsvM:http://www.itctosi.va.it/SPECIALI/Barocco/Immagini/Arte/Bernini%2520-%2520Apollo%2520e%2520Dafne.jpg Apollo e Dafne&lt;br /&gt;
http://tbn2.google.com/images?q=tbn:dZLqJ-IKCYp1NM:http://www.theoi.com/image/S9.3Ares.jpg Ares&lt;br /&gt;
http://tbn0.google.com/images?q=tbn:pG7g8Lyei3VydM:http://www.elicriso.it/it/mitologia_ambiente/dei/efesto/efesto_P.jpg Efesto&lt;br /&gt;
http://tbn3.google.com/images?q=tbn:jL1fEIrOqqHywM:http://www.archemail.it/immagini/vs_dioniso.jpg hermes e Dioniso bambino&lt;br /&gt;
http://tbn3.google.com/images?q=tbn:XuRT3Y6CAEKC-M:http://www.fulminiesaette.it/_uploads/foto/099/dioniso.jpg Dioniso&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Le Opere e i Giorni====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''Le Opere e i Giorni'' si aprono con un [[proemio (vv. 1-10)]], diverso da quello del poema epico, in quanto in questo il poeta canta quello che le Muse gli suggeriscono,essendo egli semplice strumento della loro poesia, mentre nel proemio del  [[poema didascalico ]] (tale è il genere appunto dell'opera di cui si tratta) il poeta è in prima persona autore di ciò che racconta. &lt;br /&gt;
Infatti, nel proemio, dopo l'iniziale e tradizionale invocazione alle Muse, che egli esorta a celebrare Zeus, garante della giustizia nel mondo, Esiodo indica [[l'obiettivo della sua opera: dire a Perse parole di verità.]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il poema contiene esortazioni al fratello Perse (l'obiettivo dell'opera è appunto quello di far sì che non si comporti contro giustizia, appropriandosi di ciò che non gli spetta) e digressioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo il proemio, Esiodo narra il [[mito delle due contese]], quella buona, cioè, lo spirito di emulazione, che spinge l'uomo ad una sana competizione, e quella cattiva, che incita l'uomo alle guerre e alle discordie. Esiodo vuole con tale racconto [[esortare Perse]] a non lasciarsi guidare da quella cattiva, a non pretendere più, con la complicità dei ''giudici divoratori di doni'' la parte che non gli spetta, come aveva già fatto un'altra volta.&lt;br /&gt;
Il poema continua con il mito di [[Pandora]] &lt;br /&gt;
e la ripresa del mito di [[Prometeo]] e di [[Epimeteo]].&lt;br /&gt;
Nella sezione successiva, abbastanza ampia, Esiodo narra [[il mito delle cinque età]].&lt;br /&gt;
Prima di passare ai precetti su come lavorare i campi, Esiodo conclude la prima parte del poema con [[la favola dell'usignolo e dello sparviero]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://tbn3.google.com/images?q=tbn:21PH4InlbhP6RM:http://www.uvm.edu/~classics.jpeg Il vaso di Pandora&lt;br /&gt;
http://tbn2.google.com/images?q=tbn:rOCC5BRVJiAdcM:http://byfiles.storage.live.com/y1pC-K2YMDwy3mUvxtHnKyJdhHFCFznEDO_OHpLNtELtu-tUq2o0vY86BNejekvWWEc.jpeg Prometeo incatenato alla rupe del Caucaso&lt;br /&gt;
http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/5/54/Epimeteo_Pandora_ElGreco.jpg/91px-Epimeteo_Pandora_ElGreco.jpg Epimeteo e Pandora&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francesca</name></author>	</entry>

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		<id>http://www.patriziafornaciari.it/wikiscuola/index.php?title=Utente:Francesca</id>
		<title>Utente:Francesca</title>
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				<updated>2009-02-22T18:10:34Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;Francesca:&amp;#32;/* Le Opere e i Giorni */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;   ESIODO&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''Vita'''=&lt;br /&gt;
Le notizie sulla vita di Esiodo, il primo poeta della letteratura greca fornito di una sua &amp;quot;carta d'identità&amp;quot;, si ricavano da quello che egli stesso dice di sé nelle sue opere. Sappiamo, quindi, con certezza, che egli nacque ad Ascra, in Beozia, dove il padre, commerciante, si era trasferito da Cuma eolica, in seguito ad un dissesto economico. La data di nascita si colloca intorno alla metà dell'VIII sec., poiché intorno al 720 a.C. avrebbe partecipato ad una gara poetica durante i ludi in onore di un eroe, Anfidamante, caduto nella guerra lelanzia, combattuta in Eubea, tra le città di Calcide ed Eretria, per il possesso della pianura di Lelanto. Del viaggio in mare Esiodo si lamenta, tanto che non osò più affrontare la navigazione. in quella gara vinse un tripode di bronzo che consacrò alle Muse, sul monte Elicona, dove un tempo gli erano apparse per consacrarlo poeta (v. ''Teogonia''). Un'altra notizia biografica riguarda la lite con il fratello Perse che, in seguito alla morte del padre, dopo aver dilapidato i beni ereditati, ottenne con la complicità di giudici corrotti anche una parte delle terre toccate ad  Esiodo. Questo episodio fu l'occasione per la composizione dell'altra opera importante di Esiodo, ''Le Opere e i Giorni''. Leggendarie sembrano altre storie: quella del ''Certame tra Omero ed Esiodo'' e quella della morte per uccisione che gli sarebbe toccata per aver violentato una giovane fanciulla. La sua tomba, dopo la distruzione di Ascra, fu trasferita ad Orcomeno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''Opere'''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Teogonia====&lt;br /&gt;
Poema in esametri, racconta l'origine del mondo (la prima parte  è una cosmogonia) e la nascita degli dèi (questa è la vera e propria teogonia). &lt;br /&gt;
Nei ww.1-10 del prologo, Esiodo invoca le Muse abitanti dell'Elicona [in Beozia]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.favolatours.com/grecia/gr-centrale/beozia/icone/beozia-map_01.gif &amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;quot;[[Cominciamo a cantare le Muse dell'Elicona]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
che abitano la grande e divina montagna dell'Elicona &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
e vicino alla fonte dall'aspetto oscuro, con i piedi delicati,&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
danzano e vicino all'altare del forte Crono;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
e dopo essersi lavate la tenera pelle (nell'acqua) del Permesso &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
o dell'Ippocrene o dell'Olmio divino,&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
intrecciarono danze sulla vetta più alta dell'Elicona,&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
belle leggiadre e volteggiarono con i piedi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Di là allontanandosi, avvolte in una fitta nebbia,&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
di notte avanzavano, levando una bellissima voce,&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Esse apparvero a lui mentre pascolava il gregge e lo esortarono a celebrare la stirpe degli dèi (ww.22-34):&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;quot;Esse un tempo insegnarono a Esiodo il bel canto,&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
mentre pascolava gli agnelli ai piedi del divino Elicona.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A me per la prima volta le dèe rivolsero la parola,&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
le Muse dell'Olimpo, le figlie dell'egioco Zeus:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'Pastori selvaggi, brutte creature, solo ventre,&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[noi sappiamo dire molte menzogne simili a verità]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[ma sappiamo, se vogliamo, cantare il vero.]]' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così dissero le figlie del grande Zeus, veridiche,&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[e mi diedero come scettro un ramo di alloro fiorente,]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
dopo averlo colto, ammirabile; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[mi ispirarono un canto divino, affinche celebrassi il futuro e il presente]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[e mi esortarono a celebrare con inni la stirpe degli dèi beati immortali]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[e a cantare loro stesso, all'inizio e alla fine, sempre]].&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo tipo di prologo, detto anche ''ascreo'' o ''esiodeo'', è una sorta di investitura poetica: sarà ripreso in seguito da altri poeti, per es. da [[Callimaco]] nella sua opera di elegie, intitolata ''Aitia''. Il poeta obbedisce alle Muse e racconta che in origine fu il [[Caos]] primigenio, da cui nacquero [[Gea, Eros, Erebo, la Notte]]. Da Gea, per partenogenesi nacque [[Urano]]; da Gea e Urano nacquero [[i Titani, i Ciclopi e i Centimani]]. Urano ricacciava nel ventre della Terra (Gea) tutti i figli che generava; alla fine Gea, non potendone più, riunì i figli e chiese loro di aiutarla a vendicarsi di Urano; nessuno dei figli accettò, tranne [[Crono]], cui la madre diede una falce (fabbricata con l'acciaio che Gea aveva prodotto dalle sue viscere). Con questa Crono tagliò i genitali del padre e li scagliò in mare: dal sangue di questi nacquero le  [[Erinni]],  dalla spuma [[Afrodite]]. &lt;br /&gt;
Crono prese il posto di Urano e sposò poi [[Rea]], una dei Titani; anche lui fu un padre dispotico: ingoiava tutti  i figli che nascevano, temendo che lo detronizzassero come lui aveva fatto con il padre Urano, finché Rea decise di partorire l'ultimo figlio nell'isola di Creta e di dare a Crono, anziché il figlio, una pietra avvolta nelle fasce. Così il figlio, [[Zeus]] appunto, fu salvo e, una volta divenuto adulto, spodestò il padre, costringendolo a vomitare tutti i figli che aveva ingoiato. Fra questi c'erano [[Ade]], divenne il dio degli Inferi, e [[Poseidone]], che ebbe il dominio del mare.&lt;br /&gt;
Zeus si trovò, però, a combattere con i Titani (la famosa [[Titanomachia]]) e li vinse grazie alla folgore che forgiarono per lui i Ciclopi. In seguito a questa vittoria, Zeus divenne il signore dell'universo. Da Zeus nacquero gli dèi dell'Olimpo: [[Apollo e Artemide]]  (da Latona), [[Ares]] (da Era), [[Efesto]] (da Era; secondo una tradizione Efesto sarebbe figlio di Era soltanto), [[Dioniso]] (da Semele), [[Hermes]] (da Maia), [[Atena]] (dalla testa di Zeus). Segue poi la generazione di figli nati da dèe e da uomini mortali e con questo elenco termina l'opera.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://tbn2.google.com/images?q=tbn:0bTqlXKLahYivM:http://www.webalice.it/fporetti/foto%25203%2520bis/Image426.gif Oreste e le Erinni&lt;br /&gt;
http://tbn3.google.com/images?q=tbn:VmFX0aHo1ix3dM:http://www.summagallicana.it/lessico/a/Afrodite%2520Venere%2520Botticelli.jpg Botticelli, Nascita di Afrodite&lt;br /&gt;
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Zeus ed Era&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://tbn0.google.com/images?q=tbn:_b6ACOMwDe6SaM:http://digilander.libero.it/AkiraKoga/images/Nettun1.jpg Poseidone&lt;br /&gt;
http://tbn2.google.com/images?q=tbn:WZxeNOGdJLbDgM:http://www.schule.provinz.bz.it/licei-merano/rel/gr/immagini/ade_im1.gif Plutone&lt;br /&gt;
http://tbn0.google.com/images?q=tbn:JMA4bx8uM8sxSM:http://www.residenceolimpo.it/images/Immagini/Immagini%2520Cenni%2520Storici/390px-Diane_de_Versailles_Leochares.jpg Artemide&lt;br /&gt;
http://tbn3.google.com/images?q=tbn:jP5bzMSEvgqsvM:http://www.itctosi.va.it/SPECIALI/Barocco/Immagini/Arte/Bernini%2520-%2520Apollo%2520e%2520Dafne.jpg Apollo e Dafne&lt;br /&gt;
http://tbn2.google.com/images?q=tbn:dZLqJ-IKCYp1NM:http://www.theoi.com/image/S9.3Ares.jpg Ares&lt;br /&gt;
http://tbn0.google.com/images?q=tbn:pG7g8Lyei3VydM:http://www.elicriso.it/it/mitologia_ambiente/dei/efesto/efesto_P.jpg Efesto&lt;br /&gt;
http://tbn3.google.com/images?q=tbn:jL1fEIrOqqHywM:http://www.archemail.it/immagini/vs_dioniso.jpg hermes e Dioniso bambino&lt;br /&gt;
http://tbn3.google.com/images?q=tbn:XuRT3Y6CAEKC-M:http://www.fulminiesaette.it/_uploads/foto/099/dioniso.jpg Dioniso&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Le Opere e i Giorni====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''Le Opere e i Giorni'' si aprono con un [[proemio (vv. 1-10)]], diverso da quello del poema epico, in quanto in questo il poeta canta quello che le Muse gli suggeriscono,essendo egli semplice strumento della loro poesia, mentre nel proemio del  [[poema didascalico ]] (tale è il genere appunto dell'opera di cui si tratta) il poeta è in prima persona autore di ciò che racconta. &lt;br /&gt;
Infatti, nel proemio, dopo l'iniziale e tradizionale invocazione alle Muse, che egli esorta a celebrare Zeus, garante della giustizia nel mondo, Esiodo indica [[l'obiettivo della sua opera: dire a Perse parole di verità.]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il poema contiene esortazioni al fratello Perse (l'obiettivo dell'opera è appunto quello di far sì che non si comporti contro giustizia, appropriandosi di ciò che non gli spetta) e digressioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo il proemio, Esiodo narra il [[mito delle due contese]], quella buona, cioè, lo spirito di emulazione, che spinge l'uomo ad una sana competizione, e quella cattiva, che incita l'uomo alle guerre e alle discordie. Esiodo vuole con tale racconto [[esortare Perse]] a non lasciarsi guidare da quella cattiva, a non pretendere più, con la complicità dei ''giudici divoratori di doni'' la parte che non gli spetta, come aveva già fatto un'altra volta.&lt;br /&gt;
Il poema continua con il mito di [[Pandora]] &lt;br /&gt;
e la ripresa del mito di [[Prometeo]] e di [[Epimeteo]].&lt;br /&gt;
Nella sezione successiva, abbastanza ampia, Esiodo narra [[il mito delle cinque età]].&lt;br /&gt;
Prima di passare ai precetti su come lavorare i campi, Esiodo conclude la prima parte del poema con [[la favola dell'usignolo e dello sparviero]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://tbn3.google.com/images?q=tbn:21PH4InlbhP6RM:http://www.uvm.edu/~classics.jpeg Il vaso di Pandora&lt;br /&gt;
http://tbn2.google.com/images?q=tbn:rOCC5BRVJiAdcM:http://byfiles.storage.live.com/y1pC-K2YMDwy3mUvxtHnKyJdhHFCFznEDO_OHpLNtELtu-tUq2o0vY86BNejekvWWEc.jpeg Prometeo incatenato alla rupe del Caucaso&lt;br /&gt;
http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/5/54/Epimeteo_Pandora_ElGreco.jpg/91px-Epimeteo_Pandora_ElGreco.jpg Epimeteo e Pandora&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francesca</name></author>	</entry>

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		<title>Prometeo</title>
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				<updated>2009-02-22T18:08:12Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;Francesca:&amp;#32;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Prometeo, figlio di Giapeto, uno dei Titani, e Climene, ninfa oceanina. Aiutò Zeus nella lotta contro i Titani, ma poi gli si mise contro, per aiutare gli uomini.&lt;br /&gt;
Tra le sue imprese, Esiodo, nella Teogonia, ricorda come imbrogliò Zeus dividendo un bue enorme in parti diseguali: avvolse le ossa con grasso, mentre mise intorno alle carni e alle viscere la pelle, così che sembrasse più appetitosa la parte nascosta dal grasso. Zeus si lasciò ingannare, ma poi punì gli uomini, togliendo loro il fuoco. Quando, però, Prometeo di nuovo lo ingannò, donando il fuoco ai mortali, allora Zeus li punì di nuovo creando la prima donna e inviandola tra loro. Tale donna fu Pandora.&lt;br /&gt;
Prometeo fu invece incatenato alla rupe del Caucaso, dove un'aquila ogni giorno gli rodeva il fegato che di notte gli ricresceva. Da questo tormento lo liberò Eracle, con il consenso di Zeus, che non voleva fallisse l'impresa del figlio.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francesca</name></author>	</entry>

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		<summary type="html">&lt;p&gt;Francesca:&amp;#32;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Prometeo, figlio di Giapeto, uno dei Titani, e Climene, ninfa oceanina. Aiutò Zeus nella lotta contro i Titani, ma poi gli si mise contro, per aiutare gli uomini.&lt;br /&gt;
Tra le sue imprese, Esiodo, nella Teogonia, ricorda come imbrogliò Zeus dividendo un bue enorme in parti diseguali: avvolse le ossa con grasso, mentre mise intorno alle carni e alle viscere la pelle, così che sembrasse più appetitosa la parte nascosta dal grasso. Zeus si lasciò ingannare, ma poi punì gli uomini, togliendo loro il fuoco. Quando, però, Prometeo di nuovo lo ingannò, donando il fuoco ai mortali, allora Zeus li punì di nuovo creando la prima donna e inviandola tra gli uomini. Tale donna fu Pandora, &lt;br /&gt;
Prometeo fu invece incatenato alla rupe del Caucaso, dove un'aquila ogni giorno gli rodeva il fegato che di notte gli ricresceva. Da questo tormento lo liberò Eracle, con il consenso di Zeus, che non voleva fallisse l'impresa del figlio.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francesca</name></author>	</entry>

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		<title>Utente:Francesca</title>
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				<updated>2009-02-17T16:18:54Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;Francesca:&amp;#32;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;   ESIODO&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''Vita'''=&lt;br /&gt;
Le notizie sulla vita di Esiodo, il primo poeta della letteratura greca fornito di una sua &amp;quot;carta d'identità&amp;quot;, si ricavano da quello che egli stesso dice di sé nelle sue opere. Sappiamo, quindi, con certezza, che egli nacque ad Ascra, in Beozia, dove il padre, commerciante, si era trasferito da Cuma eolica, in seguito ad un dissesto economico. La data di nascita si colloca intorno alla metà dell'VIII sec., poiché intorno al 720 a.C. avrebbe partecipato ad una gara poetica durante i ludi in onore di un eroe, Anfidamante, caduto nella guerra lelanzia, combattuta in Eubea, tra le città di Calcide ed Eretria, per il possesso della pianura di Lelanto. Del viaggio in mare Esiodo si lamenta, tanto che non osò più affrontare la navigazione. in quella gara vinse un tripode di bronzo che consacrò alle Muse, sul monte Elicona, dove un tempo gli erano apparse per consacrarlo poeta (v. ''Teogonia''). Un'altra notizia biografica riguarda la lite con il fratello Perse che, in seguito alla morte del padre, dopo aver dilapidato i beni ereditati, ottenne con la complicità di giudici corrotti anche una parte delle terre toccate ad  Esiodo. Questo episodio fu l'occasione per la composizione dell'altra opera importante di Esiodo, ''Le Opere e i Giorni''. Leggendarie sembrano altre storie: quella del ''Certame tra Omero ed Esiodo'' e quella della morte per uccisione che gli sarebbe toccata per aver violentato una giovane fanciulla. La sua tomba, dopo la distruzione di Ascra, fu trasferita ad Orcomeno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''Opere'''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Teogonia====&lt;br /&gt;
Poema in esametri, racconta l'origine del mondo (la prima parte  è una cosmogonia) e la nascita degli dèi (questa è la vera e propria teogonia). &lt;br /&gt;
Nei ww.1-10 del prologo, Esiodo invoca le Muse abitanti dell'Elicona [in Beozia]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.favolatours.com/grecia/gr-centrale/beozia/icone/beozia-map_01.gif &amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Cominciamo a cantare le Muse dell'Elicona]]&lt;br /&gt;
che abitano la grande e divina montagna dell'Elicona &lt;br /&gt;
e vicino alla fonte dall'aspetto oscuro, con i piedi delicati,&lt;br /&gt;
danzano e vicino all'altare del forte Crono;&lt;br /&gt;
e dopo essersi lavate la tenera pelle (nell'acqua) del Permesso &lt;br /&gt;
o dell'Ippocrene o dell'Olmio divino,&lt;br /&gt;
intrecciarono danze sulla vetta più alta dell'Elicona,&lt;br /&gt;
belle leggiadre e volteggiarono con i piedi.&lt;br /&gt;
Di là allontanandosi, avvolte in una fitta nebbia,&lt;br /&gt;
di notte avanzavano, levando una bellissima voce,&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Esse apparvero a lui mentre pascolava il gregge e lo esortarono a celebrare la stirpe degli dèi (ww.22-34):&lt;br /&gt;
&amp;quot;Esse un tempo insegnarono a Esiodo il bel canto,&lt;br /&gt;
mentre pascolava gli agnelli ai piedi del divino Elicona.&lt;br /&gt;
A me per la prima volta le dèe rivolsero la parola,&lt;br /&gt;
le Muse dell'Olimpo, le figlie dell'egioco Zeus:&lt;br /&gt;
'Pastori selvaggi, brutte creature, solo ventre,&lt;br /&gt;
[[noi sappiamo dire molte menzogne simili a verità]]&lt;br /&gt;
[[ma sappiamo, se vogliamo, cantare il vero.]] &lt;br /&gt;
Così dissero le figlie del grande Zeus, veridiche,&lt;br /&gt;
[[e mi diedero come scettro un ramo di alloro fiorente,]]&lt;br /&gt;
dopo averlo colto, ammirabile; &lt;br /&gt;
[[mi ispirarono un canto divino, affinche celebrassi il futuro e il presente]] [[e mi esortarono a celebrare con inni la stirpe degli dèi beati immortali]]&lt;br /&gt;
[[e a cantare loro stesso, all'inizio e alla fine, sempre]].&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo tipo di prologo, detto anche ''ascreo'' o ''esiodeo'', è una sorta di investitura poetica: sarà ripreso in seguito da altri poeti, per es. da [[Callimaco]] nella sua opera di elegie, intitolata ''Aitia''. Il poeta obbedisce alle Muse e racconta che in origine fu il [[Caos]] primigenio, da cui nacquero [[Gea, Eros, Erebo, la Notte]]. Da Gea, per partenogenesi nacque [[Urano]]; da Gea e Urano nacquero [[i Titani, i Ciclopi e i Centimani]]. Urano ricacciava nel ventre della Terra (Gea) tutti i figli che generava; alla fine Gea, non potendone più, riunì i figli e chiese loro di aiutarla a vendicarsi di Urano; nessuno dei figli accettò, tranne [[Crono]], cui la madre diede una falce (fabbricata con l'acciaio che Gea aveva prodotto dalle sue viscere). Con questa Crono tagliò i genitali del padre e li scagliò in mare: dal sangue di questi nacquero le  [[Erinni]],  dalla spuma [[Afrodite]]. &lt;br /&gt;
Crono prese il posto di Urano e sposò poi [[Rea]], una dei Titani; anche lui fu un padre dispotico: ingoiava tutti  i figli che nascevano, temendo che lo detronizzassero come lui aveva fatto con il padre Urano, finché Rea decise di partorire l'ultimo figlio nell'isola di Creta e di dare a Crono, anziché il figlio, una pietra avvolta nelle fasce. Così il figlio, [[Zeus]] appunto, &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
fu salvo e, una volta divenuto adulto, spodestò il padre, costringendolo a vomitare tutti i figli che aveva ingoiato. Fra questi c'erano [[Ade]],  &lt;br /&gt;
divenne il dio degli Inferi, e [[Poseidone]],&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
che ebbe il dominio del mare.&lt;br /&gt;
Zeus si trovò, però, a combattere con i Titani (la famosa [[Titanomachia]]) e li vinse grazie alla folgore che forgiarono per lui i Ciclopi. In seguito a questa vittoria, Zeus divenne il signore dell'universo. Da Zeus nacquero gli dèi dell'Olimpo: [[Apollo e Artemide]]  (da Latona), [[Ares]] (da Era), [[Efesto]] (da Era; secondo una tradizione Efesto sarebbe figlio di Era soltanto), [[Dioniso]] (da Semele), [[Hermes]] (da Maia), [[Atena]] (dalla testa di Zeus). Segue poi la generazione di figli nati da dèe e da uomini mortali e con questo elenco termina l'opera.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://tbn2.google.com/images?q=tbn:0bTqlXKLahYivM:http://www.webalice.it/fporetti/foto%25203%2520bis/Image426.gif&lt;br /&gt;
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http://tbn3.google.com/images?q=tbn:jP5bzMSEvgqsvM:http://www.itctosi.va.it/SPECIALI/Barocco/Immagini/Arte/Bernini%2520-%2520Apollo%2520e%2520Dafne.jpg&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
====Le Opere e i Giorni====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''Le Opere e i Giorni'' si aprono con un [[proemio (vv. 1-10)]], diverso da quello del poema epico, in quanto in questo il poeta canta quello che le Muse gli suggeriscono,essendo egli semplice strumento della loro poesia, mentre nel proemio del  [[poema didascalico ]] (tale è il genere appunto dell'opera di cui si tratta) il poeta è in prima persona autore di ciò che racconta. &lt;br /&gt;
Infatti, nel proemio, dopo l'iniziale e tradizionale invocazione alle Muse, che egli esorta a celebrare Zeus, garante della giustizia nel mondo, Esiodo indica [[l'obiettivo della sua opera: dire a Perse parole di verità.]]&lt;br /&gt;
Scrive Esiodo:&lt;br /&gt;
&amp;quot;O Muse della Pieria, che celebrate con i (vostri) canti,&lt;br /&gt;
orsù, cantate Zeus, innalzando con un inno vostro padre;&lt;br /&gt;
per lui, i mortali sono ugualmente oscuri e famosi,&lt;br /&gt;
noti e ignoti, per volere del grande Zeus.&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il poema contiene esortazioni al fratello Perse (l'obiettivo dell'opera è appunto quello di far sì che non si comporti contro giustizia, appropriandosi di ciò che non gli spetta) e digressioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo il proemio, Esiodo narra il [[mito delle due contese]], quella buona, cioè, lo spirito di emulazione, che spinge l'uomo ad una sana competizione, e quella cattiva, che incita l'uomo alle guerre e alle discordie. Esiodo vuole con tale racconto [[esortare Perse]] a non lasciarsi guidare da quella cattiva, a non pretendere più, con la complicità dei ''giudici divoratori di doni'' la parte che non gli spetta, come aveva già fatto un'altra volta.&lt;br /&gt;
Il poema continua con il mito di [[Pandora]] &lt;br /&gt;
e la ripresa del mito di [[Prometeo]] e di [[Epimeteo]].&lt;br /&gt;
Nella sezione successiva, abbastanza ampia, Esiodo narra [[il mito delle cinque età]].&lt;br /&gt;
Prima di passare ai precetti su come lavorare i campi, Esiodo conclude la prima parte del poema con [[la favola dell'usignolo e dello sparviero]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://tbn3.google.com/images?q=tbn:21PH4InlbhP6RM:http://www.uvm.edu/~classics.jpeg&lt;br /&gt;
http://tbn2.google.com/images?q=tbn:rOCC5BRVJiAdcM:http://byfiles.storage.live.com/y1pC-K2YMDwy3mUvxtHnKyJdhHFCFznEDO_OHpLNtELtu-tUq2o0vY86BNejekvWWEc.jpeg&lt;br /&gt;
http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/5/54/Epimeteo_Pandora_ElGreco.jpg/91px-Epimeteo_Pandora_ElGreco.jpg&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francesca</name></author>	</entry>

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		<title>Utente:Francesca</title>
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				<updated>2009-02-17T16:17:53Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;Francesca:&amp;#32;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;   ===Esiodo===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''Vita'''=&lt;br /&gt;
Le notizie sulla vita di Esiodo, il primo poeta della letteratura greca fornito di una sua &amp;quot;carta d'identità&amp;quot;, si ricavano da quello che egli stesso dice di sé nelle sue opere. Sappiamo, quindi, con certezza, che egli nacque ad Ascra, in Beozia, dove il padre, commerciante, si era trasferito da Cuma eolica, in seguito ad un dissesto economico. La data di nascita si colloca intorno alla metà dell'VIII sec., poiché intorno al 720 a.C. avrebbe partecipato ad una gara poetica durante i ludi in onore di un eroe, Anfidamante, caduto nella guerra lelanzia, combattuta in Eubea, tra le città di Calcide ed Eretria, per il possesso della pianura di Lelanto. Del viaggio in mare Esiodo si lamenta, tanto che non osò più affrontare la navigazione. in quella gara vinse un tripode di bronzo che consacrò alle Muse, sul monte Elicona, dove un tempo gli erano apparse per consacrarlo poeta (v. ''Teogonia''). Un'altra notizia biografica riguarda la lite con il fratello Perse che, in seguito alla morte del padre, dopo aver dilapidato i beni ereditati, ottenne con la complicità di giudici corrotti anche una parte delle terre toccate ad  Esiodo. Questo episodio fu l'occasione per la composizione dell'altra opera importante di Esiodo, ''Le Opere e i Giorni''. Leggendarie sembrano altre storie: quella del ''Certame tra Omero ed Esiodo'' e quella della morte per uccisione che gli sarebbe toccata per aver violentato una giovane fanciulla. La sua tomba, dopo la distruzione di Ascra, fu trasferita ad Orcomeno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''Opere'''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Teogonia====&lt;br /&gt;
Poema in esametri, racconta l'origine del mondo (la prima parte  è una cosmogonia) e la nascita degli dèi (questa è la vera e propria teogonia). &lt;br /&gt;
Nei ww.1-10 del prologo, Esiodo invoca le Muse abitanti dell'Elicona [in Beozia]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.favolatours.com/grecia/gr-centrale/beozia/icone/beozia-map_01.gif &amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Cominciamo a cantare le Muse dell'Elicona]]&lt;br /&gt;
che abitano la grande e divina montagna dell'Elicona &lt;br /&gt;
e vicino alla fonte dall'aspetto oscuro, con i piedi delicati,&lt;br /&gt;
danzano e vicino all'altare del forte Crono;&lt;br /&gt;
e dopo essersi lavate la tenera pelle (nell'acqua) del Permesso &lt;br /&gt;
o dell'Ippocrene o dell'Olmio divino,&lt;br /&gt;
intrecciarono danze sulla vetta più alta dell'Elicona,&lt;br /&gt;
belle leggiadre e volteggiarono con i piedi.&lt;br /&gt;
Di là allontanandosi, avvolte in una fitta nebbia,&lt;br /&gt;
di notte avanzavano, levando una bellissima voce,&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Esse apparvero a lui mentre pascolava il gregge e lo esortarono a celebrare la stirpe degli dèi (ww.22-34):&lt;br /&gt;
&amp;quot;Esse un tempo insegnarono a Esiodo il bel canto,&lt;br /&gt;
mentre pascolava gli agnelli ai piedi del divino Elicona.&lt;br /&gt;
A me per la prima volta le dèe rivolsero la parola,&lt;br /&gt;
le Muse dell'Olimpo, le figlie dell'egioco Zeus:&lt;br /&gt;
'Pastori selvaggi, brutte creature, solo ventre,&lt;br /&gt;
[[noi sappiamo dire molte menzogne simili a verità]]&lt;br /&gt;
[[ma sappiamo, se vogliamo, cantare il vero.]] &lt;br /&gt;
Così dissero le figlie del grande Zeus, veridiche,&lt;br /&gt;
[[e mi diedero come scettro un ramo di alloro fiorente,]]&lt;br /&gt;
dopo averlo colto, ammirabile; &lt;br /&gt;
[[mi ispirarono un canto divino, affinche celebrassi il futuro e il presente]] [[e mi esortarono a celebrare con inni la stirpe degli dèi beati immortali]]&lt;br /&gt;
[[e a cantare loro stesso, all'inizio e alla fine, sempre]].&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo tipo di prologo, detto anche ''ascreo'' o ''esiodeo'', è una sorta di investitura poetica: sarà ripreso in seguito da altri poeti, per es. da [[Callimaco]] nella sua opera di elegie, intitolata ''Aitia''. Il poeta obbedisce alle Muse e racconta che in origine fu il [[Caos]] primigenio, da cui nacquero [[Gea, Eros, Erebo, la Notte]]. Da Gea, per partenogenesi nacque [[Urano]]; da Gea e Urano nacquero [[i Titani, i Ciclopi e i Centimani]]. Urano ricacciava nel ventre della Terra (Gea) tutti i figli che generava; alla fine Gea, non potendone più, riunì i figli e chiese loro di aiutarla a vendicarsi di Urano; nessuno dei figli accettò, tranne [[Crono]], cui la madre diede una falce (fabbricata con l'acciaio che Gea aveva prodotto dalle sue viscere). Con questa Crono tagliò i genitali del padre e li scagliò in mare: dal sangue di questi nacquero le  [[Erinni]],  dalla spuma [[Afrodite]]. &lt;br /&gt;
Crono prese il posto di Urano e sposò poi [[Rea]], una dei Titani; anche lui fu un padre dispotico: ingoiava tutti  i figli che nascevano, temendo che lo detronizzassero come lui aveva fatto con il padre Urano, finché Rea decise di partorire l'ultimo figlio nell'isola di Creta e di dare a Crono, anziché il figlio, una pietra avvolta nelle fasce. Così il figlio, [[Zeus]] appunto, &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
fu salvo e, una volta divenuto adulto, spodestò il padre, costringendolo a vomitare tutti i figli che aveva ingoiato. Fra questi c'erano [[Ade]],  &lt;br /&gt;
divenne il dio degli Inferi, e [[Poseidone]],&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
che ebbe il dominio del mare.&lt;br /&gt;
Zeus si trovò, però, a combattere con i Titani (la famosa [[Titanomachia]]) e li vinse grazie alla folgore che forgiarono per lui i Ciclopi. In seguito a questa vittoria, Zeus divenne il signore dell'universo. Da Zeus nacquero gli dèi dell'Olimpo: [[Apollo e Artemide]]  (da Latona), [[Ares]] (da Era), [[Efesto]] (da Era; secondo una tradizione Efesto sarebbe figlio di Era soltanto), [[Dioniso]] (da Semele), [[Hermes]] (da Maia), [[Atena]] (dalla testa di Zeus). Segue poi la generazione di figli nati da dèe e da uomini mortali e con questo elenco termina l'opera.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://tbn2.google.com/images?q=tbn:0bTqlXKLahYivM:http://www.webalice.it/fporetti/foto%25203%2520bis/Image426.gif&lt;br /&gt;
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http://tbn3.google.com/images?q=tbn:jL1fEIrOqqHywM:http://www.archemail.it/immagini/vs_dioniso.jpg&lt;br /&gt;
http://tbn3.google.com/images?q=tbn:XuRT3Y6CAEKC-M:http://www.fulminiesaette.it/_uploads/foto/099/dioniso.jpg&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Le Opere e i Giorni====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''Le Opere e i Giorni'' si aprono con un [[proemio (vv. 1-10)]], diverso da quello del poema epico, in quanto in questo il poeta canta quello che le Muse gli suggeriscono,essendo egli semplice strumento della loro poesia, mentre nel proemio del  [[poema didascalico ]] (tale è il genere appunto dell'opera di cui si tratta) il poeta è in prima persona autore di ciò che racconta. &lt;br /&gt;
Infatti, nel proemio, dopo l'iniziale e tradizionale invocazione alle Muse, che egli esorta a celebrare Zeus, garante della giustizia nel mondo, Esiodo indica [[l'obiettivo della sua opera: dire a Perse parole di verità.]]&lt;br /&gt;
Scrive Esiodo:&lt;br /&gt;
&amp;quot;O Muse della Pieria, che celebrate con i (vostri) canti,&lt;br /&gt;
orsù, cantate Zeus, innalzando con un inno vostro padre;&lt;br /&gt;
per lui, i mortali sono ugualmente oscuri e famosi,&lt;br /&gt;
noti e ignoti, per volere del grande Zeus.&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il poema contiene esortazioni al fratello Perse (l'obiettivo dell'opera è appunto quello di far sì che non si comporti contro giustizia, appropriandosi di ciò che non gli spetta) e digressioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo il proemio, Esiodo narra il [[mito delle due contese]], quella buona, cioè, lo spirito di emulazione, che spinge l'uomo ad una sana competizione, e quella cattiva, che incita l'uomo alle guerre e alle discordie. Esiodo vuole con tale racconto [[esortare Perse]] a non lasciarsi guidare da quella cattiva, a non pretendere più, con la complicità dei ''giudici divoratori di doni'' la parte che non gli spetta, come aveva già fatto un'altra volta.&lt;br /&gt;
Il poema continua con il mito di [[Pandora]] &lt;br /&gt;
e la ripresa del mito di [[Prometeo]] e di [[Epimeteo]].&lt;br /&gt;
Nella sezione successiva, abbastanza ampia, Esiodo narra [[il mito delle cinque età]].&lt;br /&gt;
Prima di passare ai precetti su come lavorare i campi, Esiodo conclude la prima parte del poema con [[la favola dell'usignolo e dello sparviero]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://tbn3.google.com/images?q=tbn:21PH4InlbhP6RM:http://www.uvm.edu/~classics.jpeg&lt;br /&gt;
http://tbn2.google.com/images?q=tbn:rOCC5BRVJiAdcM:http://byfiles.storage.live.com/y1pC-K2YMDwy3mUvxtHnKyJdhHFCFznEDO_OHpLNtELtu-tUq2o0vY86BNejekvWWEc.jpeg&lt;br /&gt;
http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/5/54/Epimeteo_Pandora_ElGreco.jpg/91px-Epimeteo_Pandora_ElGreco.jpg&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francesca</name></author>	</entry>

	<entry>
		<id>http://www.patriziafornaciari.it/wikiscuola/index.php?title=Utente:Francesca</id>
		<title>Utente:Francesca</title>
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				<updated>2009-02-17T16:17:02Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;Francesca:&amp;#32;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;   ==='''Esiodo'''===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''Vita'''=&lt;br /&gt;
Le notizie sulla vita di Esiodo, il primo poeta della letteratura greca fornito di una sua &amp;quot;carta d'identità&amp;quot;, si ricavano da quello che egli stesso dice di sé nelle sue opere. Sappiamo, quindi, con certezza, che egli nacque ad Ascra, in Beozia, dove il padre, commerciante, si era trasferito da Cuma eolica, in seguito ad un dissesto economico. La data di nascita si colloca intorno alla metà dell'VIII sec., poiché intorno al 720 a.C. avrebbe partecipato ad una gara poetica durante i ludi in onore di un eroe, Anfidamante, caduto nella guerra lelanzia, combattuta in Eubea, tra le città di Calcide ed Eretria, per il possesso della pianura di Lelanto. Del viaggio in mare Esiodo si lamenta, tanto che non osò più affrontare la navigazione. in quella gara vinse un tripode di bronzo che consacrò alle Muse, sul monte Elicona, dove un tempo gli erano apparse per consacrarlo poeta (v. ''Teogonia''). Un'altra notizia biografica riguarda la lite con il fratello Perse che, in seguito alla morte del padre, dopo aver dilapidato i beni ereditati, ottenne con la complicità di giudici corrotti anche una parte delle terre toccate ad  Esiodo. Questo episodio fu l'occasione per la composizione dell'altra opera importante di Esiodo, ''Le Opere e i Giorni''. Leggendarie sembrano altre storie: quella del ''Certame tra Omero ed Esiodo'' e quella della morte per uccisione che gli sarebbe toccata per aver violentato una giovane fanciulla. La sua tomba, dopo la distruzione di Ascra, fu trasferita ad Orcomeno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''Opere'''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Teogonia====&lt;br /&gt;
Poema in esametri, racconta l'origine del mondo (la prima parte  è una cosmogonia) e la nascita degli dèi (questa è la vera e propria teogonia). &lt;br /&gt;
Nei ww.1-10 del prologo, Esiodo invoca le Muse abitanti dell'Elicona [in Beozia]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.favolatours.com/grecia/gr-centrale/beozia/icone/beozia-map_01.gif &amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Cominciamo a cantare le Muse dell'Elicona]]&lt;br /&gt;
che abitano la grande e divina montagna dell'Elicona &lt;br /&gt;
e vicino alla fonte dall'aspetto oscuro, con i piedi delicati,&lt;br /&gt;
danzano e vicino all'altare del forte Crono;&lt;br /&gt;
e dopo essersi lavate la tenera pelle (nell'acqua) del Permesso &lt;br /&gt;
o dell'Ippocrene o dell'Olmio divino,&lt;br /&gt;
intrecciarono danze sulla vetta più alta dell'Elicona,&lt;br /&gt;
belle leggiadre e volteggiarono con i piedi.&lt;br /&gt;
Di là allontanandosi, avvolte in una fitta nebbia,&lt;br /&gt;
di notte avanzavano, levando una bellissima voce,&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Esse apparvero a lui mentre pascolava il gregge e lo esortarono a celebrare la stirpe degli dèi (ww.22-34):&lt;br /&gt;
&amp;quot;Esse un tempo insegnarono a Esiodo il bel canto,&lt;br /&gt;
mentre pascolava gli agnelli ai piedi del divino Elicona.&lt;br /&gt;
A me per la prima volta le dèe rivolsero la parola,&lt;br /&gt;
le Muse dell'Olimpo, le figlie dell'egioco Zeus:&lt;br /&gt;
'Pastori selvaggi, brutte creature, solo ventre,&lt;br /&gt;
[[noi sappiamo dire molte menzogne simili a verità]]&lt;br /&gt;
[[ma sappiamo, se vogliamo, cantare il vero.]] &lt;br /&gt;
Così dissero le figlie del grande Zeus, veridiche,&lt;br /&gt;
[[e mi diedero come scettro un ramo di alloro fiorente,]]&lt;br /&gt;
dopo averlo colto, ammirabile; &lt;br /&gt;
[[mi ispirarono un canto divino, affinche celebrassi il futuro e il presente]] [[e mi esortarono a celebrare con inni la stirpe degli dèi beati immortali]]&lt;br /&gt;
[[e a cantare loro stesso, all'inizio e alla fine, sempre]].&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo tipo di prologo, detto anche ''ascreo'' o ''esiodeo'', è una sorta di investitura poetica: sarà ripreso in seguito da altri poeti, per es. da [[Callimaco]] nella sua opera di elegie, intitolata ''Aitia''. Il poeta obbedisce alle Muse e racconta che in origine fu il [[Caos]] primigenio, da cui nacquero [[Gea, Eros, Erebo, la Notte]]. Da Gea, per partenogenesi nacque [[Urano]]; da Gea e Urano nacquero [[i Titani, i Ciclopi e i Centimani]]. Urano ricacciava nel ventre della Terra (Gea) tutti i figli che generava; alla fine Gea, non potendone più, riunì i figli e chiese loro di aiutarla a vendicarsi di Urano; nessuno dei figli accettò, tranne [[Crono]], cui la madre diede una falce (fabbricata con l'acciaio che Gea aveva prodotto dalle sue viscere). Con questa Crono tagliò i genitali del padre e li scagliò in mare: dal sangue di questi nacquero le  [[Erinni]],  dalla spuma [[Afrodite]]. &lt;br /&gt;
Crono prese il posto di Urano e sposò poi [[Rea]], una dei Titani; anche lui fu un padre dispotico: ingoiava tutti  i figli che nascevano, temendo che lo detronizzassero come lui aveva fatto con il padre Urano, finché Rea decise di partorire l'ultimo figlio nell'isola di Creta e di dare a Crono, anziché il figlio, una pietra avvolta nelle fasce. Così il figlio, [[Zeus]] appunto, &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
fu salvo e, una volta divenuto adulto, spodestò il padre, costringendolo a vomitare tutti i figli che aveva ingoiato. Fra questi c'erano [[Ade]],  &lt;br /&gt;
divenne il dio degli Inferi, e [[Poseidone]],&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
che ebbe il dominio del mare.&lt;br /&gt;
Zeus si trovò, però, a combattere con i Titani (la famosa [[Titanomachia]]) e li vinse grazie alla folgore che forgiarono per lui i Ciclopi. In seguito a questa vittoria, Zeus divenne il signore dell'universo. Da Zeus nacquero gli dèi dell'Olimpo: [[Apollo e Artemide]]  (da Latona), [[Ares]] (da Era), [[Efesto]] (da Era; secondo una tradizione Efesto sarebbe figlio di Era soltanto), [[Dioniso]] (da Semele), [[Hermes]] (da Maia), [[Atena]] (dalla testa di Zeus). Segue poi la generazione di figli nati da dèe e da uomini mortali e con questo elenco termina l'opera.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://tbn2.google.com/images?q=tbn:0bTqlXKLahYivM:http://www.webalice.it/fporetti/foto%25203%2520bis/Image426.gif&lt;br /&gt;
http://tbn3.google.com/images?q=tbn:VmFX0aHo1ix3dM:http://www.summagallicana.it/lessico/a/Afrodite%2520Venere%2520Botticelli.jpg&lt;br /&gt;
http://tbn1.google.com/images?q=tbn:jd1JmmnD4hJOlM:http://z.about.com/d/atheism/1/0/c/P/ZeusHeraRelief-l.jpg&lt;br /&gt;
http://tbn0.google.com/images?q=tbn:_b6ACOMwDe6SaM:http://digilander.libero.it/AkiraKoga/images/Nettun1.jpg&lt;br /&gt;
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http://tbn3.google.com/images?q=tbn:jP5bzMSEvgqsvM:http://www.itctosi.va.it/SPECIALI/Barocco/Immagini/Arte/Bernini%2520-%2520Apollo%2520e%2520Dafne.jpg&lt;br /&gt;
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http://tbn3.google.com/images?q=tbn:XuRT3Y6CAEKC-M:http://www.fulminiesaette.it/_uploads/foto/099/dioniso.jpg&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Le Opere e i Giorni====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''Le Opere e i Giorni'' si aprono con un [[proemio (vv. 1-10)]], diverso da quello del poema epico, in quanto in questo il poeta canta quello che le Muse gli suggeriscono,essendo egli semplice strumento della loro poesia, mentre nel proemio del  [[poema didascalico ]] (tale è il genere appunto dell'opera di cui si tratta) il poeta è in prima persona autore di ciò che racconta. &lt;br /&gt;
Infatti, nel proemio, dopo l'iniziale e tradizionale invocazione alle Muse, che egli esorta a celebrare Zeus, garante della giustizia nel mondo, Esiodo indica [[l'obiettivo della sua opera: dire a Perse parole di verità.]]&lt;br /&gt;
Scrive Esiodo:&lt;br /&gt;
&amp;quot;O Muse della Pieria, che celebrate con i (vostri) canti,&lt;br /&gt;
orsù, cantate Zeus, innalzando con un inno vostro padre;&lt;br /&gt;
per lui, i mortali sono ugualmente oscuri e famosi,&lt;br /&gt;
noti e ignoti, per volere del grande Zeus.&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il poema contiene esortazioni al fratello Perse (l'obiettivo dell'opera è appunto quello di far sì che non si comporti contro giustizia, appropriandosi di ciò che non gli spetta) e digressioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo il proemio, Esiodo narra il [[mito delle due contese]], quella buona, cioè, lo spirito di emulazione, che spinge l'uomo ad una sana competizione, e quella cattiva, che incita l'uomo alle guerre e alle discordie. Esiodo vuole con tale racconto [[esortare Perse]] a non lasciarsi guidare da quella cattiva, a non pretendere più, con la complicità dei ''giudici divoratori di doni'' la parte che non gli spetta, come aveva già fatto un'altra volta.&lt;br /&gt;
Il poema continua con il mito di [[Pandora]] &lt;br /&gt;
e la ripresa del mito di [[Prometeo]] e di [[Epimeteo]].&lt;br /&gt;
Nella sezione successiva, abbastanza ampia, Esiodo narra [[il mito delle cinque età]].&lt;br /&gt;
Prima di passare ai precetti su come lavorare i campi, Esiodo conclude la prima parte del poema con [[la favola dell'usignolo e dello sparviero]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://tbn3.google.com/images?q=tbn:21PH4InlbhP6RM:http://www.uvm.edu/~classics.jpeg&lt;br /&gt;
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		<author><name>Francesca</name></author>	</entry>

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				<updated>2009-02-17T16:13:51Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;Francesca:&amp;#32;/* Liceo Statale Archita di Taranto */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;== Strumenti nuovi a scuola ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Wikiscuola è uno strumento di lavoro collaborativo utilizzabile via web. Puoi utilizzare questo wiki per fare delle prove. Rispetta il lavoro degli altri e '''chiedi''' pure aiuto a '''[[Utente:Alberto|ag@libersoft.it]]'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 Per informazioni '''tecniche''' leggi il [http://it.wikipedia.org/wiki/Aiuto:Guida_essenziale manuale del Wiki], ma se hai fretta d'imparare&lt;br /&gt;
 leggi i sintetici consigli di '''Alberto''' sulla pagina di [[Wikiscuola:Aiuto|Aiuto]] nel menù a sinistra,&lt;br /&gt;
 che rimane sempre visibile e facilmente raggiungibile.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Liceo Scientifico «G. Galilei» di Manfredonia ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le pagine di lavoro del [[Liceo Scientifico «G. Galilei» di Manfredonia]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Istituto Comprensivo «Curtatone e Montanara» di Pontedera ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le pagine di lavoro dell'Istituto Comprensivo [[Curtatone e Montanara]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Istituto Comprensivo «Pacinotti» di Pontedera ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le pagine di lavoro dell'Istituto Comprensivo [[Pacinotti]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== ITIS «Galilei» di Viareggio ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le pagine di lavoro di [[Patrizia]] e quelle della classe [[lavoro quarta-sta]] &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== GAS Montelupo ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per imparare a scrivere le ricette su Wikibook [[Ricette]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Corso 2 Tecnologie ===&lt;br /&gt;
Pagina di prova&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Torna alla pagina iniziale di [http://www.vivalascuola.net/ vivalascuola.NET]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le '''immagini''' usate per le '''icone''' sono state messe a disposizione del sito web [http://tux.crystalxp.net/ crystalxp.net].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare: [http://tux.crystalxp.net/en.id.1568-overlord59-overlord59-tux-g2.html tux-g2], [http://tux.crystalxp.net/en.id.1764-overlord59-tux-teacher.html tux-teacher] e [http://tux.crystalxp.net/en.id.1808-le_fra-einstein-tux.html tux-einstein].&lt;br /&gt;
=== Liceo Statale Archita di Taranto ===&lt;br /&gt;
 Per la classe I sez. B (indirizzo classico)&lt;br /&gt;
Lezione di Letteratura Greca: [[Utente:Francesca|Esiodo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francesca</name></author>	</entry>

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		<summary type="html">&lt;p&gt;Francesca:&amp;#32;/* Liceo Statale Archita di Taranto */&lt;/p&gt;
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Lezione di Letteratura Greca: [[Esiodo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francesca</name></author>	</entry>

	<entry>
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				<updated>2009-02-17T16:09:40Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;Francesca:&amp;#32;/* Liceo Statale Archita di Taranto */&lt;/p&gt;
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		<author><name>Francesca</name></author>	</entry>

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				<updated>2009-02-17T16:09:12Z</updated>
		
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		<author><name>Francesca</name></author>	</entry>

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		<title>Utente:Francesca</title>
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				<updated>2009-02-17T16:06:42Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;Francesca:&amp;#32;/* '''Esiodo''' */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;   ='''Esiodo'''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''Vita'''=&lt;br /&gt;
Le notizie sulla vita di Esiodo, il primo poeta della letteratura greca fornito di una sua &amp;quot;carta d'identità&amp;quot;, si ricavano da quello che egli stesso dice di sé nelle sue opere. Sappiamo, quindi, con certezza, che egli nacque ad Ascra, in Beozia, dove il padre, commerciante, si era trasferito da Cuma eolica, in seguito ad un dissesto economico. La data di nascita si colloca intorno alla metà dell'VIII sec., poiché intorno al 720 a.C. avrebbe partecipato ad una gara poetica durante i ludi in onore di un eroe, Anfidamante, caduto nella guerra lelanzia, combattuta in Eubea, tra le città di Calcide ed Eretria, per il possesso della pianura di Lelanto. Del viaggio in mare Esiodo si lamenta, tanto che non osò più affrontare la navigazione. in quella gara vinse un tripode di bronzo che consacrò alle Muse, sul monte Elicona, dove un tempo gli erano apparse per consacrarlo poeta (v. ''Teogonia''). Un'altra notizia biografica riguarda la lite con il fratello Perse che, in seguito alla morte del padre, dopo aver dilapidato i beni ereditati, ottenne con la complicità di giudici corrotti anche una parte delle terre toccate ad  Esiodo. Questo episodio fu l'occasione per la composizione dell'altra opera importante di Esiodo, ''Le Opere e i Giorni''. Leggendarie sembrano altre storie: quella del ''Certame tra Omero ed Esiodo'' e quella della morte per uccisione che gli sarebbe toccata per aver violentato una giovane fanciulla. La sua tomba, dopo la distruzione di Ascra, fu trasferita ad Orcomeno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''Opere'''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Teogonia====&lt;br /&gt;
Poema in esametri, racconta l'origine del mondo (la prima parte  è una cosmogonia) e la nascita degli dèi (questa è la vera e propria teogonia). &lt;br /&gt;
Nei ww.1-10 del prologo, Esiodo invoca le Muse abitanti dell'Elicona [in Beozia]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.favolatours.com/grecia/gr-centrale/beozia/icone/beozia-map_01.gif &amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Cominciamo a cantare le Muse dell'Elicona]]&lt;br /&gt;
che abitano la grande e divina montagna dell'Elicona &lt;br /&gt;
e vicino alla fonte dall'aspetto oscuro, con i piedi delicati,&lt;br /&gt;
danzano e vicino all'altare del forte Crono;&lt;br /&gt;
e dopo essersi lavate la tenera pelle (nell'acqua) del Permesso &lt;br /&gt;
o dell'Ippocrene o dell'Olmio divino,&lt;br /&gt;
intrecciarono danze sulla vetta più alta dell'Elicona,&lt;br /&gt;
belle leggiadre e volteggiarono con i piedi.&lt;br /&gt;
Di là allontanandosi, avvolte in una fitta nebbia,&lt;br /&gt;
di notte avanzavano, levando una bellissima voce,&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Esse apparvero a lui mentre pascolava il gregge e lo esortarono a celebrare la stirpe degli dèi (ww.22-34):&lt;br /&gt;
&amp;quot;Esse un tempo insegnarono a Esiodo il bel canto,&lt;br /&gt;
mentre pascolava gli agnelli ai piedi del divino Elicona.&lt;br /&gt;
A me per la prima volta le dèe rivolsero la parola,&lt;br /&gt;
le Muse dell'Olimpo, le figlie dell'egioco Zeus:&lt;br /&gt;
'Pastori selvaggi, brutte creature, solo ventre,&lt;br /&gt;
[[noi sappiamo dire molte menzogne simili a verità]]&lt;br /&gt;
[[ma sappiamo, se vogliamo, cantare il vero.]] &lt;br /&gt;
Così dissero le figlie del grande Zeus, veridiche,&lt;br /&gt;
[[e mi diedero come scettro un ramo di alloro fiorente,]]&lt;br /&gt;
dopo averlo colto, ammirabile; &lt;br /&gt;
[[mi ispirarono un canto divino, affinche celebrassi il futuro e il presente]] [[e mi esortarono a celebrare con inni la stirpe degli dèi beati immortali]]&lt;br /&gt;
[[e a cantare loro stesso, all'inizio e alla fine, sempre]].&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo tipo di prologo, detto anche ''ascreo'' o ''esiodeo'', è una sorta di investitura poetica: sarà ripreso in seguito da altri poeti, per es. da [[Callimaco]] nella sua opera di elegie, intitolata ''Aitia''. Il poeta obbedisce alle Muse e racconta che in origine fu il [[Caos]] primigenio, da cui nacquero [[Gea, Eros, Erebo, la Notte]]. Da Gea, per partenogenesi nacque [[Urano]]; da Gea e Urano nacquero [[i Titani, i Ciclopi e i Centimani]]. Urano ricacciava nel ventre della Terra (Gea) tutti i figli che generava; alla fine Gea, non potendone più, riunì i figli e chiese loro di aiutarla a vendicarsi di Urano; nessuno dei figli accettò, tranne [[Crono]], cui la madre diede una falce (fabbricata con l'acciaio che Gea aveva prodotto dalle sue viscere). Con questa Crono tagliò i genitali del padre e li scagliò in mare: dal sangue di questi nacquero le  [[Erinni]],  dalla spuma [[Afrodite]]. &lt;br /&gt;
Crono prese il posto di Urano e sposò poi [[Rea]], una dei Titani; anche lui fu un padre dispotico: ingoiava tutti  i figli che nascevano, temendo che lo detronizzassero come lui aveva fatto con il padre Urano, finché Rea decise di partorire l'ultimo figlio nell'isola di Creta e di dare a Crono, anziché il figlio, una pietra avvolta nelle fasce. Così il figlio, [[Zeus]] appunto, &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
fu salvo e, una volta divenuto adulto, spodestò il padre, costringendolo a vomitare tutti i figli che aveva ingoiato. Fra questi c'erano [[Ade]],  &lt;br /&gt;
divenne il dio degli Inferi, e [[Poseidone]],&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
che ebbe il dominio del mare.&lt;br /&gt;
Zeus si trovò, però, a combattere con i Titani (la famosa [[Titanomachia]]) e li vinse grazie alla folgore che forgiarono per lui i Ciclopi. In seguito a questa vittoria, Zeus divenne il signore dell'universo. Da Zeus nacquero gli dèi dell'Olimpo: [[Apollo e Artemide]]  (da Latona), [[Ares]] (da Era), [[Efesto]] (da Era; secondo una tradizione Efesto sarebbe figlio di Era soltanto), [[Dioniso]] (da Semele), [[Hermes]] (da Maia), [[Atena]] (dalla testa di Zeus). Segue poi la generazione di figli nati da dèe e da uomini mortali e con questo elenco termina l'opera.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://tbn2.google.com/images?q=tbn:0bTqlXKLahYivM:http://www.webalice.it/fporetti/foto%25203%2520bis/Image426.gif&lt;br /&gt;
http://tbn3.google.com/images?q=tbn:VmFX0aHo1ix3dM:http://www.summagallicana.it/lessico/a/Afrodite%2520Venere%2520Botticelli.jpg&lt;br /&gt;
http://tbn1.google.com/images?q=tbn:jd1JmmnD4hJOlM:http://z.about.com/d/atheism/1/0/c/P/ZeusHeraRelief-l.jpg&lt;br /&gt;
http://tbn0.google.com/images?q=tbn:_b6ACOMwDe6SaM:http://digilander.libero.it/AkiraKoga/images/Nettun1.jpg&lt;br /&gt;
http://tbn2.google.com/images?q=tbn:WZxeNOGdJLbDgM:http://www.schule.provinz.bz.it/licei-merano/rel/gr/immagini/ade_im1.gif&lt;br /&gt;
http://tbn0.google.com/images?q=tbn:JMA4bx8uM8sxSM:http://www.residenceolimpo.it/images/Immagini/Immagini%2520Cenni%2520Storici/390px-Diane_de_Versailles_Leochares.jpg&lt;br /&gt;
http://tbn3.google.com/images?q=tbn:jP5bzMSEvgqsvM:http://www.itctosi.va.it/SPECIALI/Barocco/Immagini/Arte/Bernini%2520-%2520Apollo%2520e%2520Dafne.jpg&lt;br /&gt;
http://tbn2.google.com/images?q=tbn:dZLqJ-IKCYp1NM:http://www.theoi.com/image/S9.3Ares.jpg&lt;br /&gt;
http://tbn0.google.com/images?q=tbn:pG7g8Lyei3VydM:http://www.elicriso.it/it/mitologia_ambiente/dei/efesto/efesto_P.jpg&lt;br /&gt;
http://tbn3.google.com/images?q=tbn:jL1fEIrOqqHywM:http://www.archemail.it/immagini/vs_dioniso.jpg&lt;br /&gt;
http://tbn3.google.com/images?q=tbn:XuRT3Y6CAEKC-M:http://www.fulminiesaette.it/_uploads/foto/099/dioniso.jpg&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Le Opere e i Giorni====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''Le Opere e i Giorni'' si aprono con un [[proemio (vv. 1-10)]], diverso da quello del poema epico, in quanto in questo il poeta canta quello che le Muse gli suggeriscono,essendo egli semplice strumento della loro poesia, mentre nel proemio del  [[poema didascalico ]] (tale è il genere appunto dell'opera di cui si tratta) il poeta è in prima persona autore di ciò che racconta. &lt;br /&gt;
Infatti, nel proemio, dopo l'iniziale e tradizionale invocazione alle Muse, che egli esorta a celebrare Zeus, garante della giustizia nel mondo, Esiodo indica [[l'obiettivo della sua opera: dire a Perse parole di verità.]]&lt;br /&gt;
Scrive Esiodo:&lt;br /&gt;
&amp;quot;O Muse della Pieria, che celebrate con i (vostri) canti,&lt;br /&gt;
orsù, cantate Zeus, innalzando con un inno vostro padre;&lt;br /&gt;
per lui, i mortali sono ugualmente oscuri e famosi,&lt;br /&gt;
noti e ignoti, per volere del grande Zeus.&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il poema contiene esortazioni al fratello Perse (l'obiettivo dell'opera è appunto quello di far sì che non si comporti contro giustizia, appropriandosi di ciò che non gli spetta) e digressioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo il proemio, Esiodo narra il [[mito delle due contese]], quella buona, cioè, lo spirito di emulazione, che spinge l'uomo ad una sana competizione, e quella cattiva, che incita l'uomo alle guerre e alle discordie. Esiodo vuole con tale racconto [[esortare Perse]] a non lasciarsi guidare da quella cattiva, a non pretendere più, con la complicità dei ''giudici divoratori di doni'' la parte che non gli spetta, come aveva già fatto un'altra volta.&lt;br /&gt;
Il poema continua con il mito di [[Pandora]] &lt;br /&gt;
e la ripresa del mito di [[Prometeo]] e di [[Epimeteo]].&lt;br /&gt;
Nella sezione successiva, abbastanza ampia, Esiodo narra [[il mito delle cinque età]].&lt;br /&gt;
Prima di passare ai precetti su come lavorare i campi, Esiodo conclude la prima parte del poema con [[la favola dell'usignolo e dello sparviero]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://tbn3.google.com/images?q=tbn:21PH4InlbhP6RM:http://www.uvm.edu/~classics.jpeg&lt;br /&gt;
http://tbn2.google.com/images?q=tbn:rOCC5BRVJiAdcM:http://byfiles.storage.live.com/y1pC-K2YMDwy3mUvxtHnKyJdhHFCFznEDO_OHpLNtELtu-tUq2o0vY86BNejekvWWEc.jpeg&lt;br /&gt;
http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/5/54/Epimeteo_Pandora_ElGreco.jpg/91px-Epimeteo_Pandora_ElGreco.jpg&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francesca</name></author>	</entry>

	<entry>
		<id>http://www.patriziafornaciari.it/wikiscuola/index.php?title=Proemio_(vv._1-10)</id>
		<title>Proemio (vv. 1-10)</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.patriziafornaciari.it/wikiscuola/index.php?title=Proemio_(vv._1-10)"/>
				<updated>2009-02-16T19:26:08Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;Francesca:&amp;#32;/* Esiodo, Opere e giorni, vv. 1-4 */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;==Esiodo, &amp;quot;Opere e giorni&amp;quot;, vv. 1-4==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;quot;O Muse della Pieria, che rendete famosi con i canti,&lt;br /&gt;
orsù, cantate Zeus, celebrand con inni vostro padre,&lt;br /&gt;
grazie al quale ugualmente i mortali, oscuri e illustri,&lt;br /&gt;
ignoti e noti, per volere del grande Zeus.&amp;quot;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francesca</name></author>	</entry>

	<entry>
		<id>http://www.patriziafornaciari.it/wikiscuola/index.php?title=Proemio_(vv._1-10)</id>
		<title>Proemio (vv. 1-10)</title>
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				<updated>2009-02-16T19:25:23Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;Francesca:&amp;#32;/* Esiodo, [Opere e giorni], vv. 1-4 */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;==Esiodo, [[Opere e giorni]], vv. 1-4==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;quot;O Muse della Pieria, che rendete famosi con i canti,&lt;br /&gt;
orsù, cantate Zeus, celebrand con inni vostro padre,&lt;br /&gt;
grazie al quale ugualmente i mortali, oscuri e illustri,&lt;br /&gt;
ignoti e noti, per volere del grande Zeus.&amp;quot;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francesca</name></author>	</entry>

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&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;==Esiodo, [Opere e giorni], vv. 1-4==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;quot;O Muse della Pieria, che rendete famosi con i canti,&lt;br /&gt;
orsù, cantate Zeus, celebrand con inni vostro padre,&lt;br /&gt;
grazie al quale ugualmente i mortali, oscuri e illustri,&lt;br /&gt;
ignoti e noti, per volere del grande Zeus.&amp;quot;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francesca</name></author>	</entry>

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		<summary type="html">&lt;p&gt;Francesca:&amp;#32;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;==Esiodo, [Opere e giorni], vv. 1-4&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;quot;O Muse della Pieria, che rendete famosi con i canti,&lt;br /&gt;
orsù, cantate Zeus, celebrand con inni vostro padre,&lt;br /&gt;
grazie al quale ugualmente i mortali, oscuri e illustri,&lt;br /&gt;
ignoti e noti, per volere del grande Zeus.&amp;quot;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francesca</name></author>	</entry>

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		<id>http://www.patriziafornaciari.it/wikiscuola/index.php?title=Utente:Francesca</id>
		<title>Utente:Francesca</title>
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				<updated>2009-02-16T19:19:16Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;Francesca:&amp;#32;/* Le Opere e i Giorni */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;='''Esiodo'''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''Vita'''=&lt;br /&gt;
Le notizie sulla vita di Esiodo, il primo poeta della letteratura greca fornito di una sua &amp;quot;carta d'identità&amp;quot;, si ricavano da quello che egli stesso dice di sé nelle sue opere. Sappiamo, quindi, con certezza, che egli nacque ad Ascra, in Beozia, dove il padre, commerciante, si era trasferito da Cuma eolica, in seguito ad un dissesto economico. La data di nascita si colloca intorno alla metà dell'VIII sec., poiché intorno al 720 a.C. avrebbe partecipato ad una gara poetica durante i ludi in onore di un eroe, Anfidamante, caduto nella guerra lelanzia, combattuta in Eubea, tra le città di Calcide ed Eretria, per il possesso della pianura di Lelanto. Del viaggio in mare Esiodo si lamenta, tanto che non osò più affrontare la navigazione. in quella gara vinse un tripode di bronzo che consacrò alle Muse, sul monte Elicona, dove un tempo gli erano apparse per consacrarlo poeta (v. ''Teogonia''). Un'altra notizia biografica riguarda la lite con il fratello Perse che, in seguito alla morte del padre, dopo aver dilapidato i beni ereditati, ottenne con la complicità di giudici corrotti anche una parte delle terre toccate ad  Esiodo. Questo episodio fu l'occasione per la composizione dell'altra opera importante di Esiodo, ''Le Opere e i Giorni''. Leggendarie sembrano altre storie: quella del ''Certame tra Omero ed Esiodo'' e quella della morte per uccisione che gli sarebbe toccata per aver violentato una giovane fanciulla. La sua tomba, dopo la distruzione di Ascra, fu trasferita ad Orcomeno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''Opere'''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Teogonia====&lt;br /&gt;
Poema in esametri, racconta l'origine del mondo (la prima parte  è una cosmogonia) e la nascita degli dèi (questa è la vera e propria teogonia). &lt;br /&gt;
Nei ww.1-10 del prologo, Esiodo invoca le Muse abitanti dell'Elicona [in Beozia]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.favolatours.com/grecia/gr-centrale/beozia/icone/beozia-map_01.gif &amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Cominciamo a cantare le Muse dell'Elicona]]&lt;br /&gt;
che abitano la grande e divina montagna dell'Elicona &lt;br /&gt;
e vicino alla fonte dall'aspetto oscuro, con i piedi delicati,&lt;br /&gt;
danzano e vicino all'altare del forte Crono;&lt;br /&gt;
e dopo essersi lavate la tenera pelle (nell'acqua) del Permesso &lt;br /&gt;
o dell'Ippocrene o dell'Olmio divino,&lt;br /&gt;
intrecciarono danze sulla vetta più alta dell'Elicona,&lt;br /&gt;
belle leggiadre e volteggiarono con i piedi.&lt;br /&gt;
Di là allontanandosi, avvolte in una fitta nebbia,&lt;br /&gt;
di notte avanzavano, levando una bellissima voce,&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Esse apparvero a lui mentre pascolava il gregge e lo esortarono a celebrare la stirpe degli dèi (ww.22-34):&lt;br /&gt;
&amp;quot;Esse un tempo insegnarono a Esiodo il bel canto,&lt;br /&gt;
mentre pascolava gli agnelli ai piedi del divino Elicona.&lt;br /&gt;
A me per la prima volta le dèe rivolsero la parola,&lt;br /&gt;
le Muse dell'Olimpo, le figlie dell'egioco Zeus:&lt;br /&gt;
'Pastori selvaggi, brutte creature, solo ventre,&lt;br /&gt;
[[noi sappiamo dire molte menzogne simili a verità]]&lt;br /&gt;
[[ma sappiamo, se vogliamo, cantare il vero.]] &lt;br /&gt;
Così dissero le figlie del grande Zeus, veridiche,&lt;br /&gt;
[[e mi diedero come scettro un ramo di alloro fiorente,]]&lt;br /&gt;
dopo averlo colto, ammirabile; &lt;br /&gt;
[[mi ispirarono un canto divino, affinche celebrassi il futuro e il presente]] [[e mi esortarono a celebrare con inni la stirpe degli dèi beati immortali]]&lt;br /&gt;
[[e a cantare loro stesso, all'inizio e alla fine, sempre]].&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo tipo di prologo, detto anche ''ascreo'' o ''esiodeo'', è una sorta di investitura poetica: sarà ripreso in seguito da altri poeti, per es. da [[Callimaco]] nella sua opera di elegie, intitolata ''Aitia''. Il poeta obbedisce alle Muse e racconta che in origine fu il [[Caos]] primigenio, da cui nacquero [[Gea, Eros, Erebo, la Notte]]. Da Gea, per partenogenesi nacque [[Urano]]; da Gea e Urano nacquero [[i Titani, i Ciclopi e i Centimani]]. Urano ricacciava nel ventre della Terra (Gea) tutti i figli che generava; alla fine Gea, non potendone più, riunì i figli e chiese loro di aiutarla a vendicarsi di Urano; nessuno dei figli accettò, tranne [[Crono]], cui la madre diede una falce (fabbricata con l'acciaio che Gea aveva prodotto dalle sue viscere). Con questa Crono tagliò i genitali del padre e li scagliò in mare: dal sangue di questi nacquero le  [[Erinni]],  dalla spuma [[Afrodite]]. &lt;br /&gt;
Crono prese il posto di Urano e sposò poi [[Rea]], una dei Titani; anche lui fu un padre dispotico: ingoiava tutti  i figli che nascevano, temendo che lo detronizzassero come lui aveva fatto con il padre Urano, finché Rea decise di partorire l'ultimo figlio nell'isola di Creta e di dare a Crono, anziché il figlio, una pietra avvolta nelle fasce. Così il figlio, [[Zeus]] appunto, &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
fu salvo e, una volta divenuto adulto, spodestò il padre, costringendolo a vomitare tutti i figli che aveva ingoiato. Fra questi c'erano [[Ade]],  &lt;br /&gt;
divenne il dio degli Inferi, e [[Poseidone]],&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
che ebbe il dominio del mare.&lt;br /&gt;
Zeus si trovò, però, a combattere con i Titani (la famosa [[Titanomachia]]) e li vinse grazie alla folgore che forgiarono per lui i Ciclopi. In seguito a questa vittoria, Zeus divenne il signore dell'universo. Da Zeus nacquero gli dèi dell'Olimpo: [[Apollo e Artemide]]  (da Latona), [[Ares]] (da Era), [[Efesto]] (da Era; secondo una tradizione Efesto sarebbe figlio di Era soltanto), [[Dioniso]] (da Semele), [[Hermes]] (da Maia), [[Atena]] (dalla testa di Zeus). Segue poi la generazione di figli nati da dèe e da uomini mortali e con questo elenco termina l'opera.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://tbn2.google.com/images?q=tbn:0bTqlXKLahYivM:http://www.webalice.it/fporetti/foto%25203%2520bis/Image426.gif&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
====Le Opere e i Giorni====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''Le Opere e i Giorni'' si aprono con un [[proemio (vv. 1-10)]], diverso da quello del poema epico, in quanto in questo il poeta canta quello che le Muse gli suggeriscono,essendo egli semplice strumento della loro poesia, mentre nel proemio del  [[poema didascalico ]] (tale è il genere appunto dell'opera di cui si tratta) il poeta è in prima persona autore di ciò che racconta. &lt;br /&gt;
Infatti, nel proemio, dopo l'iniziale e tradizionale invocazione alle Muse, che egli esorta a celebrare Zeus, garante della giustizia nel mondo, Esiodo indica [[l'obiettivo della sua opera: dire a Perse parole di verità.]]&lt;br /&gt;
Scrive Esiodo:&lt;br /&gt;
&amp;quot;O Muse della Pieria, che celebrate con i (vostri) canti,&lt;br /&gt;
orsù, cantate Zeus, innalzando con un inno vostro padre;&lt;br /&gt;
per lui, i mortali sono ugualmente oscuri e famosi,&lt;br /&gt;
noti e ignoti, per volere del grande Zeus.&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il poema contiene esortazioni al fratello Perse (l'obiettivo dell'opera è appunto quello di far sì che non si comporti contro giustizia, appropriandosi di ciò che non gli spetta) e digressioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo il proemio, Esiodo narra il [[mito delle due contese]], quella buona, cioè, lo spirito di emulazione, che spinge l'uomo ad una sana competizione, e quella cattiva, che incita l'uomo alle guerre e alle discordie. Esiodo vuole con tale racconto [[esortare Perse]] a non lasciarsi guidare da quella cattiva, a non pretendere più, con la complicità dei ''giudici divoratori di doni'' la parte che non gli spetta, come aveva già fatto un'altra volta.&lt;br /&gt;
Il poema continua con il mito di [[Pandora]] e la ripresa del mito di [[Prometeo]] e di [[Epimeteo]].&lt;br /&gt;
Nella sezione successiva, abbastanza ampia, Esiodo narra [[il mito delle cinque età]].&lt;br /&gt;
Prima di passare ai precetti su come lavorare i campi, Esiodo conclude la prima parte del poema con [[la favola dell'usignolo e dello sparviero]].&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francesca</name></author>	</entry>

	<entry>
		<id>http://www.patriziafornaciari.it/wikiscuola/index.php?title=Utente:Francesca</id>
		<title>Utente:Francesca</title>
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				<updated>2009-02-16T19:18:21Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;Francesca:&amp;#32;/* Le Opere e i Giorni */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;='''Esiodo'''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''Vita'''=&lt;br /&gt;
Le notizie sulla vita di Esiodo, il primo poeta della letteratura greca fornito di una sua &amp;quot;carta d'identità&amp;quot;, si ricavano da quello che egli stesso dice di sé nelle sue opere. Sappiamo, quindi, con certezza, che egli nacque ad Ascra, in Beozia, dove il padre, commerciante, si era trasferito da Cuma eolica, in seguito ad un dissesto economico. La data di nascita si colloca intorno alla metà dell'VIII sec., poiché intorno al 720 a.C. avrebbe partecipato ad una gara poetica durante i ludi in onore di un eroe, Anfidamante, caduto nella guerra lelanzia, combattuta in Eubea, tra le città di Calcide ed Eretria, per il possesso della pianura di Lelanto. Del viaggio in mare Esiodo si lamenta, tanto che non osò più affrontare la navigazione. in quella gara vinse un tripode di bronzo che consacrò alle Muse, sul monte Elicona, dove un tempo gli erano apparse per consacrarlo poeta (v. ''Teogonia''). Un'altra notizia biografica riguarda la lite con il fratello Perse che, in seguito alla morte del padre, dopo aver dilapidato i beni ereditati, ottenne con la complicità di giudici corrotti anche una parte delle terre toccate ad  Esiodo. Questo episodio fu l'occasione per la composizione dell'altra opera importante di Esiodo, ''Le Opere e i Giorni''. Leggendarie sembrano altre storie: quella del ''Certame tra Omero ed Esiodo'' e quella della morte per uccisione che gli sarebbe toccata per aver violentato una giovane fanciulla. La sua tomba, dopo la distruzione di Ascra, fu trasferita ad Orcomeno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''Opere'''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Teogonia====&lt;br /&gt;
Poema in esametri, racconta l'origine del mondo (la prima parte  è una cosmogonia) e la nascita degli dèi (questa è la vera e propria teogonia). &lt;br /&gt;
Nei ww.1-10 del prologo, Esiodo invoca le Muse abitanti dell'Elicona [in Beozia]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.favolatours.com/grecia/gr-centrale/beozia/icone/beozia-map_01.gif &amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Cominciamo a cantare le Muse dell'Elicona]]&lt;br /&gt;
che abitano la grande e divina montagna dell'Elicona &lt;br /&gt;
e vicino alla fonte dall'aspetto oscuro, con i piedi delicati,&lt;br /&gt;
danzano e vicino all'altare del forte Crono;&lt;br /&gt;
e dopo essersi lavate la tenera pelle (nell'acqua) del Permesso &lt;br /&gt;
o dell'Ippocrene o dell'Olmio divino,&lt;br /&gt;
intrecciarono danze sulla vetta più alta dell'Elicona,&lt;br /&gt;
belle leggiadre e volteggiarono con i piedi.&lt;br /&gt;
Di là allontanandosi, avvolte in una fitta nebbia,&lt;br /&gt;
di notte avanzavano, levando una bellissima voce,&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Esse apparvero a lui mentre pascolava il gregge e lo esortarono a celebrare la stirpe degli dèi (ww.22-34):&lt;br /&gt;
&amp;quot;Esse un tempo insegnarono a Esiodo il bel canto,&lt;br /&gt;
mentre pascolava gli agnelli ai piedi del divino Elicona.&lt;br /&gt;
A me per la prima volta le dèe rivolsero la parola,&lt;br /&gt;
le Muse dell'Olimpo, le figlie dell'egioco Zeus:&lt;br /&gt;
'Pastori selvaggi, brutte creature, solo ventre,&lt;br /&gt;
[[noi sappiamo dire molte menzogne simili a verità]]&lt;br /&gt;
[[ma sappiamo, se vogliamo, cantare il vero.]] &lt;br /&gt;
Così dissero le figlie del grande Zeus, veridiche,&lt;br /&gt;
[[e mi diedero come scettro un ramo di alloro fiorente,]]&lt;br /&gt;
dopo averlo colto, ammirabile; &lt;br /&gt;
[[mi ispirarono un canto divino, affinche celebrassi il futuro e il presente]] [[e mi esortarono a celebrare con inni la stirpe degli dèi beati immortali]]&lt;br /&gt;
[[e a cantare loro stesso, all'inizio e alla fine, sempre]].&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo tipo di prologo, detto anche ''ascreo'' o ''esiodeo'', è una sorta di investitura poetica: sarà ripreso in seguito da altri poeti, per es. da [[Callimaco]] nella sua opera di elegie, intitolata ''Aitia''. Il poeta obbedisce alle Muse e racconta che in origine fu il [[Caos]] primigenio, da cui nacquero [[Gea, Eros, Erebo, la Notte]]. Da Gea, per partenogenesi nacque [[Urano]]; da Gea e Urano nacquero [[i Titani, i Ciclopi e i Centimani]]. Urano ricacciava nel ventre della Terra (Gea) tutti i figli che generava; alla fine Gea, non potendone più, riunì i figli e chiese loro di aiutarla a vendicarsi di Urano; nessuno dei figli accettò, tranne [[Crono]], cui la madre diede una falce (fabbricata con l'acciaio che Gea aveva prodotto dalle sue viscere). Con questa Crono tagliò i genitali del padre e li scagliò in mare: dal sangue di questi nacquero le  [[Erinni]],  dalla spuma [[Afrodite]]. &lt;br /&gt;
Crono prese il posto di Urano e sposò poi [[Rea]], una dei Titani; anche lui fu un padre dispotico: ingoiava tutti  i figli che nascevano, temendo che lo detronizzassero come lui aveva fatto con il padre Urano, finché Rea decise di partorire l'ultimo figlio nell'isola di Creta e di dare a Crono, anziché il figlio, una pietra avvolta nelle fasce. Così il figlio, [[Zeus]] appunto, &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
fu salvo e, una volta divenuto adulto, spodestò il padre, costringendolo a vomitare tutti i figli che aveva ingoiato. Fra questi c'erano [[Ade]],  &lt;br /&gt;
divenne il dio degli Inferi, e [[Poseidone]],&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
che ebbe il dominio del mare.&lt;br /&gt;
Zeus si trovò, però, a combattere con i Titani (la famosa [[Titanomachia]]) e li vinse grazie alla folgore che forgiarono per lui i Ciclopi. In seguito a questa vittoria, Zeus divenne il signore dell'universo. Da Zeus nacquero gli dèi dell'Olimpo: [[Apollo e Artemide]]  (da Latona), [[Ares]] (da Era), [[Efesto]] (da Era; secondo una tradizione Efesto sarebbe figlio di Era soltanto), [[Dioniso]] (da Semele), [[Hermes]] (da Maia), [[Atena]] (dalla testa di Zeus). Segue poi la generazione di figli nati da dèe e da uomini mortali e con questo elenco termina l'opera.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://tbn2.google.com/images?q=tbn:0bTqlXKLahYivM:http://www.webalice.it/fporetti/foto%25203%2520bis/Image426.gif&lt;br /&gt;
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http://tbn3.google.com/images?q=tbn:XuRT3Y6CAEKC-M:http://www.fulminiesaette.it/_uploads/foto/099/dioniso.jpg&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Le Opere e i Giorni====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''Le Opere e i Giorni'' si aprono con un proemio (vv. 1-10), diverso da quello del poema epico, in quanto in questo il poeta canta quello che le Muse gli suggeriscono,essendo egli semplice strumento della loro poesia, mentre nel proemio del  [[poema didascalico ]] (tale è il genere appunto dell'opera di cui si tratta) il poeta è in prima persona autore di ciò che racconta. &lt;br /&gt;
Infatti, nel proemio, dopo l'iniziale e tradizionale invocazione alle Muse, che egli esorta a celebrare Zeus, garante della giustizia nel mondo, Esiodo indica [[l'obiettivo della sua opera: dire a Perse parole di verità.]]&lt;br /&gt;
Scrive Esiodo:&lt;br /&gt;
&amp;quot;O Muse della Pieria, che celebrate con i (vostri) canti,&lt;br /&gt;
orsù, cantate Zeus, innalzando con un inno vostro padre;&lt;br /&gt;
per lui, i mortali sono ugualmente oscuri e famosi,&lt;br /&gt;
noti e ignoti, per volere del grande Zeus.&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il poema contiene esortazioni al fratello Perse (l'obiettivo dell'opera è appunto quello di far sì che non si comporti contro giustizia, appropriandosi di ciò che non gli spetta) e digressioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo il proemio, Esiodo narra il [[mito delle due contese]], quella buona, cioè, lo spirito di emulazione, che spinge l'uomo ad una sana competizione, e quella cattiva, che incita l'uomo alle guerre e alle discordie. Esiodo vuole con tale racconto [[esortare Perse]] a non lasciarsi guidare da quella cattiva, a non pretendere più, con la complicità dei ''giudici divoratori di doni'' la parte che non gli spetta, come aveva già fatto un'altra volta.&lt;br /&gt;
Il poema continua con il mito di [[Pandora]] e la ripresa del mito di [[Prometeo]] e di [[Epimeteo]].&lt;br /&gt;
Nella sezione successiva, abbastanza ampia, Esiodo narra [[il mito delle cinque età]].&lt;br /&gt;
Prima di passare ai precetti su come lavorare i campi, Esiodo conclude la prima parte del poema con [[la favola dell'usignolo e dello sparviero]].&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francesca</name></author>	</entry>

	<entry>
		<id>http://www.patriziafornaciari.it/wikiscuola/index.php?title=Utente:Francesca</id>
		<title>Utente:Francesca</title>
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				<updated>2009-02-16T19:17:01Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;Francesca:&amp;#32;/* Le Opere e i Giorni */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;='''Esiodo'''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''Vita'''=&lt;br /&gt;
Le notizie sulla vita di Esiodo, il primo poeta della letteratura greca fornito di una sua &amp;quot;carta d'identità&amp;quot;, si ricavano da quello che egli stesso dice di sé nelle sue opere. Sappiamo, quindi, con certezza, che egli nacque ad Ascra, in Beozia, dove il padre, commerciante, si era trasferito da Cuma eolica, in seguito ad un dissesto economico. La data di nascita si colloca intorno alla metà dell'VIII sec., poiché intorno al 720 a.C. avrebbe partecipato ad una gara poetica durante i ludi in onore di un eroe, Anfidamante, caduto nella guerra lelanzia, combattuta in Eubea, tra le città di Calcide ed Eretria, per il possesso della pianura di Lelanto. Del viaggio in mare Esiodo si lamenta, tanto che non osò più affrontare la navigazione. in quella gara vinse un tripode di bronzo che consacrò alle Muse, sul monte Elicona, dove un tempo gli erano apparse per consacrarlo poeta (v. ''Teogonia''). Un'altra notizia biografica riguarda la lite con il fratello Perse che, in seguito alla morte del padre, dopo aver dilapidato i beni ereditati, ottenne con la complicità di giudici corrotti anche una parte delle terre toccate ad  Esiodo. Questo episodio fu l'occasione per la composizione dell'altra opera importante di Esiodo, ''Le Opere e i Giorni''. Leggendarie sembrano altre storie: quella del ''Certame tra Omero ed Esiodo'' e quella della morte per uccisione che gli sarebbe toccata per aver violentato una giovane fanciulla. La sua tomba, dopo la distruzione di Ascra, fu trasferita ad Orcomeno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''Opere'''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Teogonia====&lt;br /&gt;
Poema in esametri, racconta l'origine del mondo (la prima parte  è una cosmogonia) e la nascita degli dèi (questa è la vera e propria teogonia). &lt;br /&gt;
Nei ww.1-10 del prologo, Esiodo invoca le Muse abitanti dell'Elicona [in Beozia]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.favolatours.com/grecia/gr-centrale/beozia/icone/beozia-map_01.gif &amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Cominciamo a cantare le Muse dell'Elicona]]&lt;br /&gt;
che abitano la grande e divina montagna dell'Elicona &lt;br /&gt;
e vicino alla fonte dall'aspetto oscuro, con i piedi delicati,&lt;br /&gt;
danzano e vicino all'altare del forte Crono;&lt;br /&gt;
e dopo essersi lavate la tenera pelle (nell'acqua) del Permesso &lt;br /&gt;
o dell'Ippocrene o dell'Olmio divino,&lt;br /&gt;
intrecciarono danze sulla vetta più alta dell'Elicona,&lt;br /&gt;
belle leggiadre e volteggiarono con i piedi.&lt;br /&gt;
Di là allontanandosi, avvolte in una fitta nebbia,&lt;br /&gt;
di notte avanzavano, levando una bellissima voce,&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Esse apparvero a lui mentre pascolava il gregge e lo esortarono a celebrare la stirpe degli dèi (ww.22-34):&lt;br /&gt;
&amp;quot;Esse un tempo insegnarono a Esiodo il bel canto,&lt;br /&gt;
mentre pascolava gli agnelli ai piedi del divino Elicona.&lt;br /&gt;
A me per la prima volta le dèe rivolsero la parola,&lt;br /&gt;
le Muse dell'Olimpo, le figlie dell'egioco Zeus:&lt;br /&gt;
'Pastori selvaggi, brutte creature, solo ventre,&lt;br /&gt;
[[noi sappiamo dire molte menzogne simili a verità]]&lt;br /&gt;
[[ma sappiamo, se vogliamo, cantare il vero.]] &lt;br /&gt;
Così dissero le figlie del grande Zeus, veridiche,&lt;br /&gt;
[[e mi diedero come scettro un ramo di alloro fiorente,]]&lt;br /&gt;
dopo averlo colto, ammirabile; &lt;br /&gt;
[[mi ispirarono un canto divino, affinche celebrassi il futuro e il presente]] [[e mi esortarono a celebrare con inni la stirpe degli dèi beati immortali]]&lt;br /&gt;
[[e a cantare loro stesso, all'inizio e alla fine, sempre]].&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo tipo di prologo, detto anche ''ascreo'' o ''esiodeo'', è una sorta di investitura poetica: sarà ripreso in seguito da altri poeti, per es. da [[Callimaco]] nella sua opera di elegie, intitolata ''Aitia''. Il poeta obbedisce alle Muse e racconta che in origine fu il [[Caos]] primigenio, da cui nacquero [[Gea, Eros, Erebo, la Notte]]. Da Gea, per partenogenesi nacque [[Urano]]; da Gea e Urano nacquero [[i Titani, i Ciclopi e i Centimani]]. Urano ricacciava nel ventre della Terra (Gea) tutti i figli che generava; alla fine Gea, non potendone più, riunì i figli e chiese loro di aiutarla a vendicarsi di Urano; nessuno dei figli accettò, tranne [[Crono]], cui la madre diede una falce (fabbricata con l'acciaio che Gea aveva prodotto dalle sue viscere). Con questa Crono tagliò i genitali del padre e li scagliò in mare: dal sangue di questi nacquero le  [[Erinni]],  dalla spuma [[Afrodite]]. &lt;br /&gt;
Crono prese il posto di Urano e sposò poi [[Rea]], una dei Titani; anche lui fu un padre dispotico: ingoiava tutti  i figli che nascevano, temendo che lo detronizzassero come lui aveva fatto con il padre Urano, finché Rea decise di partorire l'ultimo figlio nell'isola di Creta e di dare a Crono, anziché il figlio, una pietra avvolta nelle fasce. Così il figlio, [[Zeus]] appunto, &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
fu salvo e, una volta divenuto adulto, spodestò il padre, costringendolo a vomitare tutti i figli che aveva ingoiato. Fra questi c'erano [[Ade]],  &lt;br /&gt;
divenne il dio degli Inferi, e [[Poseidone]],&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
che ebbe il dominio del mare.&lt;br /&gt;
Zeus si trovò, però, a combattere con i Titani (la famosa [[Titanomachia]]) e li vinse grazie alla folgore che forgiarono per lui i Ciclopi. In seguito a questa vittoria, Zeus divenne il signore dell'universo. Da Zeus nacquero gli dèi dell'Olimpo: [[Apollo e Artemide]]  (da Latona), [[Ares]] (da Era), [[Efesto]] (da Era; secondo una tradizione Efesto sarebbe figlio di Era soltanto), [[Dioniso]] (da Semele), [[Hermes]] (da Maia), [[Atena]] (dalla testa di Zeus). Segue poi la generazione di figli nati da dèe e da uomini mortali e con questo elenco termina l'opera.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://tbn2.google.com/images?q=tbn:0bTqlXKLahYivM:http://www.webalice.it/fporetti/foto%25203%2520bis/Image426.gif&lt;br /&gt;
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http://tbn2.google.com/images?q=tbn:dZLqJ-IKCYp1NM:http://www.theoi.com/image/S9.3Ares.jpg&lt;br /&gt;
http://tbn0.google.com/images?q=tbn:pG7g8Lyei3VydM:http://www.elicriso.it/it/mitologia_ambiente/dei/efesto/efesto_P.jpg&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
====Le Opere e i Giorni====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''Le Opere e i Giorni'' si aprono con un proemio (vv. 1-10), diverso da quello del poema epico, in quanto in questo il poeta canta quello che le Muse gli suggeriscono,essendo egli semplice strumento della loro poesia, mentre nel proemio del  [[poema didascalico ]] (tale è il genere appunto dell'opera di cui si tratta) il poeta è in prima persona autore di ciò che racconta. &lt;br /&gt;
Infatti, nel proemio, dopo l'iniziale e tradizionale invocazione alle Muse, che egli esorta a celebrare Zeus, garante della giustizia nel mondo, Esiodo indica [[l'obiettivo della sua opera: dire a Perse parole di verità.]]&lt;br /&gt;
Scrive Esiodo:&lt;br /&gt;
&amp;quot;O Muse della Pieria, che celebrate con i (vostri) canti,&lt;br /&gt;
orsù, cantate Zeus, innalzando con un inno vostro padre;&lt;br /&gt;
per lui, i mortali sono ugualmente oscuri e famosi,&lt;br /&gt;
noti e ignoti, per volere del grande Zeus.&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il poema contiene esortazioni al fratello Perse (l'obiettivo dell'opera è appunto quello di far sì che non si comporti contro giustizia, appropriandosi di ciò che non gli spetta) e digressioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo il proemio, Esiodo narra il [[mito delle due contese]], quella buona, cioè, lo spirito di emulazione, che spinge l'uomo ad una sana competizione, e quella cattiva, che incita l'uomo alle guerre e alle discordie. Esiodo vuole con tale racconto [[esortare Perse]] a non lasciarsi guidare da quella cattiva, a non pretendere più, con la complicità dei ''giudici divoratori di doni'' la parte che non gli spetta, come aveva già fatto un'altra volta.&lt;br /&gt;
Il poema continua con il mito di [[Pandora]] e la ripresa del mito di [[Prometeo]] e di [[Epimeteo]].&lt;br /&gt;
Nella sezione successiva, abbastanza ampia, Esiodo narra [[il mito delle cinque età]].&lt;br /&gt;
Prima di passare ai precetti su come lavorare i campi, Esiodo conclude la prima parte del poema con [[la favola dell'usignolo e dello sparviero]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francesca</name></author>	</entry>

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		<title>Utente:Francesca</title>
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				<updated>2009-02-16T19:15:55Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;Francesca:&amp;#32;/* Le Opere e i Giorni */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;='''Esiodo'''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''Vita'''=&lt;br /&gt;
Le notizie sulla vita di Esiodo, il primo poeta della letteratura greca fornito di una sua &amp;quot;carta d'identità&amp;quot;, si ricavano da quello che egli stesso dice di sé nelle sue opere. Sappiamo, quindi, con certezza, che egli nacque ad Ascra, in Beozia, dove il padre, commerciante, si era trasferito da Cuma eolica, in seguito ad un dissesto economico. La data di nascita si colloca intorno alla metà dell'VIII sec., poiché intorno al 720 a.C. avrebbe partecipato ad una gara poetica durante i ludi in onore di un eroe, Anfidamante, caduto nella guerra lelanzia, combattuta in Eubea, tra le città di Calcide ed Eretria, per il possesso della pianura di Lelanto. Del viaggio in mare Esiodo si lamenta, tanto che non osò più affrontare la navigazione. in quella gara vinse un tripode di bronzo che consacrò alle Muse, sul monte Elicona, dove un tempo gli erano apparse per consacrarlo poeta (v. ''Teogonia''). Un'altra notizia biografica riguarda la lite con il fratello Perse che, in seguito alla morte del padre, dopo aver dilapidato i beni ereditati, ottenne con la complicità di giudici corrotti anche una parte delle terre toccate ad  Esiodo. Questo episodio fu l'occasione per la composizione dell'altra opera importante di Esiodo, ''Le Opere e i Giorni''. Leggendarie sembrano altre storie: quella del ''Certame tra Omero ed Esiodo'' e quella della morte per uccisione che gli sarebbe toccata per aver violentato una giovane fanciulla. La sua tomba, dopo la distruzione di Ascra, fu trasferita ad Orcomeno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''Opere'''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Teogonia====&lt;br /&gt;
Poema in esametri, racconta l'origine del mondo (la prima parte  è una cosmogonia) e la nascita degli dèi (questa è la vera e propria teogonia). &lt;br /&gt;
Nei ww.1-10 del prologo, Esiodo invoca le Muse abitanti dell'Elicona [in Beozia]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.favolatours.com/grecia/gr-centrale/beozia/icone/beozia-map_01.gif &amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Cominciamo a cantare le Muse dell'Elicona]]&lt;br /&gt;
che abitano la grande e divina montagna dell'Elicona &lt;br /&gt;
e vicino alla fonte dall'aspetto oscuro, con i piedi delicati,&lt;br /&gt;
danzano e vicino all'altare del forte Crono;&lt;br /&gt;
e dopo essersi lavate la tenera pelle (nell'acqua) del Permesso &lt;br /&gt;
o dell'Ippocrene o dell'Olmio divino,&lt;br /&gt;
intrecciarono danze sulla vetta più alta dell'Elicona,&lt;br /&gt;
belle leggiadre e volteggiarono con i piedi.&lt;br /&gt;
Di là allontanandosi, avvolte in una fitta nebbia,&lt;br /&gt;
di notte avanzavano, levando una bellissima voce,&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Esse apparvero a lui mentre pascolava il gregge e lo esortarono a celebrare la stirpe degli dèi (ww.22-34):&lt;br /&gt;
&amp;quot;Esse un tempo insegnarono a Esiodo il bel canto,&lt;br /&gt;
mentre pascolava gli agnelli ai piedi del divino Elicona.&lt;br /&gt;
A me per la prima volta le dèe rivolsero la parola,&lt;br /&gt;
le Muse dell'Olimpo, le figlie dell'egioco Zeus:&lt;br /&gt;
'Pastori selvaggi, brutte creature, solo ventre,&lt;br /&gt;
[[noi sappiamo dire molte menzogne simili a verità]]&lt;br /&gt;
[[ma sappiamo, se vogliamo, cantare il vero.]] &lt;br /&gt;
Così dissero le figlie del grande Zeus, veridiche,&lt;br /&gt;
[[e mi diedero come scettro un ramo di alloro fiorente,]]&lt;br /&gt;
dopo averlo colto, ammirabile; &lt;br /&gt;
[[mi ispirarono un canto divino, affinche celebrassi il futuro e il presente]] [[e mi esortarono a celebrare con inni la stirpe degli dèi beati immortali]]&lt;br /&gt;
[[e a cantare loro stesso, all'inizio e alla fine, sempre]].&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo tipo di prologo, detto anche ''ascreo'' o ''esiodeo'', è una sorta di investitura poetica: sarà ripreso in seguito da altri poeti, per es. da [[Callimaco]] nella sua opera di elegie, intitolata ''Aitia''. Il poeta obbedisce alle Muse e racconta che in origine fu il [[Caos]] primigenio, da cui nacquero [[Gea, Eros, Erebo, la Notte]]. Da Gea, per partenogenesi nacque [[Urano]]; da Gea e Urano nacquero [[i Titani, i Ciclopi e i Centimani]]. Urano ricacciava nel ventre della Terra (Gea) tutti i figli che generava; alla fine Gea, non potendone più, riunì i figli e chiese loro di aiutarla a vendicarsi di Urano; nessuno dei figli accettò, tranne [[Crono]], cui la madre diede una falce (fabbricata con l'acciaio che Gea aveva prodotto dalle sue viscere). Con questa Crono tagliò i genitali del padre e li scagliò in mare: dal sangue di questi nacquero le  [[Erinni]],  dalla spuma [[Afrodite]]. &lt;br /&gt;
Crono prese il posto di Urano e sposò poi [[Rea]], una dei Titani; anche lui fu un padre dispotico: ingoiava tutti  i figli che nascevano, temendo che lo detronizzassero come lui aveva fatto con il padre Urano, finché Rea decise di partorire l'ultimo figlio nell'isola di Creta e di dare a Crono, anziché il figlio, una pietra avvolta nelle fasce. Così il figlio, [[Zeus]] appunto, &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
fu salvo e, una volta divenuto adulto, spodestò il padre, costringendolo a vomitare tutti i figli che aveva ingoiato. Fra questi c'erano [[Ade]],  &lt;br /&gt;
divenne il dio degli Inferi, e [[Poseidone]],&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
che ebbe il dominio del mare.&lt;br /&gt;
Zeus si trovò, però, a combattere con i Titani (la famosa [[Titanomachia]]) e li vinse grazie alla folgore che forgiarono per lui i Ciclopi. In seguito a questa vittoria, Zeus divenne il signore dell'universo. Da Zeus nacquero gli dèi dell'Olimpo: [[Apollo e Artemide]]  (da Latona), [[Ares]] (da Era), [[Efesto]] (da Era; secondo una tradizione Efesto sarebbe figlio di Era soltanto), [[Dioniso]] (da Semele), [[Hermes]] (da Maia), [[Atena]] (dalla testa di Zeus). Segue poi la generazione di figli nati da dèe e da uomini mortali e con questo elenco termina l'opera.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://tbn2.google.com/images?q=tbn:0bTqlXKLahYivM:http://www.webalice.it/fporetti/foto%25203%2520bis/Image426.gif&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
====Le Opere e i Giorni====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''Le Opere e i Giorni'' si aprono con un proemio (vv. 1-10), diverso da quello del poema epico, in quanto in questo il poeta canta quello che le Muse gli suggeriscono,essendo egli semplice strumento della loro poesia, mentre nel proemio del  [[poema didascalico ]] (tale è il genere appunto dell'opera di cui si tratta) il poeta è in prima persona autore di ciò che racconta. &lt;br /&gt;
Infatti, nel proemio, dopo l'iniziale e tradizionale invocazione alle Muse, che egli esorta a celebrare Zeus, garante della giustizia nel mondo, Esiodo indica [[l'obiettivo della sua opera: dire a Perse parole di verità.]]&lt;br /&gt;
Scrive Esiodo:&lt;br /&gt;
&amp;quot;O Muse della Pieria, che celebrate con i (vostri) canti,&lt;br /&gt;
orsù, cantate Zeus, innalzando con un inno vostro padre;&lt;br /&gt;
per lui, i mortali sono ugualmente oscuri e famosi,&lt;br /&gt;
noti e ignoti, per volere del grande Zeus.&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il poema contiene esortazioni al fratello Perse (l'obiettivo dell'opera è appunto quello di far sì che non si comporti contro giustizia, appropriandosi di ciò che non gli spetta) e digressioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo il proemio, Esiodo narra il [[mito delle due contese]], quella buona, cioè, lo spirito di emulazione, che spinge l'uomo ad una sana competizione, e quella cattiva, che incita l'uomo alle guerre e alle discordie. Esiodo vuole con tale racconto [[esortare Perse]] a non lasciarsi guidare da quella cattiva, a non pretendere più, con la complicità dei ''giudici divoratori di doni'' la parte che non gli spetta, come aveva già fatto un'altra volta.&lt;br /&gt;
Il poema continua con il mito di [[Pandora]] e la ripresa del mito di [[Prometeo]] e di [[Epimeteo]].&lt;br /&gt;
Prima di passare ai precetti su come lavorare i campi, Esiodo conclude la prima parte del poema con [[la favola dell'usignolo e dello sparviero]]&lt;br /&gt;
Nella sezione successiva, abbastanza ampia, Esiodo narra [[il mito delle cinque età]].&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francesca</name></author>	</entry>

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		<title>Utente:Francesca</title>
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				<updated>2009-02-16T19:14:29Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;Francesca:&amp;#32;/* Le Opere e i Giorni */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;='''Esiodo'''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''Vita'''=&lt;br /&gt;
Le notizie sulla vita di Esiodo, il primo poeta della letteratura greca fornito di una sua &amp;quot;carta d'identità&amp;quot;, si ricavano da quello che egli stesso dice di sé nelle sue opere. Sappiamo, quindi, con certezza, che egli nacque ad Ascra, in Beozia, dove il padre, commerciante, si era trasferito da Cuma eolica, in seguito ad un dissesto economico. La data di nascita si colloca intorno alla metà dell'VIII sec., poiché intorno al 720 a.C. avrebbe partecipato ad una gara poetica durante i ludi in onore di un eroe, Anfidamante, caduto nella guerra lelanzia, combattuta in Eubea, tra le città di Calcide ed Eretria, per il possesso della pianura di Lelanto. Del viaggio in mare Esiodo si lamenta, tanto che non osò più affrontare la navigazione. in quella gara vinse un tripode di bronzo che consacrò alle Muse, sul monte Elicona, dove un tempo gli erano apparse per consacrarlo poeta (v. ''Teogonia''). Un'altra notizia biografica riguarda la lite con il fratello Perse che, in seguito alla morte del padre, dopo aver dilapidato i beni ereditati, ottenne con la complicità di giudici corrotti anche una parte delle terre toccate ad  Esiodo. Questo episodio fu l'occasione per la composizione dell'altra opera importante di Esiodo, ''Le Opere e i Giorni''. Leggendarie sembrano altre storie: quella del ''Certame tra Omero ed Esiodo'' e quella della morte per uccisione che gli sarebbe toccata per aver violentato una giovane fanciulla. La sua tomba, dopo la distruzione di Ascra, fu trasferita ad Orcomeno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''Opere'''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Teogonia====&lt;br /&gt;
Poema in esametri, racconta l'origine del mondo (la prima parte  è una cosmogonia) e la nascita degli dèi (questa è la vera e propria teogonia). &lt;br /&gt;
Nei ww.1-10 del prologo, Esiodo invoca le Muse abitanti dell'Elicona [in Beozia]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.favolatours.com/grecia/gr-centrale/beozia/icone/beozia-map_01.gif &amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Cominciamo a cantare le Muse dell'Elicona]]&lt;br /&gt;
che abitano la grande e divina montagna dell'Elicona &lt;br /&gt;
e vicino alla fonte dall'aspetto oscuro, con i piedi delicati,&lt;br /&gt;
danzano e vicino all'altare del forte Crono;&lt;br /&gt;
e dopo essersi lavate la tenera pelle (nell'acqua) del Permesso &lt;br /&gt;
o dell'Ippocrene o dell'Olmio divino,&lt;br /&gt;
intrecciarono danze sulla vetta più alta dell'Elicona,&lt;br /&gt;
belle leggiadre e volteggiarono con i piedi.&lt;br /&gt;
Di là allontanandosi, avvolte in una fitta nebbia,&lt;br /&gt;
di notte avanzavano, levando una bellissima voce,&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Esse apparvero a lui mentre pascolava il gregge e lo esortarono a celebrare la stirpe degli dèi (ww.22-34):&lt;br /&gt;
&amp;quot;Esse un tempo insegnarono a Esiodo il bel canto,&lt;br /&gt;
mentre pascolava gli agnelli ai piedi del divino Elicona.&lt;br /&gt;
A me per la prima volta le dèe rivolsero la parola,&lt;br /&gt;
le Muse dell'Olimpo, le figlie dell'egioco Zeus:&lt;br /&gt;
'Pastori selvaggi, brutte creature, solo ventre,&lt;br /&gt;
[[noi sappiamo dire molte menzogne simili a verità]]&lt;br /&gt;
[[ma sappiamo, se vogliamo, cantare il vero.]] &lt;br /&gt;
Così dissero le figlie del grande Zeus, veridiche,&lt;br /&gt;
[[e mi diedero come scettro un ramo di alloro fiorente,]]&lt;br /&gt;
dopo averlo colto, ammirabile; &lt;br /&gt;
[[mi ispirarono un canto divino, affinche celebrassi il futuro e il presente]] [[e mi esortarono a celebrare con inni la stirpe degli dèi beati immortali]]&lt;br /&gt;
[[e a cantare loro stesso, all'inizio e alla fine, sempre]].&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo tipo di prologo, detto anche ''ascreo'' o ''esiodeo'', è una sorta di investitura poetica: sarà ripreso in seguito da altri poeti, per es. da [[Callimaco]] nella sua opera di elegie, intitolata ''Aitia''. Il poeta obbedisce alle Muse e racconta che in origine fu il [[Caos]] primigenio, da cui nacquero [[Gea, Eros, Erebo, la Notte]]. Da Gea, per partenogenesi nacque [[Urano]]; da Gea e Urano nacquero [[i Titani, i Ciclopi e i Centimani]]. Urano ricacciava nel ventre della Terra (Gea) tutti i figli che generava; alla fine Gea, non potendone più, riunì i figli e chiese loro di aiutarla a vendicarsi di Urano; nessuno dei figli accettò, tranne [[Crono]], cui la madre diede una falce (fabbricata con l'acciaio che Gea aveva prodotto dalle sue viscere). Con questa Crono tagliò i genitali del padre e li scagliò in mare: dal sangue di questi nacquero le  [[Erinni]],  dalla spuma [[Afrodite]]. &lt;br /&gt;
Crono prese il posto di Urano e sposò poi [[Rea]], una dei Titani; anche lui fu un padre dispotico: ingoiava tutti  i figli che nascevano, temendo che lo detronizzassero come lui aveva fatto con il padre Urano, finché Rea decise di partorire l'ultimo figlio nell'isola di Creta e di dare a Crono, anziché il figlio, una pietra avvolta nelle fasce. Così il figlio, [[Zeus]] appunto, &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
fu salvo e, una volta divenuto adulto, spodestò il padre, costringendolo a vomitare tutti i figli che aveva ingoiato. Fra questi c'erano [[Ade]],  &lt;br /&gt;
divenne il dio degli Inferi, e [[Poseidone]],&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
che ebbe il dominio del mare.&lt;br /&gt;
Zeus si trovò, però, a combattere con i Titani (la famosa [[Titanomachia]]) e li vinse grazie alla folgore che forgiarono per lui i Ciclopi. In seguito a questa vittoria, Zeus divenne il signore dell'universo. Da Zeus nacquero gli dèi dell'Olimpo: [[Apollo e Artemide]]  (da Latona), [[Ares]] (da Era), [[Efesto]] (da Era; secondo una tradizione Efesto sarebbe figlio di Era soltanto), [[Dioniso]] (da Semele), [[Hermes]] (da Maia), [[Atena]] (dalla testa di Zeus). Segue poi la generazione di figli nati da dèe e da uomini mortali e con questo elenco termina l'opera.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://tbn2.google.com/images?q=tbn:0bTqlXKLahYivM:http://www.webalice.it/fporetti/foto%25203%2520bis/Image426.gif&lt;br /&gt;
http://tbn3.google.com/images?q=tbn:VmFX0aHo1ix3dM:http://www.summagallicana.it/lessico/a/Afrodite%2520Venere%2520Botticelli.jpg&lt;br /&gt;
http://tbn1.google.com/images?q=tbn:jd1JmmnD4hJOlM:http://z.about.com/d/atheism/1/0/c/P/ZeusHeraRelief-l.jpg&lt;br /&gt;
http://tbn0.google.com/images?q=tbn:_b6ACOMwDe6SaM:http://digilander.libero.it/AkiraKoga/images/Nettun1.jpg&lt;br /&gt;
http://tbn2.google.com/images?q=tbn:WZxeNOGdJLbDgM:http://www.schule.provinz.bz.it/licei-merano/rel/gr/immagini/ade_im1.gif&lt;br /&gt;
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http://tbn3.google.com/images?q=tbn:jP5bzMSEvgqsvM:http://www.itctosi.va.it/SPECIALI/Barocco/Immagini/Arte/Bernini%2520-%2520Apollo%2520e%2520Dafne.jpg&lt;br /&gt;
http://tbn2.google.com/images?q=tbn:dZLqJ-IKCYp1NM:http://www.theoi.com/image/S9.3Ares.jpg&lt;br /&gt;
http://tbn0.google.com/images?q=tbn:pG7g8Lyei3VydM:http://www.elicriso.it/it/mitologia_ambiente/dei/efesto/efesto_P.jpg&lt;br /&gt;
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http://tbn3.google.com/images?q=tbn:XuRT3Y6CAEKC-M:http://www.fulminiesaette.it/_uploads/foto/099/dioniso.jpg&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Le Opere e i Giorni====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''Le Opere e i Giorni'' si aprono con un proemio (vv. 1-10), diverso da quello del poema epico, in quanto in questo il poeta canta quello che le Muse gli suggeriscono,essendo egli semplice strumento della loro poesia, mentre nel proemio del  [[poema didascalico ]] (tale è il genere appunto dell'opera di cui si tratta) il poeta è in prima persona autore di ciò che racconta. &lt;br /&gt;
Infatti, nel proemio, dopo l'iniziale e tradizionale invocazione alle Muse, che egli esorta a celebrare Zeus, garante della giustizia nel mondo, Esiodo indica [[l'obiettivo della sua opera: dire a Perse parole di verità.]]&lt;br /&gt;
Scrive Esiodo:&lt;br /&gt;
&amp;quot;O Muse della Pieria, che celebrate con i (vostri) canti,&lt;br /&gt;
orsù, cantate Zeus, innalzando con un inno vostro padre;&lt;br /&gt;
per lui, i mortali sono ugualmente oscuri e famosi,&lt;br /&gt;
noti e ignoti, per volere del grande Zeus.&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il poema contiene esortazioni al fratello Perse (l'obiettivo dell'opera è appunto quello di far sì che non si comporti contro giustizia, appropriandosi di ciò che non gli spetta) e digressioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo il proemio, Esiodo narra il [[mito delle due contese]], quella buona, cioè, lo spirito di emulazione, che spinge l'uomo ad una sana competizione, e quella cattiva, che incita l'uomo alle guerre e alle discordie. Esiodo vuole con tale racconto [[esortare Perse]] a non lasciarsi guidare da quella cattiva, a non pretendere più, con la complicità dei ''giudici divoratori di doni'' la parte che non gli spetta, come aveva già fatto un'altra volta.&lt;br /&gt;
Il poema continua con il mito di [[Pandora]] e la ripresa del mito di [[Prometeo]] e di [[Epimeteo]].&lt;br /&gt;
Nella sezione successiva, abbastanza ampia, Esiodo narra [[il mito delle cinque età]].&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francesca</name></author>	</entry>

	<entry>
		<id>http://www.patriziafornaciari.it/wikiscuola/index.php?title=Utente:Francesca</id>
		<title>Utente:Francesca</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.patriziafornaciari.it/wikiscuola/index.php?title=Utente:Francesca"/>
				<updated>2009-02-16T19:12:35Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;Francesca:&amp;#32;/* Le Opere e i Giorni */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;='''Esiodo'''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''Vita'''=&lt;br /&gt;
Le notizie sulla vita di Esiodo, il primo poeta della letteratura greca fornito di una sua &amp;quot;carta d'identità&amp;quot;, si ricavano da quello che egli stesso dice di sé nelle sue opere. Sappiamo, quindi, con certezza, che egli nacque ad Ascra, in Beozia, dove il padre, commerciante, si era trasferito da Cuma eolica, in seguito ad un dissesto economico. La data di nascita si colloca intorno alla metà dell'VIII sec., poiché intorno al 720 a.C. avrebbe partecipato ad una gara poetica durante i ludi in onore di un eroe, Anfidamante, caduto nella guerra lelanzia, combattuta in Eubea, tra le città di Calcide ed Eretria, per il possesso della pianura di Lelanto. Del viaggio in mare Esiodo si lamenta, tanto che non osò più affrontare la navigazione. in quella gara vinse un tripode di bronzo che consacrò alle Muse, sul monte Elicona, dove un tempo gli erano apparse per consacrarlo poeta (v. ''Teogonia''). Un'altra notizia biografica riguarda la lite con il fratello Perse che, in seguito alla morte del padre, dopo aver dilapidato i beni ereditati, ottenne con la complicità di giudici corrotti anche una parte delle terre toccate ad  Esiodo. Questo episodio fu l'occasione per la composizione dell'altra opera importante di Esiodo, ''Le Opere e i Giorni''. Leggendarie sembrano altre storie: quella del ''Certame tra Omero ed Esiodo'' e quella della morte per uccisione che gli sarebbe toccata per aver violentato una giovane fanciulla. La sua tomba, dopo la distruzione di Ascra, fu trasferita ad Orcomeno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''Opere'''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Teogonia====&lt;br /&gt;
Poema in esametri, racconta l'origine del mondo (la prima parte  è una cosmogonia) e la nascita degli dèi (questa è la vera e propria teogonia). &lt;br /&gt;
Nei ww.1-10 del prologo, Esiodo invoca le Muse abitanti dell'Elicona [in Beozia]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.favolatours.com/grecia/gr-centrale/beozia/icone/beozia-map_01.gif &amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Cominciamo a cantare le Muse dell'Elicona]]&lt;br /&gt;
che abitano la grande e divina montagna dell'Elicona &lt;br /&gt;
e vicino alla fonte dall'aspetto oscuro, con i piedi delicati,&lt;br /&gt;
danzano e vicino all'altare del forte Crono;&lt;br /&gt;
e dopo essersi lavate la tenera pelle (nell'acqua) del Permesso &lt;br /&gt;
o dell'Ippocrene o dell'Olmio divino,&lt;br /&gt;
intrecciarono danze sulla vetta più alta dell'Elicona,&lt;br /&gt;
belle leggiadre e volteggiarono con i piedi.&lt;br /&gt;
Di là allontanandosi, avvolte in una fitta nebbia,&lt;br /&gt;
di notte avanzavano, levando una bellissima voce,&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Esse apparvero a lui mentre pascolava il gregge e lo esortarono a celebrare la stirpe degli dèi (ww.22-34):&lt;br /&gt;
&amp;quot;Esse un tempo insegnarono a Esiodo il bel canto,&lt;br /&gt;
mentre pascolava gli agnelli ai piedi del divino Elicona.&lt;br /&gt;
A me per la prima volta le dèe rivolsero la parola,&lt;br /&gt;
le Muse dell'Olimpo, le figlie dell'egioco Zeus:&lt;br /&gt;
'Pastori selvaggi, brutte creature, solo ventre,&lt;br /&gt;
[[noi sappiamo dire molte menzogne simili a verità]]&lt;br /&gt;
[[ma sappiamo, se vogliamo, cantare il vero.]] &lt;br /&gt;
Così dissero le figlie del grande Zeus, veridiche,&lt;br /&gt;
[[e mi diedero come scettro un ramo di alloro fiorente,]]&lt;br /&gt;
dopo averlo colto, ammirabile; &lt;br /&gt;
[[mi ispirarono un canto divino, affinche celebrassi il futuro e il presente]] [[e mi esortarono a celebrare con inni la stirpe degli dèi beati immortali]]&lt;br /&gt;
[[e a cantare loro stesso, all'inizio e alla fine, sempre]].&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo tipo di prologo, detto anche ''ascreo'' o ''esiodeo'', è una sorta di investitura poetica: sarà ripreso in seguito da altri poeti, per es. da [[Callimaco]] nella sua opera di elegie, intitolata ''Aitia''. Il poeta obbedisce alle Muse e racconta che in origine fu il [[Caos]] primigenio, da cui nacquero [[Gea, Eros, Erebo, la Notte]]. Da Gea, per partenogenesi nacque [[Urano]]; da Gea e Urano nacquero [[i Titani, i Ciclopi e i Centimani]]. Urano ricacciava nel ventre della Terra (Gea) tutti i figli che generava; alla fine Gea, non potendone più, riunì i figli e chiese loro di aiutarla a vendicarsi di Urano; nessuno dei figli accettò, tranne [[Crono]], cui la madre diede una falce (fabbricata con l'acciaio che Gea aveva prodotto dalle sue viscere). Con questa Crono tagliò i genitali del padre e li scagliò in mare: dal sangue di questi nacquero le  [[Erinni]],  dalla spuma [[Afrodite]]. &lt;br /&gt;
Crono prese il posto di Urano e sposò poi [[Rea]], una dei Titani; anche lui fu un padre dispotico: ingoiava tutti  i figli che nascevano, temendo che lo detronizzassero come lui aveva fatto con il padre Urano, finché Rea decise di partorire l'ultimo figlio nell'isola di Creta e di dare a Crono, anziché il figlio, una pietra avvolta nelle fasce. Così il figlio, [[Zeus]] appunto, &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
fu salvo e, una volta divenuto adulto, spodestò il padre, costringendolo a vomitare tutti i figli che aveva ingoiato. Fra questi c'erano [[Ade]],  &lt;br /&gt;
divenne il dio degli Inferi, e [[Poseidone]],&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
che ebbe il dominio del mare.&lt;br /&gt;
Zeus si trovò, però, a combattere con i Titani (la famosa [[Titanomachia]]) e li vinse grazie alla folgore che forgiarono per lui i Ciclopi. In seguito a questa vittoria, Zeus divenne il signore dell'universo. Da Zeus nacquero gli dèi dell'Olimpo: [[Apollo e Artemide]]  (da Latona), [[Ares]] (da Era), [[Efesto]] (da Era; secondo una tradizione Efesto sarebbe figlio di Era soltanto), [[Dioniso]] (da Semele), [[Hermes]] (da Maia), [[Atena]] (dalla testa di Zeus). Segue poi la generazione di figli nati da dèe e da uomini mortali e con questo elenco termina l'opera.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://tbn2.google.com/images?q=tbn:0bTqlXKLahYivM:http://www.webalice.it/fporetti/foto%25203%2520bis/Image426.gif&lt;br /&gt;
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http://tbn1.google.com/images?q=tbn:jd1JmmnD4hJOlM:http://z.about.com/d/atheism/1/0/c/P/ZeusHeraRelief-l.jpg&lt;br /&gt;
http://tbn0.google.com/images?q=tbn:_b6ACOMwDe6SaM:http://digilander.libero.it/AkiraKoga/images/Nettun1.jpg&lt;br /&gt;
http://tbn2.google.com/images?q=tbn:WZxeNOGdJLbDgM:http://www.schule.provinz.bz.it/licei-merano/rel/gr/immagini/ade_im1.gif&lt;br /&gt;
http://tbn0.google.com/images?q=tbn:JMA4bx8uM8sxSM:http://www.residenceolimpo.it/images/Immagini/Immagini%2520Cenni%2520Storici/390px-Diane_de_Versailles_Leochares.jpg&lt;br /&gt;
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http://tbn3.google.com/images?q=tbn:jL1fEIrOqqHywM:http://www.archemail.it/immagini/vs_dioniso.jpg&lt;br /&gt;
http://tbn3.google.com/images?q=tbn:XuRT3Y6CAEKC-M:http://www.fulminiesaette.it/_uploads/foto/099/dioniso.jpg&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Le Opere e i Giorni====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''Le Opere e i Giorni'' si aprono con un proemio (vv. 1-10), diverso da quello del poema epico, in quanto in questo il poeta canta quello che le Muse gli suggeriscono,essendo egli semplice strumento della loro poesia, mentre nel proemio del  [[poema didascalico ]] (tale è il genere appunto dell'opera di cui si tratta) il poeta è in prima persona autore di ciò che racconta. &lt;br /&gt;
Infatti, nel proemio, dopo l'iniziale e tradizionale invocazione alle Muse, che egli esorta a celebrare Zeus, garante della giustizia nel mondo, Esiodo indica [[l'obiettivo della sua opera: dire a Perse parole di verità.]]&lt;br /&gt;
Scrive Esiodo:&lt;br /&gt;
&amp;quot;O Muse della Pieria, che celebrate con i (vostri) canti,&lt;br /&gt;
orsù, cantate Zeus, innalzando con un inno vostro padre;&lt;br /&gt;
per lui, i mortali sono ugualmente oscuri e famosi,&lt;br /&gt;
noti e ignoti, per volere del grande Zeus.&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il poema contiene esortazioni al fratello Perse (l'obiettivo dell'opera è appunto quello di far sì che non si comporti contro giustizia, appropriandosi di ciò che non gli spetta) e digressioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo il proemio, Esiodo narra il [[mito delle due contese]], quella buona, cioè, lo spirito di emulazione, che spinge l'uomo ad una sana competizione, e quella cattiva, che incita l'uomo alle guerre e alle discordie. Esiodo vuole con tale racconto [[esortare Perse]] a non lasciarsi guidare da quella cattiva, a non pretendere più, con la complicità dei ''giudici divoratori di doni'' la parte che non gli spetta, come aveva già fatto un'altra volta.&lt;br /&gt;
Il poema continua con il mito di [[Pandora]] e la ripresa del mito di [[Prometeo]] e di [[Epimeteo]].&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francesca</name></author>	</entry>

	<entry>
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		<title>Utente:Francesca</title>
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				<updated>2009-02-16T19:11:27Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;Francesca:&amp;#32;/* Le Opere e i Giorni */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;='''Esiodo'''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''Vita'''=&lt;br /&gt;
Le notizie sulla vita di Esiodo, il primo poeta della letteratura greca fornito di una sua &amp;quot;carta d'identità&amp;quot;, si ricavano da quello che egli stesso dice di sé nelle sue opere. Sappiamo, quindi, con certezza, che egli nacque ad Ascra, in Beozia, dove il padre, commerciante, si era trasferito da Cuma eolica, in seguito ad un dissesto economico. La data di nascita si colloca intorno alla metà dell'VIII sec., poiché intorno al 720 a.C. avrebbe partecipato ad una gara poetica durante i ludi in onore di un eroe, Anfidamante, caduto nella guerra lelanzia, combattuta in Eubea, tra le città di Calcide ed Eretria, per il possesso della pianura di Lelanto. Del viaggio in mare Esiodo si lamenta, tanto che non osò più affrontare la navigazione. in quella gara vinse un tripode di bronzo che consacrò alle Muse, sul monte Elicona, dove un tempo gli erano apparse per consacrarlo poeta (v. ''Teogonia''). Un'altra notizia biografica riguarda la lite con il fratello Perse che, in seguito alla morte del padre, dopo aver dilapidato i beni ereditati, ottenne con la complicità di giudici corrotti anche una parte delle terre toccate ad  Esiodo. Questo episodio fu l'occasione per la composizione dell'altra opera importante di Esiodo, ''Le Opere e i Giorni''. Leggendarie sembrano altre storie: quella del ''Certame tra Omero ed Esiodo'' e quella della morte per uccisione che gli sarebbe toccata per aver violentato una giovane fanciulla. La sua tomba, dopo la distruzione di Ascra, fu trasferita ad Orcomeno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''Opere'''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Teogonia====&lt;br /&gt;
Poema in esametri, racconta l'origine del mondo (la prima parte  è una cosmogonia) e la nascita degli dèi (questa è la vera e propria teogonia). &lt;br /&gt;
Nei ww.1-10 del prologo, Esiodo invoca le Muse abitanti dell'Elicona [in Beozia]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.favolatours.com/grecia/gr-centrale/beozia/icone/beozia-map_01.gif &amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Cominciamo a cantare le Muse dell'Elicona]]&lt;br /&gt;
che abitano la grande e divina montagna dell'Elicona &lt;br /&gt;
e vicino alla fonte dall'aspetto oscuro, con i piedi delicati,&lt;br /&gt;
danzano e vicino all'altare del forte Crono;&lt;br /&gt;
e dopo essersi lavate la tenera pelle (nell'acqua) del Permesso &lt;br /&gt;
o dell'Ippocrene o dell'Olmio divino,&lt;br /&gt;
intrecciarono danze sulla vetta più alta dell'Elicona,&lt;br /&gt;
belle leggiadre e volteggiarono con i piedi.&lt;br /&gt;
Di là allontanandosi, avvolte in una fitta nebbia,&lt;br /&gt;
di notte avanzavano, levando una bellissima voce,&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Esse apparvero a lui mentre pascolava il gregge e lo esortarono a celebrare la stirpe degli dèi (ww.22-34):&lt;br /&gt;
&amp;quot;Esse un tempo insegnarono a Esiodo il bel canto,&lt;br /&gt;
mentre pascolava gli agnelli ai piedi del divino Elicona.&lt;br /&gt;
A me per la prima volta le dèe rivolsero la parola,&lt;br /&gt;
le Muse dell'Olimpo, le figlie dell'egioco Zeus:&lt;br /&gt;
'Pastori selvaggi, brutte creature, solo ventre,&lt;br /&gt;
[[noi sappiamo dire molte menzogne simili a verità]]&lt;br /&gt;
[[ma sappiamo, se vogliamo, cantare il vero.]] &lt;br /&gt;
Così dissero le figlie del grande Zeus, veridiche,&lt;br /&gt;
[[e mi diedero come scettro un ramo di alloro fiorente,]]&lt;br /&gt;
dopo averlo colto, ammirabile; &lt;br /&gt;
[[mi ispirarono un canto divino, affinche celebrassi il futuro e il presente]] [[e mi esortarono a celebrare con inni la stirpe degli dèi beati immortali]]&lt;br /&gt;
[[e a cantare loro stesso, all'inizio e alla fine, sempre]].&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo tipo di prologo, detto anche ''ascreo'' o ''esiodeo'', è una sorta di investitura poetica: sarà ripreso in seguito da altri poeti, per es. da [[Callimaco]] nella sua opera di elegie, intitolata ''Aitia''. Il poeta obbedisce alle Muse e racconta che in origine fu il [[Caos]] primigenio, da cui nacquero [[Gea, Eros, Erebo, la Notte]]. Da Gea, per partenogenesi nacque [[Urano]]; da Gea e Urano nacquero [[i Titani, i Ciclopi e i Centimani]]. Urano ricacciava nel ventre della Terra (Gea) tutti i figli che generava; alla fine Gea, non potendone più, riunì i figli e chiese loro di aiutarla a vendicarsi di Urano; nessuno dei figli accettò, tranne [[Crono]], cui la madre diede una falce (fabbricata con l'acciaio che Gea aveva prodotto dalle sue viscere). Con questa Crono tagliò i genitali del padre e li scagliò in mare: dal sangue di questi nacquero le  [[Erinni]],  dalla spuma [[Afrodite]]. &lt;br /&gt;
Crono prese il posto di Urano e sposò poi [[Rea]], una dei Titani; anche lui fu un padre dispotico: ingoiava tutti  i figli che nascevano, temendo che lo detronizzassero come lui aveva fatto con il padre Urano, finché Rea decise di partorire l'ultimo figlio nell'isola di Creta e di dare a Crono, anziché il figlio, una pietra avvolta nelle fasce. Così il figlio, [[Zeus]] appunto, &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
fu salvo e, una volta divenuto adulto, spodestò il padre, costringendolo a vomitare tutti i figli che aveva ingoiato. Fra questi c'erano [[Ade]],  &lt;br /&gt;
divenne il dio degli Inferi, e [[Poseidone]],&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
che ebbe il dominio del mare.&lt;br /&gt;
Zeus si trovò, però, a combattere con i Titani (la famosa [[Titanomachia]]) e li vinse grazie alla folgore che forgiarono per lui i Ciclopi. In seguito a questa vittoria, Zeus divenne il signore dell'universo. Da Zeus nacquero gli dèi dell'Olimpo: [[Apollo e Artemide]]  (da Latona), [[Ares]] (da Era), [[Efesto]] (da Era; secondo una tradizione Efesto sarebbe figlio di Era soltanto), [[Dioniso]] (da Semele), [[Hermes]] (da Maia), [[Atena]] (dalla testa di Zeus). Segue poi la generazione di figli nati da dèe e da uomini mortali e con questo elenco termina l'opera.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://tbn2.google.com/images?q=tbn:0bTqlXKLahYivM:http://www.webalice.it/fporetti/foto%25203%2520bis/Image426.gif&lt;br /&gt;
http://tbn3.google.com/images?q=tbn:VmFX0aHo1ix3dM:http://www.summagallicana.it/lessico/a/Afrodite%2520Venere%2520Botticelli.jpg&lt;br /&gt;
http://tbn1.google.com/images?q=tbn:jd1JmmnD4hJOlM:http://z.about.com/d/atheism/1/0/c/P/ZeusHeraRelief-l.jpg&lt;br /&gt;
http://tbn0.google.com/images?q=tbn:_b6ACOMwDe6SaM:http://digilander.libero.it/AkiraKoga/images/Nettun1.jpg&lt;br /&gt;
http://tbn2.google.com/images?q=tbn:WZxeNOGdJLbDgM:http://www.schule.provinz.bz.it/licei-merano/rel/gr/immagini/ade_im1.gif&lt;br /&gt;
http://tbn0.google.com/images?q=tbn:JMA4bx8uM8sxSM:http://www.residenceolimpo.it/images/Immagini/Immagini%2520Cenni%2520Storici/390px-Diane_de_Versailles_Leochares.jpg&lt;br /&gt;
http://tbn3.google.com/images?q=tbn:jP5bzMSEvgqsvM:http://www.itctosi.va.it/SPECIALI/Barocco/Immagini/Arte/Bernini%2520-%2520Apollo%2520e%2520Dafne.jpg&lt;br /&gt;
http://tbn2.google.com/images?q=tbn:dZLqJ-IKCYp1NM:http://www.theoi.com/image/S9.3Ares.jpg&lt;br /&gt;
http://tbn0.google.com/images?q=tbn:pG7g8Lyei3VydM:http://www.elicriso.it/it/mitologia_ambiente/dei/efesto/efesto_P.jpg&lt;br /&gt;
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http://tbn3.google.com/images?q=tbn:XuRT3Y6CAEKC-M:http://www.fulminiesaette.it/_uploads/foto/099/dioniso.jpg&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Le Opere e i Giorni====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''Le Opere e i Giorni'' si aprono con un proemio (vv. 1-10), diverso da quello del poema epico, in quanto in questo il poeta canta quello che le Muse gli suggeriscono,essendo egli semplice strumento della loro poesia, mentre nel proemio del  [[poema didascalico ]] (tale è il genere appunto dell'opera di cui si tratta) il poeta è in prima persona autore di ciò che racconta. &lt;br /&gt;
Infatti, nel proemio, dopo l'iniziale e tradizionale invocazione alle Muse, che egli esorta a celebrare Zeus, garante della giustizia nel mondo, Esiodo indica [[l'obiettivo della sua opera: dire a Perse parole di verità.]]&lt;br /&gt;
Scrive Esiodo:&lt;br /&gt;
&amp;quot;O Muse della Pieria, che celebrate con i (vostri) canti,&lt;br /&gt;
orsù, cantate Zeus, innalzando con un inno vostro padre;&lt;br /&gt;
per lui, i mortali sono ugualmente oscuri e famosi,&lt;br /&gt;
noti e ignoti, per volere del grande Zeus.&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il poema contiene esortazioni al fratello Perse (l'obiettivo dell'opera è appunto quello di far sì che non si comporti contro giustizia, appropriandosi di ciò che non gli spetta) e digressioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo il proemio, Esiodo narra il [[mito delle due contese]], quella buona, cioè, lo spirito di emulazione, che spinge l'uomo ad una sana competizione, e quella cattiva, che incita l'uomo alle guerre e alle discordie. Esiodo vuole con tale racconto [[esortare Perse]] a non lasciarsi guidare da quella cattiva, a non pretendere più, con la complicità dei ''giudici divoratori di doni'' la parte che non gli spetta, come aveva già fatto un'altra volta.&lt;br /&gt;
Il poema continua con il mito di Pandora e la ripresa del mito di Prometeo e di Epimeteo.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francesca</name></author>	</entry>

	<entry>
		<id>http://www.patriziafornaciari.it/wikiscuola/index.php?title=Esortare_Perse</id>
		<title>Esortare Perse</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.patriziafornaciari.it/wikiscuola/index.php?title=Esortare_Perse"/>
				<updated>2009-02-16T18:04:23Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;Francesca:&amp;#32;/* Esiodo, Opere e Giorni, vv.27-29 */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;== Esiodo, Opere e Giorni, vv.27-29==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;quot;O Perse, mettiti bene in mente ciò,&lt;br /&gt;
e che la Contesa che gioisce del male non tenga l'animo tuo lontano dal lavoro,&lt;br /&gt;
spiando le liti, stando attento alla piazza.&lt;br /&gt;
Breve è il tempo per le liti e le piazze,&lt;br /&gt;
per colui per il quale in casa non c'è vitto abbondante,&lt;br /&gt;
frutto di stagione, che la terra produce, il grano di Demetra.&lt;br /&gt;
Di ciò saziato, accresceresti liti e lotte&lt;br /&gt;
sui beni altrui; a te non sarà più possibile una seconda volta&lt;br /&gt;
agire in questo modo; ma, subito, giudichiamo la contesa&lt;br /&gt;
con retta giustizia, che, ottima, proviene da Zeus.&lt;br /&gt;
Ormai ci siamo divisi il patrimonio, molti altri beni&lt;br /&gt;
rubando portavi via, lusingando molto i re&lt;br /&gt;
divoratori di doni, che vogliono praticare questa giustizia.&lt;br /&gt;
Sciocchi, neppure sanno quanto la metà sia più del tutto,&lt;br /&gt;
né quanto grande bene sia nella malva e nell'asfodelo (''il nutrimento dei poveri'').&amp;quot;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francesca</name></author>	</entry>

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		<title>Esortare Perse</title>
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				<updated>2009-02-16T17:44:39Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;Francesca:&amp;#32;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;== Esiodo, Opere e Giorni, vv.27-29==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;quot;O Perse, mettiti bene in mente ciò,&lt;br /&gt;
e che la Contesa che gioisce del male non tenga l'animo tuo lontano dal lavoro&lt;br /&gt;
spiando le liti, stando attento alla piazza.&lt;br /&gt;
Breve è il tempo per le liti e le piazze,&lt;br /&gt;
per colui per il quale in casa non c'è vitto abbondante,&lt;br /&gt;
frutto di stagione, che la terra produce, il grano di Demetra.&amp;quot;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francesca</name></author>	</entry>

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		<title>Utente:Francesca</title>
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				<updated>2009-02-16T17:30:38Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;Francesca:&amp;#32;/* Le Opere e i Giorni */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;='''Esiodo'''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''Vita'''=&lt;br /&gt;
Le notizie sulla vita di Esiodo, il primo poeta della letteratura greca fornito di una sua &amp;quot;carta d'identità&amp;quot;, si ricavano da quello che egli stesso dice di sé nelle sue opere. Sappiamo, quindi, con certezza, che egli nacque ad Ascra, in Beozia, dove il padre, commerciante, si era trasferito da Cuma eolica, in seguito ad un dissesto economico. La data di nascita si colloca intorno alla metà dell'VIII sec., poiché intorno al 720 a.C. avrebbe partecipato ad una gara poetica durante i ludi in onore di un eroe, Anfidamante, caduto nella guerra lelanzia, combattuta in Eubea, tra le città di Calcide ed Eretria, per il possesso della pianura di Lelanto. Del viaggio in mare Esiodo si lamenta, tanto che non osò più affrontare la navigazione. in quella gara vinse un tripode di bronzo che consacrò alle Muse, sul monte Elicona, dove un tempo gli erano apparse per consacrarlo poeta (v. ''Teogonia''). Un'altra notizia biografica riguarda la lite con il fratello Perse che, in seguito alla morte del padre, dopo aver dilapidato i beni ereditati, ottenne con la complicità di giudici corrotti anche una parte delle terre toccate ad  Esiodo. Questo episodio fu l'occasione per la composizione dell'altra opera importante di Esiodo, ''Le Opere e i Giorni''. Leggendarie sembrano altre storie: quella del ''Certame tra Omero ed Esiodo'' e quella della morte per uccisione che gli sarebbe toccata per aver violentato una giovane fanciulla. La sua tomba, dopo la distruzione di Ascra, fu trasferita ad Orcomeno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''Opere'''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Teogonia====&lt;br /&gt;
Poema in esametri, racconta l'origine del mondo (la prima parte  è una cosmogonia) e la nascita degli dèi (questa è la vera e propria teogonia). &lt;br /&gt;
Nei ww.1-10 del prologo, Esiodo invoca le Muse abitanti dell'Elicona [in Beozia]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.favolatours.com/grecia/gr-centrale/beozia/icone/beozia-map_01.gif&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;quot;[[Cominciamo a cantare le Muse dell'Elicona]],&lt;br /&gt;
che abitano la grande e divina montagna dell'Elicona,&lt;br /&gt;
e vicino alla fonte dall'aspetto oscuro, con i piedi delicati,&lt;br /&gt;
danzano e vicino all'altare del forte Crono;&lt;br /&gt;
e dopo essersi lavate la tenera pelle (nell'acqua) del Permesso&lt;br /&gt;
o dell'Ippocrene o dell'Olmio divino,&lt;br /&gt;
intrecciarono danze sulla vetta più alta dell'Elicona,&lt;br /&gt;
belle leggiadre e volteggiarono con i piedi.&lt;br /&gt;
Di là allontanandosi, avvolte in una fitta nebbia,&lt;br /&gt;
di notte avanzavano, levando una bellissima voce,&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Esse apparvero a lui mentre pascolava il gregge e lo esortarono a celebrare la stirpe degli dèi (ww.22-34):&lt;br /&gt;
&amp;quot;Esse un tempo insegnarono a Esiodo il bel canto,&lt;br /&gt;
mentre pascolava gli agnelli ai piedi del divino Elicona.&lt;br /&gt;
A me per la prima volta le dèe rivolsero la parola,&lt;br /&gt;
le Muse dell'Olimpo, le figlie dell'egioco Zeus:&lt;br /&gt;
'Pastori selvaggi, brutte creature, solo ventre,&lt;br /&gt;
[[noi sappiamo dire molte menzogne simili a verità]]&lt;br /&gt;
[[ma sappiamo, se vogliamo, cantare il vero.]] &lt;br /&gt;
Così dissero le figlie del grande Zeus, veridiche,&lt;br /&gt;
[[e mi diedero come scettro un ramo di alloro fiorente,]]&lt;br /&gt;
dopo averlo colto, ammirabile; &lt;br /&gt;
[[mi ispirarono un canto divino, affinche celebrassi il futuro e il presente]] [[e mi esortarono a celebrare con inni la stirpe degli dèi beati immortali]]&lt;br /&gt;
[[e a cantare loro stesso, all'inizio e alla fine, sempre]].&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo tipo di prologo, detto anche ''ascreo'' o ''esiodeo'', è una sorta di investitura poetica: sarà ripreso in seguito da altri poeti, per es. da [[Callimaco]] nella sua opera di elegie, intitolata ''Aitia''. Il poeta obbedisce alle Muse e racconta che in origine fu il [[Caos]] primigenio, da cui nacquero [[Gea, Eros, Erebo, la Notte]]. Da Gea, per partenogenesi nacque [[Urano]]; da Gea e Urano nacquero [[i Titani, i Ciclopi e i Centimani]]. Urano ricacciava nel ventre della Terra (Gea) tutti i figli che generava; alla fine Gea, non potendone più, riunì i figli e chiese loro di aiutarla a vendicarsi di Urano; nessuno dei figli accettò, tranne [[Crono]], cui la madre diede una falce (fabbricata con l'acciaio che Gea aveva prodotto dalle sue viscere). Con questa Crono tagliò i genitali del padre e li scagliò in mare: dal sangue di questi nacquero le  [[Erinni]], dalla spuma [[Afrodite]]. Crono prese il posto di Urano e sposò poi [[Rea]], una dei Titani; anche lui fu un padre dispotico: ingoiava tutti i figli che nascevano, temendo che lo detronizzassero come lui aveva fatto con il padre Urano, finché Rea decise di partorire l'ultimo figlio nell'isola di Creta e di dare a Crono, anziché il figlio, una pietra avvolta nelle fasce. Così il figlio, [[Zeus]] appunto, fu salvo e, una volta divenuto adulto, spodestò il padre, costringendolo a vomitare tutti i figli che aveva ingoiato. Fra questi c'erano [[Ade]], che divenne il dio degli Inferi, e [[Poseidone]], che ebbe il dominio del mare.&lt;br /&gt;
Zeus si trovò, però, a combattere con i Titani (la famosa [[Titanomachia]]) e li vinse grazie alla folgore che forgiarono per lui i Ciclopi. In seguito a questa vittoria, Zeus divenne il signore dell'universo. Da Zeus nacquero gli dèi dell'Olimpo: [[Apollo e Artemide]] (da Latona), [[Ares]] (da Era), [[Efesto]] (da Era; secondo una tradizione Efesto sarebbe figlio di Era soltanto), [[Dioniso]] (da Semele), [[Hermes]] (da Maia), [[Atena]] (dalla testa di Zeus). Segue poi la generazione di figli nati da dèe e da uomini mortali e con questo elenco termina l'opera.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Le Opere e i Giorni====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''Le Opere e i Giorni'' si aprono con un proemio (vv. 1-10), diverso da quello del poema epico, in quanto in questo il poeta canta quello che le Muse gli suggeriscono,essendo egli semplice strumento della loro poesia, mentre nel proemio del  [[poema didascalico ]] (tale è il genere appunto dell'opera di cui si tratta) il poeta è in prima persona autore di ciò che racconta. &lt;br /&gt;
Infatti, nel proemio, dopo l'iniziale e tradizionale invocazione alle Muse, che egli esorta a celebrare Zeus, garante della giustizia nel mondo, Esiodo indica [[l'obiettivo della sua opera: dire a Perse parole di verità.]]&lt;br /&gt;
Scrive Esiodo:&lt;br /&gt;
&amp;quot;O Muse della Pieria, che celebrate con i (vostri) canti,&lt;br /&gt;
orsù, cantate Zeus, innalzando con un inno vostro padre;&lt;br /&gt;
per lui, i mortali sono ugualmente oscuri e famosi,&lt;br /&gt;
noti e ignoti, per volere del grande Zeus.&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il poema contiene esortazioni al fratello Perse (l'obiettivo dell'opera è appunto quello di far sì che non si comporti contro giustizia, appropriandosi di ciò che non gli spetta) e digressioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo il proemio, Esiodo narra il [[mito delle due contese]], quella buona, cioè, lo spirito di emulazione, che spinge l'uomo ad una sana competizione, e quella cattiva, che incita l'uomo alle guerre e alle discordie. Esiodo vuole con tale racconto [[esortare Perse]] a non lasciarsi guidare da quella cattiva, a non pretendere più, con la complicità dei ''giudici divoratori di doni'' la parte che non gli spetta, come aveva già fatto un'altra volta.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francesca</name></author>	</entry>

	<entry>
		<id>http://www.patriziafornaciari.it/wikiscuola/index.php?title=Mito_delle_due_contese</id>
		<title>Mito delle due contese</title>
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				<updated>2009-02-16T17:28:59Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;Francesca:&amp;#32;/* Esiodo, ''Opere e Giorni'', ww.11-26 */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;== Esiodo, ''Opere e Giorni'', ww.11-26 ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;quot;La stirpe delle Contese non fu unica, ma sulla terra&lt;br /&gt;
ce ne sono due: chi è saggio loderebbe l'una,&lt;br /&gt;
l'altra è riprovevole; hanno un animo diviso in due.&lt;br /&gt;
L'una fa crescere la guerra malvagia e la lotta,&lt;br /&gt;
la crudele; nessun mortale la ama, ma per necessità,&lt;br /&gt;
per volontà degli immortali, onorano la Contesa molesta.&lt;br /&gt;
La Notte tenebrosa generò l'altra per prima,&lt;br /&gt;
il Cronide dall'alto trono, che abita nel cielo,&lt;br /&gt;
la pose  alle radici della terra, molto migliore per gli uomini;&lt;br /&gt;
questa sveglia al lavoro anche l'inoperoso.&lt;br /&gt;
Chi, guardando ad un altro, ricco, rimane privo di occupazione,&lt;br /&gt;
(egli) che si affretta ad arare e a piantare &lt;br /&gt;
e a costruire una casa; il vicino allora invidia il vicino,&lt;br /&gt;
che brama la ricchezza - buona questa Contesa ai mortali -,&lt;br /&gt;
il vasaio è sdegnato con il vasaio, l'artigiano con l'artigiano, &lt;br /&gt;
il mendicante è invidioso del mendicante e l'aedo dell'aedo.&amp;quot;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francesca</name></author>	</entry>

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		<title>Mito delle due contese</title>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;Francesca:&amp;#32;/* Esiodo, ''Opere e Giorni'', ww. */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;== Esiodo, ''Opere e Giorni'', ww.11-26 ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La stirpe delle Contese non fu unica, ma sulla terra&lt;br /&gt;
ce ne sono due: chi è saggio loderebbe l'una,&lt;br /&gt;
l'altra è riprovevole; hanno un animo diviso in due.&lt;br /&gt;
L'una fa crescere la guerra malvagia e la lotta,&lt;br /&gt;
la crudele; nessun mortale la ama, ma per necessità,&lt;br /&gt;
per volontà degli immortali, onorano la Contesa molesta.&lt;br /&gt;
La Notte tenebrosa generò l'altra per prima,&lt;br /&gt;
il Cronide dall'alto trono, che abita nel cielo,&lt;br /&gt;
la pose  alle radici della terra, molto migliore per gli uomini;&lt;br /&gt;
questa sveglia al lavoro anche l'inoperoso.&lt;br /&gt;
Chi, guardando ad un altro, ricco, rimane privo di occupazione,&lt;br /&gt;
(egli) che si affretta ad arare e a piantare &lt;br /&gt;
e a costruire una casa; il vicino allora invidia il vicino,&lt;br /&gt;
che brama la ricchezza - buona questa Contesa ai mortali -,&lt;br /&gt;
il vasaio è sdegnato con il vasaio, l'artigiano con l'artigiano, &lt;br /&gt;
il mendicante è invidioso del mendicante e l'aedo dell'aedo.&amp;quot;&lt;/div&gt;</summary>
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		<title>Mito delle due contese</title>
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&lt;div&gt;==Esiodo, ''Opere e Giorni'', ww.    ==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francesca</name></author>	</entry>

	<entry>
		<id>http://www.patriziafornaciari.it/wikiscuola/index.php?title=Utente:Francesca</id>
		<title>Utente:Francesca</title>
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				<updated>2009-02-16T15:59:34Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;Francesca:&amp;#32;/* Le Opere e i Giorni */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;='''Esiodo'''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''Vita'''=&lt;br /&gt;
Le notizie sulla vita di Esiodo, il primo poeta della letteratura greca fornito di una sua &amp;quot;carta d'identità&amp;quot;, si ricavano da quello che egli stesso dice di sé nelle sue opere. Sappiamo, quindi, con certezza, che egli nacque ad Ascra, in Beozia, dove il padre, commerciante, si era trasferito da Cuma eolica, in seguito ad un dissesto economico. La data di nascita si colloca intorno alla metà dell'VIII sec., poiché intorno al 720 a.C. avrebbe partecipato ad una gara poetica durante i ludi in onore di un eroe, Anfidamante, caduto nella guerra lelanzia, combattuta in Eubea, tra le città di Calcide ed Eretria, per il possesso della pianura di Lelanto. Del viaggio in mare Esiodo si lamenta, tanto che non osò più affrontare la navigazione. in quella gara vinse un tripode di bronzo che consacrò alle Muse, sul monte Elicona, dove un tempo gli erano apparse per consacrarlo poeta (v. ''Teogonia''). Un'altra notizia biografica riguarda la lite con il fratello Perse che, in seguito alla morte del padre, dopo aver dilapidato i beni ereditati, ottenne con la complicità di giudici corrotti anche una parte delle terre toccate ad  Esiodo. Questo episodio fu l'occasione per la composizione dell'altra opera importante di Esiodo, ''Le Opere e i Giorni''. Leggendarie sembrano altre storie: quella del ''Certame tra Omero ed Esiodo'' e quella della morte per uccisione che gli sarebbe toccata per aver violentato una giovane fanciulla. La sua tomba, dopo la distruzione di Ascra, fu trasferita ad Orcomeno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''Opere'''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Teogonia====&lt;br /&gt;
Poema in esametri, racconta l'origine del mondo (la prima parte  è una cosmogonia) e la nascita degli dèi (questa è la vera e propria teogonia). &lt;br /&gt;
Nei ww.1-10 del prologo, Esiodo invoca le Muse abitanti dell'Elicona [in Beozia]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.favolatours.com/grecia/gr-centrale/beozia/icone/beozia-map_01.gif&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;quot;[[Cominciamo a cantare le Muse dell'Elicona]],&lt;br /&gt;
che abitano la grande e divina montagna dell'Elicona,&lt;br /&gt;
e vicino alla fonte dall'aspetto oscuro, con i piedi delicati,&lt;br /&gt;
danzano e vicino all'altare del forte Crono;&lt;br /&gt;
e dopo essersi lavate la tenera pelle (nell'acqua) del Permesso&lt;br /&gt;
o dell'Ippocrene o dell'Olmio divino,&lt;br /&gt;
intrecciarono danze sulla vetta più alta dell'Elicona,&lt;br /&gt;
belle leggiadre e volteggiarono con i piedi.&lt;br /&gt;
Di là allontanandosi, avvolte in una fitta nebbia,&lt;br /&gt;
di notte avanzavano, levando una bellissima voce,&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Esse apparvero a lui mentre pascolava il gregge e lo esortarono a celebrare la stirpe degli dèi (ww.22-34):&lt;br /&gt;
&amp;quot;Esse un tempo insegnarono a Esiodo il bel canto,&lt;br /&gt;
mentre pascolava gli agnelli ai piedi del divino Elicona.&lt;br /&gt;
A me per la prima volta le dèe rivolsero la parola,&lt;br /&gt;
le Muse dell'Olimpo, le figlie dell'egioco Zeus:&lt;br /&gt;
'Pastori selvaggi, brutte creature, solo ventre,&lt;br /&gt;
[[noi sappiamo dire molte menzogne simili a verità]]&lt;br /&gt;
[[ma sappiamo, se vogliamo, cantare il vero.]] &lt;br /&gt;
Così dissero le figlie del grande Zeus, veridiche,&lt;br /&gt;
[[e mi diedero come scettro un ramo di alloro fiorente,]]&lt;br /&gt;
dopo averlo colto, ammirabile; &lt;br /&gt;
[[mi ispirarono un canto divino, affinche celebrassi il futuro e il presente]] [[e mi esortarono a celebrare con inni la stirpe degli dèi beati immortali]]&lt;br /&gt;
[[e a cantare loro stesso, all'inizio e alla fine, sempre]].&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo tipo di prologo, detto anche ''ascreo'' o ''esiodeo'', è una sorta di investitura poetica: sarà ripreso in seguito da altri poeti, per es. da [[Callimaco]] nella sua opera di elegie, intitolata ''Aitia''. Il poeta obbedisce alle Muse e racconta che in origine fu il [[Caos]] primigenio, da cui nacquero [[Gea, Eros, Erebo, la Notte]]. Da Gea, per partenogenesi nacque [[Urano]]; da Gea e Urano nacquero [[i Titani, i Ciclopi e i Centimani]]. Urano ricacciava nel ventre della Terra (Gea) tutti i figli che generava; alla fine Gea, non potendone più, riunì i figli e chiese loro di aiutarla a vendicarsi di Urano; nessuno dei figli accettò, tranne [[Crono]], cui la madre diede una falce (fabbricata con l'acciaio che Gea aveva prodotto dalle sue viscere). Con questa Crono tagliò i genitali del padre e li scagliò in mare: dal sangue di questi nacquero le  [[Erinni]], dalla spuma [[Afrodite]]. Crono prese il posto di Urano e sposò poi [[Rea]], una dei Titani; anche lui fu un padre dispotico: ingoiava tutti i figli che nascevano, temendo che lo detronizzassero come lui aveva fatto con il padre Urano, finché Rea decise di partorire l'ultimo figlio nell'isola di Creta e di dare a Crono, anziché il figlio, una pietra avvolta nelle fasce. Così il figlio, [[Zeus]] appunto, fu salvo e, una volta divenuto adulto, spodestò il padre, costringendolo a vomitare tutti i figli che aveva ingoiato. Fra questi c'erano [[Ade]], che divenne il dio degli Inferi, e [[Poseidone]], che ebbe il dominio del mare.&lt;br /&gt;
Zeus si trovò, però, a combattere con i Titani (la famosa [[Titanomachia]]) e li vinse grazie alla folgore che forgiarono per lui i Ciclopi. In seguito a questa vittoria, Zeus divenne il signore dell'universo. Da Zeus nacquero gli dèi dell'Olimpo: [[Apollo e Artemide]] (da Latona), [[Ares]] (da Era), [[Efesto]] (da Era; secondo una tradizione Efesto sarebbe figlio di Era soltanto), [[Dioniso]] (da Semele), [[Hermes]] (da Maia), [[Atena]] (dalla testa di Zeus). Segue poi la generazione di figli nati da dèe e da uomini mortali e con questo elenco termina l'opera.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Le Opere e i Giorni====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''Le Opere e i Giorni'' si aprono con un proemio (vv. 1-10), diverso da quello del poema epico, in quanto in questo il poeta canta quello che le Muse gli suggeriscono,essendo egli semplice strumento della loro poesia, mentre nel proemio del  [[poema didascalico ]] (tale è il genere appunto dell'opera di cui si tratta) il poeta è in prima persona autore di ciò che racconta. &lt;br /&gt;
Infatti, nel proemio, dopo l'iniziale e tradizionale invocazione alle Muse, che egli esorta a celebrare Zeus, garante della giustizia nel mondo, Esiodo indica [[l'obiettivo della sua opera: dire a Perse parole di verità.]]&lt;br /&gt;
Scrive Esiodo:&lt;br /&gt;
&amp;quot;O Muse della Pieria, che celebrate con i (vostri) canti,&lt;br /&gt;
orsù, cantate Zeus, innalzando con un inno vostro padre;&lt;br /&gt;
per lui, i mortali sono ugualmente oscuri e famosi,&lt;br /&gt;
noti e ignoti, per volere del grande Zeus.&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il poema contiene esortazioni al fratello Perse (l'obiettivo dell'opera è appunto quello di far sì che non si comporti contro giustizia, appropriandosi di ciò che non gli spetta) e digressioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo il proemio, Esiodo narra il [[mito delle due contese]], quella buona, cioè, lo spirito di emulazione, che spinge l'uomo ad una sana competizione, e quella cattiva, che incita l'uomo alle guerre e alle discordie. Esiodo vuole con tale racconto esortare Perse a non lasciarsi guidare da quella cattiva, a non pretendere più, con la complicità dei ''giudici divoratori di doni'' la parte che non gli spetta, come aveva già fatto un'altra volta.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francesca</name></author>	</entry>

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		<id>http://www.patriziafornaciari.it/wikiscuola/index.php?title=Utente:Francesca</id>
		<title>Utente:Francesca</title>
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				<updated>2009-02-15T17:01:06Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;Francesca:&amp;#32;/* Le Opere e i Giorni */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;='''Esiodo'''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''Vita'''=&lt;br /&gt;
Le notizie sulla vita di Esiodo, il primo poeta della letteratura greca fornito di una sua &amp;quot;carta d'identità&amp;quot;, si ricavano da quello che egli stesso dice di sé nelle sue opere. Sappiamo, quindi, con certezza, che egli nacque ad Ascra, in Beozia, dove il padre, commerciante, si era trasferito da Cuma eolica, in seguito ad un dissesto economico. La data di nascita si colloca intorno alla metà dell'VIII sec., poiché intorno al 720 a.C. avrebbe partecipato ad una gara poetica durante i ludi in onore di un eroe, Anfidamante, caduto nella guerra lelanzia, combattuta in Eubea, tra le città di Calcide ed Eretria, per il possesso della pianura di Lelanto. Del viaggio in mare Esiodo si lamenta, tanto che non osò più affrontare la navigazione. in quella gara vinse un tripode di bronzo che consacrò alle Muse, sul monte Elicona, dove un tempo gli erano apparse per consacrarlo poeta (v. ''Teogonia''). Un'altra notizia biografica riguarda la lite con il fratello Perse che, in seguito alla morte del padre, dopo aver dilapidato i beni ereditati, ottenne con la complicità di giudici corrotti anche una parte delle terre toccate ad  Esiodo. Questo episodio fu l'occasione per la composizione dell'altra opera importante di Esiodo, ''Le Opere e i Giorni''. Leggendarie sembrano altre storie: quella del ''Certame tra Omero ed Esiodo'' e quella della morte per uccisione che gli sarebbe toccata per aver violentato una giovane fanciulla. La sua tomba, dopo la distruzione di Ascra, fu trasferita ad Orcomeno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''Opere'''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Teogonia====&lt;br /&gt;
Poema in esametri, racconta l'origine del mondo (la prima parte  è una cosmogonia) e la nascita degli dèi (questa è la vera e propria teogonia). &lt;br /&gt;
Nei ww.1-10 del prologo, Esiodo invoca le Muse abitanti dell'Elicona [in Beozia]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.favolatours.com/grecia/gr-centrale/beozia/icone/beozia-map_01.gif&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;quot;[[Cominciamo a cantare le Muse dell'Elicona]],&lt;br /&gt;
che abitano la grande e divina montagna dell'Elicona,&lt;br /&gt;
e vicino alla fonte dall'aspetto oscuro, con i piedi delicati,&lt;br /&gt;
danzano e vicino all'altare del forte Crono;&lt;br /&gt;
e dopo essersi lavate la tenera pelle (nell'acqua) del Permesso&lt;br /&gt;
o dell'Ippocrene o dell'Olmio divino,&lt;br /&gt;
intrecciarono danze sulla vetta più alta dell'Elicona,&lt;br /&gt;
belle leggiadre e volteggiarono con i piedi.&lt;br /&gt;
Di là allontanandosi, avvolte in una fitta nebbia,&lt;br /&gt;
di notte avanzavano, levando una bellissima voce,&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Esse apparvero a lui mentre pascolava il gregge e lo esortarono a celebrare la stirpe degli dèi (ww.22-34):&lt;br /&gt;
&amp;quot;Esse un tempo insegnarono a Esiodo il bel canto,&lt;br /&gt;
mentre pascolava gli agnelli ai piedi del divino Elicona.&lt;br /&gt;
A me per la prima volta le dèe rivolsero la parola,&lt;br /&gt;
le Muse dell'Olimpo, le figlie dell'egioco Zeus:&lt;br /&gt;
'Pastori selvaggi, brutte creature, solo ventre,&lt;br /&gt;
[[noi sappiamo dire molte menzogne simili a verità]]&lt;br /&gt;
[[ma sappiamo, se vogliamo, cantare il vero.]] &lt;br /&gt;
Così dissero le figlie del grande Zeus, veridiche,&lt;br /&gt;
[[e mi diedero come scettro un ramo di alloro fiorente,]]&lt;br /&gt;
dopo averlo colto, ammirabile; &lt;br /&gt;
[[mi ispirarono un canto divino, affinche celebrassi il futuro e il presente]] [[e mi esortarono a celebrare con inni la stirpe degli dèi beati immortali]]&lt;br /&gt;
[[e a cantare loro stesso, all'inizio e alla fine, sempre]].&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo tipo di prologo, detto anche ''ascreo'' o ''esiodeo'', è una sorta di investitura poetica: sarà ripreso in seguito da altri poeti, per es. da [[Callimaco]] nella sua opera di elegie, intitolata ''Aitia''. Il poeta obbedisce alle Muse e racconta che in origine fu il [[Caos]] primigenio, da cui nacquero [[Gea, Eros, Erebo, la Notte]]. Da Gea, per partenogenesi nacque [[Urano]]; da Gea e Urano nacquero [[i Titani, i Ciclopi e i Centimani]]. Urano ricacciava nel ventre della Terra (Gea) tutti i figli che generava; alla fine Gea, non potendone più, riunì i figli e chiese loro di aiutarla a vendicarsi di Urano; nessuno dei figli accettò, tranne [[Crono]], cui la madre diede una falce (fabbricata con l'acciaio che Gea aveva prodotto dalle sue viscere). Con questa Crono tagliò i genitali del padre e li scagliò in mare: dal sangue di questi nacquero le  [[Erinni]], dalla spuma [[Afrodite]]. Crono prese il posto di Urano e sposò poi [[Rea]], una dei Titani; anche lui fu un padre dispotico: ingoiava tutti i figli che nascevano, temendo che lo detronizzassero come lui aveva fatto con il padre Urano, finché Rea decise di partorire l'ultimo figlio nell'isola di Creta e di dare a Crono, anziché il figlio, una pietra avvolta nelle fasce. Così il figlio, [[Zeus]] appunto, fu salvo e, una volta divenuto adulto, spodestò il padre, costringendolo a vomitare tutti i figli che aveva ingoiato. Fra questi c'erano [[Ade]], che divenne il dio degli Inferi, e [[Poseidone]], che ebbe il dominio del mare.&lt;br /&gt;
Zeus si trovò, però, a combattere con i Titani (la famosa [[Titanomachia]]) e li vinse grazie alla folgore che forgiarono per lui i Ciclopi. In seguito a questa vittoria, Zeus divenne il signore dell'universo. Da Zeus nacquero gli dèi dell'Olimpo: [[Apollo e Artemide]] (da Latona), [[Ares]] (da Era), [[Efesto]] (da Era; secondo una tradizione Efesto sarebbe figlio di Era soltanto), [[Dioniso]] (da Semele), [[Hermes]] (da Maia), [[Atena]] (dalla testa di Zeus). Segue poi la generazione di figli nati da dèe e da uomini mortali e con questo elenco termina l'opera.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Le Opere e i Giorni====&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
''Le Opere e i Giorni'' si aprono con un proemio (vv. 1-10), diverso da quello del poema epico, in quanto in questo il poeta canta quello che le Muse gli suggeriscono,essendo egli semplice strumento della loro poesia, mentre nel proemio del  [[poema didascalico ]] (tale è il genere appunto dell'opera di cui si tratta) il poeta è in prima persona autore di ciò che racconta. &lt;br /&gt;
Infatti, nel proemio, dopo l'iniziale e tradizionale invocazione alle Muse, che egli esorta a celebrare Zeus, garante della giustizia nel mondo, Esiodo indica [[l'obiettivo della sua opera: dire a Perse parole di verità.]]&lt;br /&gt;
Scrive Esiodo:&lt;br /&gt;
&amp;quot;O Muse della Pieria, che celebrate con i (vostri) canti,&lt;br /&gt;
orsù, cantate Zeus, innalzando con un inno vostro padre;&lt;br /&gt;
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noti e ignoti, per volere del grande Zeus.&lt;/div&gt;</summary>
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				<updated>2009-02-15T16:58:48Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;Francesca:&amp;#32;/* Liceo Statale Archita di Taranto */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;== Strumenti nuovi a scuola ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Wikiscuola è uno strumento di lavoro collaborativo utilizzabile via web. Puoi utilizzare questo wiki per fare delle prove. Rispetta il lavoro degli altri e '''chiedi''' pure aiuto a '''[[Utente:Alberto|ag@libersoft.it]]'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 Per informazioni '''tecniche''' leggi il [http://it.wikipedia.org/wiki/Aiuto:Guida_essenziale manuale del Wiki], ma se hai fretta d'imparare&lt;br /&gt;
 leggi i sintetici consigli di '''Alberto''' sulla pagina di [[Wikiscuola:Aiuto|Aiuto]] nel menù a sinistra,&lt;br /&gt;
 che rimane sempre visibile e facilmente raggiungibile.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Liceo Scientifico «G. Galilei» di Manfredonia ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le pagine di lavoro del [[Liceo Scientifico «G. Galilei» di Manfredonia]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Istituto Comprensivo «Curtatone e Montanara» di Pontedera ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le pagine di lavoro dell'Istituto Comprensivo [[Curtatone e Montanara]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Istituto Comprensivo «Pacinotti» di Pontedera ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le pagine di lavoro dell'Istituto Comprensivo [[Pacinotti]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== ITIS «Galilei» di Viareggio ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le pagine di lavoro di [[Patrizia]] e quelle della classe [[lavoro quarta-sta]] &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== GAS Montelupo ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per imparare a scrivere le ricette su Wikibook [[Ricette]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Corso 2 Tecnologie ===&lt;br /&gt;
Pagina di prova&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Torna alla pagina iniziale di [http://www.vivalascuola.net/ vivalascuola.NET]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le '''immagini''' usate per le '''icone''' sono state messe a disposizione del sito web [http://tux.crystalxp.net/ crystalxp.net].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In particolare: [http://tux.crystalxp.net/en.id.1568-overlord59-overlord59-tux-g2.html tux-g2], [http://tux.crystalxp.net/en.id.1764-overlord59-tux-teacher.html tux-teacher] e [http://tux.crystalxp.net/en.id.1808-le_fra-einstein-tux.html tux-einstein].&lt;br /&gt;
=== Liceo Statale Archita di Taranto ===&lt;br /&gt;
 Per la classe I sez. B (indirizzo classico)&lt;br /&gt;
Lezione di Letteratura Greca [[Utente:Francesca|Esiodo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francesca</name></author>	</entry>

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In particolare: [http://tux.crystalxp.net/en.id.1568-overlord59-overlord59-tux-g2.html tux-g2], [http://tux.crystalxp.net/en.id.1764-overlord59-tux-teacher.html tux-teacher] e [http://tux.crystalxp.net/en.id.1808-le_fra-einstein-tux.html tux-einstein].&lt;br /&gt;
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 Per la classe I sez. B (indirizzo classico)&lt;br /&gt;
Lezione di Letteratura Greca: Esiodo, il poeta nato ad Ascra in Beozia, intorno alla metà dell'VIII sec. a.C.&lt;br /&gt;
[[Utente:Francesca|Esiodo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francesca</name></author>	</entry>

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&lt;hr /&gt;
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&lt;br /&gt;
='''Vita'''=&lt;br /&gt;
Le notizie sulla vita di Esiodo, il primo poeta della letteratura greca fornito di una sua &amp;quot;carta d'identità&amp;quot;, si ricavano da quello che egli stesso dice di sé nelle sue opere. Sappiamo, quindi, con certezza, che egli nacque ad Ascra, in Beozia, dove il padre, commerciante, si era trasferito da Cuma eolica, in seguito ad un dissesto economico. La data di nascita si colloca intorno alla metà dell'VIII sec., poiché intorno al 720 a.C. avrebbe partecipato ad una gara poetica durante i ludi in onore di un eroe, Anfidamante, caduto nella guerra lelanzia, combattuta in Eubea, tra le città di Calcide ed Eretria, per il possesso della pianura di Lelanto. Del viaggio in mare Esiodo si lamenta, tanto che non osò più affrontare la navigazione. in quella gara vinse un tripode di bronzo che consacrò alle Muse, sul monte Elicona, dove un tempo gli erano apparse per consacrarlo poeta (v. ''Teogonia''). Un'altra notizia biografica riguarda la lite con il fratello Perse che, in seguito alla morte del padre, dopo aver dilapidato i beni ereditati, ottenne con la complicità di giudici corrotti anche una parte delle terre toccate ad  Esiodo. Questo episodio fu l'occasione per la composizione dell'altra opera importante di Esiodo, ''Le Opere e i Giorni''. Leggendarie sembrano altre storie: quella del ''Certame tra Omero ed Esiodo'' e quella della morte per uccisione che gli sarebbe toccata per aver violentato una giovane fanciulla. La sua tomba, dopo la distruzione di Ascra, fu trasferita ad Orcomeno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''Opere'''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Teogonia====&lt;br /&gt;
Poema in esametri, racconta l'origine del mondo (la prima parte  è una cosmogonia) e la nascita degli dèi (questa è la vera e propria teogonia). &lt;br /&gt;
Nei ww.1-10 del prologo, Esiodo invoca le Muse abitanti dell'Elicona [in Beozia]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.favolatours.com/grecia/gr-centrale/beozia/icone/beozia-map_01.gif&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;quot;Cominciamo a cantare le Muse dell'Elicona,&lt;br /&gt;
che abitano la grande e divina montagna dell'Elicona,&lt;br /&gt;
e vicino alla fonte dall'aspetto oscuro, con i piedi delicati,&lt;br /&gt;
danzano e vicino all'altare del forte Crono;&lt;br /&gt;
e dopo essersi lavate la tenera pelle (nell'acqua) del Permesso&lt;br /&gt;
o dell'Ippocrene o dell'Olmio divino,&lt;br /&gt;
intrecciarono danze sulla vetta più alta dell'Elicona,&lt;br /&gt;
belle leggiadre e volteggiarono con i piedi.&lt;br /&gt;
Di là allontanandosi, avvolte in una fitta nebbia,&lt;br /&gt;
di notte avanzavano, levando una bellissima voce,&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Esse apparvero a lui mentre pascolava il gregge e lo esortarono a celebrare la stirpe degli dèi (ww.22-34):&lt;br /&gt;
&amp;quot;Esse un tempo insegnarono a Esiodo il bel canto,&lt;br /&gt;
mentre pascolava gli agnelli ai piedi del divino Elicona.&lt;br /&gt;
A me per la prima volta le dèe rivolsero la parola,&lt;br /&gt;
le Muse dell'Olimpo, le figlie dell'egioco Zeus:&lt;br /&gt;
'Pastori selvaggi, brutte creature, solo ventre,&lt;br /&gt;
[[noi sappiamo dire molte menzogne simili a verità]]&lt;br /&gt;
[[ma sappiamo, se vogliamo, cantare il vero.]] &lt;br /&gt;
Così dissero le figlie del grande Zeus, veridiche,&lt;br /&gt;
[[e mi diedero come scettro un ramo di alloro fiorente,]]&lt;br /&gt;
dopo averlo colto, ammirabile; &lt;br /&gt;
[[mi ispirarono un canto divino, affinche celebrassi il futuro e il presente]] [[e mi esortarono a celebrare con inni la stirpe degli dèi beati immortali]]&lt;br /&gt;
[[e a cantare loro stesso, all'inizio e alla fine, sempre]].&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo tipo di prologo, detto anche ''ascreo'' o ''esiodeo'', è una sorta di investitura poetica: sarà ripreso in seguito da altri poeti, per es. da Callimaco nella sua opera di elegie, intitolata ''Aitia''. Il poeta obbedisce alle Muse e racconta che in origine fu il Caos primigenio, da cui nacquero Gea, Eros, Erebo, la Notte. Da Gea, per partenogenesi nacque Urano; da Gea e Urano nacquero i Titani, i Ciclopi e i Centimani. Urano ricacciava nel ventre della Terra (Gea) tutti i figli che generava; alla fine Gea, non potendone più, riunì i figli e chiese loro di aiutarla a vendicarsi di Urano; nessuno dei figli accettò, tranne Crono, cui la madre diede una falce (fabbricata con l'acciaio che Gea aveva prodotto dalle sue viscere). Con questa Crono tagliò i genitali del padre e li scagliò in mare: dal sangue di questi nacquero le Erinni, dalla spuma Afrodite. Crono prese il posto di Urano e sposò poi Rea, una dei Titani; anche lui fu un padre dispotico: ingoiava tutti i figli che nascevano, temendo che lo detronizzassero come lui aveva fatto con il padre Urano, finché Rea decise di partorire l'ultimo figlio nell'isola di Creta e di dare a Crono, anziché il figlio, una pietra avvolta nelle fasce. Così il figlio, Zeus appunto, fu salvo e, una volta divenuto adulto, spodestò il padre, costringendolo a vomitare tutti i figli che aveva ingoiato. Fra questi c'erano Ade, che divenne il dio degli Inferi, e Poseidone, che ebbe il dominio del mare.&lt;br /&gt;
Zeus si trovò, però, a combattere con i Titani (la famosa Titanomachia) e li vinse grazie alla folgore che forgiarono per lui i Ciclopi. In seguito a questa vittoria, Zeus divenne il signore dell'universo. Da Zeus nacquero gli dèi dell'Olimpo: Apollo e Artemide (da Latona), Ares (da Era), Efesto (da Era; secondo una tradizione Efesto sarebbe figlio di Era soltanto), Dioniso (da Semele), Hermes (da Maia), Atena (dalla testa di Zeus). Segue poi la generazione di figli nati da dèe e da uomini mortali e con questo elenco termina l'opera.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Le Opere e i Giorni====&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francesca</name></author>	</entry>

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		<id>http://www.patriziafornaciari.it/wikiscuola/index.php?title=Utente:Francesca</id>
		<title>Utente:Francesca</title>
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				<updated>2009-02-14T16:46:52Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;Francesca:&amp;#32;/* Teogonia */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;='''Esiodo'''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''Vita'''=&lt;br /&gt;
Le notizie sulla vita di Esiodo, il primo poeta della letteratura greca fornito di una sua &amp;quot;carta d'identità&amp;quot;, si ricavano da quello che egli stesso dice di sé nelle sue opere. Sappiamo, quindi, con certezza, che egli nacque ad Ascra, in Beozia, dove il padre, commerciante, si era trasferito da Cuma eolica, in seguito ad un dissesto economico. La data di nascita si colloca intorno alla metà dell'VIII sec., poiché intorno al 720 a.C. avrebbe partecipato ad una gara poetica durante i ludi in onore di un eroe, Anfidamante, caduto nella guerra lelanzia, combattuta in Eubea, tra le città di Calcide ed Eretria, per il possesso della pianura di Lelanto. Del viaggio in mare Esiodo si lamenta, tanto che non osò più affrontare la navigazione. in quella gara vinse un tripode di bronzo che consacrò alle Muse, sul monte Elicona, dove un tempo gli erano apparse per consacrarlo poeta (v. ''Teogonia''). Un'altra notizia biografica riguarda la lite con il fratello Perse che, in seguito alla morte del padre, dopo aver dilapidato i beni ereditati, ottenne con la complicità di giudici corrotti anche una parte delle terre toccate ad  Esiodo. Questo episodio fu l'occasione per la composizione dell'altra opera importante di Esiodo, ''Le Opere e i Giorni''. Leggendarie sembrano altre storie: quella del ''Certame tra Omero ed Esiodo'' e quella della morte per uccisione che gli sarebbe toccata per aver violentato una giovane fanciulla. La sua tomba, dopo la distruzione di Ascra, fu trasferita ad Orcomeno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''Opere'''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Teogonia====&lt;br /&gt;
Poema in esametri, racconta l'origine del mondo (la prima parte  è una cosmogonia) e la nascita degli dèi (questa è la vera e propria teogonia). &lt;br /&gt;
Nei ww.1-10 del prologo, Esiodo invoca le Muse abitanti dell'Elicona [in Beozia]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.favolatours.com/grecia/gr-centrale/beozia/icone/beozia-map_01.gif&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;quot;Cominciamo a cantare le Muse dell'Elicona,&lt;br /&gt;
che abitano la grande e divina montagna dell'Elicona,&lt;br /&gt;
e vicino alla fonte dall'aspetto oscuro, con i piedi delicati,&lt;br /&gt;
danzano e vicino all'altare del forte Crono;&lt;br /&gt;
e dopo essersi lavate la tenera pelle (nell'acqua) del Permesso&lt;br /&gt;
o dell'Ippocrene o dell'Olmio divino,&lt;br /&gt;
intrecciarono danze sulla vetta più alta dell'Elicona,&lt;br /&gt;
belle leggiadre e volteggiarono con i piedi.&lt;br /&gt;
Di là allontanandosi, avvolte in una fitta nebbia,&lt;br /&gt;
di notte avanzavano, levando una bellissima voce,&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Esse apparvero a lui mentre pascolava il gregge e lo esortarono a celebrare la stirpe degli dèi (ww.22-34):&lt;br /&gt;
&amp;quot;Esse un tempo insegnarono a Esiodo il bel canto,&lt;br /&gt;
mentre pascolava gli agnelli ai piedi del divino Elicona.&lt;br /&gt;
A me per la prima volta le dèe rivolsero la parola,&lt;br /&gt;
le Muse dell'Olimpo, le figlie dell'egioco Zeus:&lt;br /&gt;
'Pastori selvaggi, brutte creature, solo ventre,&lt;br /&gt;
[[noi sappiamo dire molte menzogne simili a verità]]&lt;br /&gt;
[[ma sappiamo, se vogliamo, cantare il vero.]] &lt;br /&gt;
Così dissero le figlie del grande Zeus, veridiche,&lt;br /&gt;
[[e mi diedero come scettro un ramo di alloro fiorente,]]&lt;br /&gt;
dopo averlo colto, ammirabile; &lt;br /&gt;
[[mi ispirarono un canto divino, affinche celebrassi il futuro e il presente]] [[e mi esortarono a celebrare con inni la stirpe degli dèi beati immortali]]&lt;br /&gt;
[[e a cantare loro stesso, all'inizio e alla fine, sempre]].&amp;quot;&lt;br /&gt;
Questo tipo di prologo, detto anche ''ascreo'' o ''esiodeo'', è una sorta di investitura poetica: sarà ripreso in seguito da altri poeti, per es. da Callimaco nella sua opera di elegie, intitolata ''Aitia''. Il poeta obbedisce alle Muse e racconta che in origine fu il Caos primigenio, da cui nacquero Gea, Eros, Erebo, la Notte. Da Gea, per partenogenesi nacque Urano; da Gea e Urano nacquero i Titani, i Ciclopi e i Centimani. Urano ricacciava nel ventre della Terra (Gea) tutti i figli che generava; alla fine Gea, non potendone più, riunì i figli e chiese loro di aiutarla a vendicarsi di Urano; nessuno dei figli accettò, tranne Crono, cui la madre diede una falce (fabbricata con l'acciaio che Gea aveva prodotto dalle sue viscere). Con questa Crono tagliò i genitali del padre e li scagliò in mare: dal sangue di questi nacquero le Erinni, dalla spuma Afrodite. Crono prese il posto di Urano e sposò poi Rea, una dei Titani; anche lui fu un padre dispotico: ingoiava tutti i figli che nascevano, temendo che lo detronizzassero come lui aveva fatto con il padre Urano, finché Rea decise di partorire l'ultimo figlio nell'isola di Creta e di dare a Crono, anziché il figlio, una pietra avvolta nelle fasce. Così il figlio, Zeus appunto, fu salvo e, una volta divenuto adulto, spodestò il padre, costringendolo a vomitare tutti i figli che aveva ingoiato. Fra questi c'erano Ade, che divenne il dio degli Inferi, e Poseidone, che ebbe il dominio del mare.&lt;br /&gt;
Zeus si trovò, però, a combattere con i Titani (la famosa Titanomachia) e li vinse grazie alla folgore che forgiarono per lui i Ciclopi. In seguito a questa vittoria, Zeus divenne il signore dell'universo. Da Zeus nacquero gli dèi dell'Olimpo: Apollo e Artemide (da Latona), Ares (da Era), Efesto (da Era; secondo una tradizione Efesto sarebbe figlio di Era soltanto), Dioniso (da Semele), Hermes (da Maia), Atena (dalla testa di Zeus). Segue poi la generazione di figli nati da dèe e da uomini mortali e con questo elenco termina l'opera.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Le Opere e i Giorni====&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francesca</name></author>	</entry>

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		<title>Utente:Francesca</title>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;Francesca:&amp;#32;/* Teogonia */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;='''Esiodo'''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''Vita'''=&lt;br /&gt;
Le notizie sulla vita di Esiodo, il primo poeta della letteratura greca fornito di una sua &amp;quot;carta d'identità&amp;quot;, si ricavano da quello che egli stesso dice di sé nelle sue opere. Sappiamo, quindi, con certezza, che egli nacque ad Ascra, in Beozia, dove il padre, commerciante, si era trasferito da Cuma eolica, in seguito ad un dissesto economico. La data di nascita si colloca intorno alla metà dell'VIII sec., poiché intorno al 720 a.C. avrebbe partecipato ad una gara poetica durante i ludi in onore di un eroe, Anfidamante, caduto nella guerra lelanzia, combattuta in Eubea, tra le città di Calcide ed Eretria, per il possesso della pianura di Lelanto. Del viaggio in mare Esiodo si lamenta, tanto che non osò più affrontare la navigazione. in quella gara vinse un tripode di bronzo che consacrò alle Muse, sul monte Elicona, dove un tempo gli erano apparse per consacrarlo poeta (v. ''Teogonia''). Un'altra notizia biografica riguarda la lite con il fratello Perse che, in seguito alla morte del padre, dopo aver dilapidato i beni ereditati, ottenne con la complicità di giudici corrotti anche una parte delle terre toccate ad  Esiodo. Questo episodio fu l'occasione per la composizione dell'altra opera importante di Esiodo, ''Le Opere e i Giorni''. Leggendarie sembrano altre storie: quella del ''Certame tra Omero ed Esiodo'' e quella della morte per uccisione che gli sarebbe toccata per aver violentato una giovane fanciulla. La sua tomba, dopo la distruzione di Ascra, fu trasferita ad Orcomeno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''Opere'''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Teogonia====&lt;br /&gt;
Poema in esametri, racconta l'origine del mondo (la prima parte  è una cosmogonia) e la nascita degli dèi (questa è la vera e propria teogonia). &lt;br /&gt;
Nei ww.1-10 del prologo, Esiodo invoca le Muse abitanti dell'Elicona [in Beozia]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.favolatours.com/grecia/gr-centrale/beozia/icone/beozia-map_01.gif&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;quot;Cominciamo a cantare le Muse dell'Elicona,&lt;br /&gt;
che abitano la grande e divina montagna dell'Elicona,&lt;br /&gt;
e vicino alla fonte dall'aspetto oscuro, con i piedi delicati,&lt;br /&gt;
danzano e vicino all'altare del forte Crono;&lt;br /&gt;
e dopo essersi lavate la tenera pelle (nell'acqua) del Permesso&lt;br /&gt;
o dell'Ippocrene o dell'Olmio divino,&lt;br /&gt;
intrecciarono danze sulla vetta più alta dell'Elicona,&lt;br /&gt;
belle leggiadre e volteggiarono con i piedi.&lt;br /&gt;
Di là allontanandosi, avvolte in una fitta nebbia,&lt;br /&gt;
di notte avanzavano, levando una bellissima voce,&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Esse apparvero a lui mentre pascolava il gregge e lo esortarono a celebrare la stirpe degli dèi (ww.22-34):&lt;br /&gt;
&amp;quot;Esse un tempo insegnarono a Esiodo il bel canto,&lt;br /&gt;
mentre pascolava gli agnelli ai piedi del divino Elicona.&lt;br /&gt;
A me per la prima volta le dèe rivolsero la parola,&lt;br /&gt;
le Muse dell'Olimpo, le figlie dell'egioco Zeus:&lt;br /&gt;
'Pastori selvaggi, brutte creature, solo ventre,&lt;br /&gt;
[[noi sappiamo dire molte menzogne simili a verità]]&lt;br /&gt;
[[ma sappiamo, se vogliamo, cantare il vero.]] &lt;br /&gt;
Così dissero le figlie del grande Zeus, veridiche,&lt;br /&gt;
[[e mi diedero come scettro un ramo di alloro fiorente,]]&lt;br /&gt;
dopo averlo colto, ammirabile; &lt;br /&gt;
[[mi ispirarono un canto divino, affinche celebrassi il futuro e il presente]] [[e mi esortarono a celebrare con inni la stirpe degli dèe beati immortali]]&lt;br /&gt;
[[e a cantare loro stesso, all'inizio e alla fine, sempre]].&amp;quot;&lt;br /&gt;
Questo tipo di prologo, detto anche ''ascreo'' o ''esiodeo'', è una sorta di investitura poetica: sarà ripreso in seguito da altri poeti, per es. da Callimaco nella sua opera di elegie, intitolata ''Aitia''. Il poeta obbedisce alle Muse e racconta che in origine fu il Caos primigenio, da cui nacquero Gea, Eros, Erebo, la Notte. Da Gea, per partenogenesi nacque Urano; da Gea e Urano nacquero i Titani, i Ciclopi e i Centimani. Urano ricacciava nel ventre della Terra (Gea) tutti i figli che generava; alla fine Gea, non potendone più, riunì i figli e chiese loro di aiutarla a vendicarsi di Urano; nessuno dei figli accettò, tranne Crono, cui la madre diede una falce (fabbricata con l'acciaio che Gea aveva prodotto dalle sue viscere). Con questa Crono tagliò i genitali del padre e li scagliò in mare: dal sangue di questi nacquero le Erinni, dalla spuma Afrodite. Crono prese il posto di Urano e sposò poi Rea, una dei Titani; anche lui fu un padre dispotico: ingoiava tutti i figli che nascevano, temendo che lo detronizzassero come lui aveva fatto con il padre Urano, finché Rea decise di partorire l'ultimo figlio nell'isola di Creta e di dare a Crono, anziché il figlio, una pietra avvolta nelle fasce. Così il figlio, Zeus appunto, fu salvo e, una volta divenuto adulto, spodestò il padre, costringendolo a vomitare tutti i figli che aveva ingoiato. Fra questi c'erano Ade, che divenne il dio degli Inferi, e Poseidone, che ebbe il dominio del mare.&lt;br /&gt;
Zeus si trovò, però, a combattere con i Titani (la famosa Titanomachia) e li vinse grazie alla folgore che forgiarono per lui i Ciclopi. In seguito a questa vittoria, Zeus divenne il signore dell'universo. Da Zeus nacquero gli dèi dell'Olimpo: Apollo e Artemide (da Latona), Ares (da Era), Efesto (da Era; secondo una tradizione Efesto sarebbe figlio di Era soltanto), Dioniso (da Semele), Hermes (da Maia), Atena (dalla testa di Zeus). Segue poi la generazione di figli nati da dèe e da uomini mortali e con questo elenco termina l'opera.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Le Opere e i Giorni====&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francesca</name></author>	</entry>

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		<summary type="html">&lt;p&gt;Francesca:&amp;#32;/* Teogonia */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;='''Esiodo'''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''Vita'''=&lt;br /&gt;
Le notizie sulla vita di Esiodo, il primo poeta della letteratura greca fornito di una sua &amp;quot;carta d'identità&amp;quot;, si ricavano da quello che egli stesso dice di sé nelle sue opere. Sappiamo, quindi, con certezza, che egli nacque ad Ascra, in Beozia, dove il padre, commerciante, si era trasferito da Cuma eolica, in seguito ad un dissesto economico. La data di nascita si colloca intorno alla metà dell'VIII sec., poiché intorno al 720 a.C. avrebbe partecipato ad una gara poetica durante i ludi in onore di un eroe, Anfidamante, caduto nella guerra lelanzia, combattuta in Eubea, tra le città di Calcide ed Eretria, per il possesso della pianura di Lelanto. Del viaggio in mare Esiodo si lamenta, tanto che non osò più affrontare la navigazione. in quella gara vinse un tripode di bronzo che consacrò alle Muse, sul monte Elicona, dove un tempo gli erano apparse per consacrarlo poeta (v. ''Teogonia''). Un'altra notizia biografica riguarda la lite con il fratello Perse che, in seguito alla morte del padre, dopo aver dilapidato i beni ereditati, ottenne con la complicità di giudici corrotti anche una parte delle terre toccate ad  Esiodo. Questo episodio fu l'occasione per la composizione dell'altra opera importante di Esiodo, ''Le Opere e i Giorni''. Leggendarie sembrano altre storie: quella del ''Certame tra Omero ed Esiodo'' e quella della morte per uccisione che gli sarebbe toccata per aver violentato una giovane fanciulla. La sua tomba, dopo la distruzione di Ascra, fu trasferita ad Orcomeno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''Opere'''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Teogonia====&lt;br /&gt;
Poema in esametri, racconta l'origine del mondo (la prima parte  è una cosmogonia) e la nascita degli dèi (questa è la vera e propria teogonia). &lt;br /&gt;
Nei ww.1-10 del prologo, Esiodo invoca le Muse abitanti dell'Elicona [in Beozia]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.favolatours.com/grecia/gr-centrale/beozia/icone/beozia-map_01.gif&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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&amp;quot;Cominciamo a cantare le Muse dell'Elicona,&lt;br /&gt;
che abitano la grande e divina montagna dell'Elicona,&lt;br /&gt;
e vicino alla fonte dall'aspetto oscuro, con i piedi delicati,&lt;br /&gt;
danzano e vicino all'altare del forte Crono;&lt;br /&gt;
e dopo essersi lavate la tenera pelle (nell'acqua) del Permesso&lt;br /&gt;
o dell'Ippocrene o dell'Olmio divino,&lt;br /&gt;
intrecciarono danze sulla vetta più alta dell'Elicona,&lt;br /&gt;
belle leggiadre e volteggiarono con i piedi.&lt;br /&gt;
Di là allontanandosi, avvolte in una fitta nebbia,&lt;br /&gt;
di notte avanzavano, levando una bellissima voce,&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Esse apparvero a lui mentre pascolava il gregge e lo esortarono a celebrare la stirpe degli dèi (ww.22-34):&lt;br /&gt;
&amp;quot;Esse un tempo insegnarono a Esiodo il bel canto,&lt;br /&gt;
mentre pascolava gli agnelli ai piedi del divino Elicona.&lt;br /&gt;
A me per la prima volta le dèe rivolsero la parola,&lt;br /&gt;
le Muse dell'Olimpo, le figlie dell'egioco Zeus:&lt;br /&gt;
'Pastori selvaggi, brutte creature, solo ventre,&lt;br /&gt;
[[noi sappiamo dire molte menzogne simili a verità]]&lt;br /&gt;
[[ma sappiamo, se vogliamo, cantare il vero.]] &lt;br /&gt;
Così dissero le figlie del grande Zeus, veridiche,&lt;br /&gt;
[[e mi diedero come scettro un ramo di alloro fiorente,]]&lt;br /&gt;
dopo averlo colto, ammirabile; &lt;br /&gt;
[[mi ispirarono un canto divino, affinche celebrassi il futuro e il presente]][[e mi esortarono a celebrare con inni la stirpe degli dèe beati immortali]]&lt;br /&gt;
[[e a cantare loro stesso, all'inizio e alla fine, sempre]].&amp;quot;&lt;br /&gt;
Questo tipo di prologo, detto anche ''ascreo'' o ''esiodeo'', è una sorta di investitura poetica: sarà ripreso in seguito da altri poeti, per es. da Callimaco nella sua opera di elegie, intitolata ''Aitia''. Il poeta obbedisce alle Muse e racconta che in origine fu il Caos primigenio, da cui nacquero Gea, Eros, Erebo, la Notte. Da Gea, per partenogenesi nacque Urano; da Gea e Urano nacquero i Titani, i Ciclopi e i Centimani. Urano ricacciava nel ventre della Terra (Gea) tutti i figli che generava; alla fine Gea, non potendone più, riunì i figli e chiese loro di aiutarla a vendicarsi di Urano; nessuno dei figli accettò, tranne Crono, cui la madre diede una falce (fabbricata con l'acciaio che Gea aveva prodotto dalle sue viscere). Con questa Crono tagliò i genitali del padre e li scagliò in mare: dal sangue di questi nacquero le Erinni, dalla spuma Afrodite. Crono prese il posto di Urano e sposò poi Rea, una dei Titani; anche lui fu un padre dispotico: ingoiava tutti i figli che nascevano, temendo che lo detronizzassero come lui aveva fatto con il padre Urano, finché Rea decise di partorire l'ultimo figlio nell'isola di Creta e di dare a Crono, anziché il figlio, una pietra avvolta nelle fasce. Così il figlio, Zeus appunto, fu salvo e, una volta divenuto adulto, spodestò il padre, costringendolo a vomitare tutti i figli che aveva ingoiato. Fra questi c'erano Ade, che divenne il dio degli Inferi, e Poseidone, che ebbe il dominio del mare.&lt;br /&gt;
Zeus si trovò, però, a combattere con i Titani (la famosa Titanomachia) e li vinse grazie alla folgore che forgiarono per lui i Ciclopi. In seguito a questa vittoria, Zeus divenne il signore dell'universo. Da Zeus nacquero gli dèi dell'Olimpo: Apollo e Artemide (da Latona), Ares (da Era), Efesto (da Era; secondo una tradizione Efesto sarebbe figlio di Era soltanto), Dioniso (da Semele), Hermes (da Maia), Atena (dalla testa di Zeus). Segue poi la generazione di figli nati da dèe e da uomini mortali e con questo elenco termina l'opera.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Le Opere e i Giorni====&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francesca</name></author>	</entry>

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		<id>http://www.patriziafornaciari.it/wikiscuola/index.php?title=Utente:Francesca</id>
		<title>Utente:Francesca</title>
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				<updated>2009-02-14T16:42:42Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;Francesca:&amp;#32;/* Teogonia */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;='''Esiodo'''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''Vita'''=&lt;br /&gt;
Le notizie sulla vita di Esiodo, il primo poeta della letteratura greca fornito di una sua &amp;quot;carta d'identità&amp;quot;, si ricavano da quello che egli stesso dice di sé nelle sue opere. Sappiamo, quindi, con certezza, che egli nacque ad Ascra, in Beozia, dove il padre, commerciante, si era trasferito da Cuma eolica, in seguito ad un dissesto economico. La data di nascita si colloca intorno alla metà dell'VIII sec., poiché intorno al 720 a.C. avrebbe partecipato ad una gara poetica durante i ludi in onore di un eroe, Anfidamante, caduto nella guerra lelanzia, combattuta in Eubea, tra le città di Calcide ed Eretria, per il possesso della pianura di Lelanto. Del viaggio in mare Esiodo si lamenta, tanto che non osò più affrontare la navigazione. in quella gara vinse un tripode di bronzo che consacrò alle Muse, sul monte Elicona, dove un tempo gli erano apparse per consacrarlo poeta (v. ''Teogonia''). Un'altra notizia biografica riguarda la lite con il fratello Perse che, in seguito alla morte del padre, dopo aver dilapidato i beni ereditati, ottenne con la complicità di giudici corrotti anche una parte delle terre toccate ad  Esiodo. Questo episodio fu l'occasione per la composizione dell'altra opera importante di Esiodo, ''Le Opere e i Giorni''. Leggendarie sembrano altre storie: quella del ''Certame tra Omero ed Esiodo'' e quella della morte per uccisione che gli sarebbe toccata per aver violentato una giovane fanciulla. La sua tomba, dopo la distruzione di Ascra, fu trasferita ad Orcomeno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''Opere'''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Teogonia====&lt;br /&gt;
Poema in esametri, racconta l'origine del mondo (la prima parte  è una cosmogonia) e la nascita degli dèi (questa è la vera e propria teogonia). &lt;br /&gt;
Nei ww.1-10 del prologo, Esiodo invoca le Muse abitanti dell'Elicona [in Beozia]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
http://www.favolatours.com/grecia/gr-centrale/beozia/icone/beozia-map_01.gif&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;quot;Cominciamo a cantare le Muse dell'Elicona,&lt;br /&gt;
che abitano la grande e divina montagna dell'Elicona,&lt;br /&gt;
e vicino alla fonte dall'aspetto oscuro, con i piedi delicati,&lt;br /&gt;
danzano e vicino all'altare del forte Crono;&lt;br /&gt;
e dopo essersi lavate la tenera pelle (nell'acqua) del Permesso&lt;br /&gt;
o dell'Ippocrene o dell'Olmio divino,&lt;br /&gt;
intrecciarono danze sulla vetta più alta dell'Elicona,&lt;br /&gt;
belle leggiadre e volteggiarono con i piedi.&lt;br /&gt;
Di là allontanandosi, avvolte in una fitta nebbia,&lt;br /&gt;
di notte avanzavano, levando una bellissima voce,&amp;quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Esse apparvero a lui mentre pascolava il gregge e lo esortarono a celebrare la stirpe degli dèi (ww.22-34):&lt;br /&gt;
&amp;quot;Esse un tempo insegnarono a Esiodo il bel canto,&lt;br /&gt;
mentre pascolava gli agnelli ai piedi del divino Elicona.&lt;br /&gt;
A me per la prima volta le dèe rivolsero la parola,&lt;br /&gt;
le Muse dell'Olimpo, le figlie dell'egioco Zeus:&lt;br /&gt;
'Pastori selvaggi, brutte creature, solo ventre,&lt;br /&gt;
[[noi sappiamo dire molte menzogne simili a verità]]&lt;br /&gt;
[[ma sappiamo, se vogliamo, cantare il vero.]] &lt;br /&gt;
Così dissero le figlie del grande Zeus, veridiche,&lt;br /&gt;
[[e mi diedero come scettro un ramo di alloro fiorente,]]&lt;br /&gt;
dopo averlo colto, ammirabile; [[mi ispirarono un canto&lt;br /&gt;
divino, affinche celebrassi il futuro (ciò che sarà) e il presente (ciò che è)]]&lt;br /&gt;
[[e mi esortarono a celebrare con inni la stirpe degli dèe beati immortali]]&lt;br /&gt;
[[e a cantare loro stesso, all'inizio e alla fine, sempre]].&amp;quot;&lt;br /&gt;
Questo tipo di prologo, detto anche ''ascreo'' o ''esiodeo'', è una sorta di investitura poetica: sarà ripreso in seguito da altri poeti, per es. da Callimaco nella sua opera di elegie, intitolata ''Aitia''. Il poeta obbedisce alle Muse e racconta che in origine fu il Caos primigenio, da cui nacquero Gea, Eros, Erebo, la Notte. Da Gea, per partenogenesi nacque Urano; da Gea e Urano nacquero i Titani, i Ciclopi e i Centimani. Urano ricacciava nel ventre della Terra (Gea) tutti i figli che generava; alla fine Gea, non potendone più, riunì i figli e chiese loro di aiutarla a vendicarsi di Urano; nessuno dei figli accettò, tranne Crono, cui la madre diede una falce (fabbricata con l'acciaio che Gea aveva prodotto dalle sue viscere). Con questa Crono tagliò i genitali del padre e li scagliò in mare: dal sangue di questi nacquero le Erinni, dalla spuma Afrodite. Crono prese il posto di Urano e sposò poi Rea, una dei Titani; anche lui fu un padre dispotico: ingoiava tutti i figli che nascevano, temendo che lo detronizzassero come lui aveva fatto con il padre Urano, finché Rea decise di partorire l'ultimo figlio nell'isola di Creta e di dare a Crono, anziché il figlio, una pietra avvolta nelle fasce. Così il figlio, Zeus appunto, fu salvo e, una volta divenuto adulto, spodestò il padre, costringendolo a vomitare tutti i figli che aveva ingoiato. Fra questi c'erano Ade, che divenne il dio degli Inferi, e Poseidone, che ebbe il dominio del mare.&lt;br /&gt;
Zeus si trovò, però, a combattere con i Titani (la famosa Titanomachia) e li vinse grazie alla folgore che forgiarono per lui i Ciclopi. In seguito a questa vittoria, Zeus divenne il signore dell'universo. Da Zeus nacquero gli dèi dell'Olimpo: Apollo e Artemide (da Latona), Ares (da Era), Efesto (da Era; secondo una tradizione Efesto sarebbe figlio di Era soltanto), Dioniso (da Semele), Hermes (da Maia), Atena (dalla testa di Zeus). Segue poi la generazione di figli nati da dèe e da uomini mortali e con questo elenco termina l'opera.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Le Opere e i Giorni====&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francesca</name></author>	</entry>

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		<summary type="html">&lt;p&gt;Francesca:&amp;#32;/* Liceo Statale Archita */&lt;/p&gt;
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 Per informazioni '''tecniche''' leggi il [http://it.wikipedia.org/wiki/Aiuto:Guida_essenziale manuale del Wiki], ma se hai fretta d'imparare&lt;br /&gt;
 leggi i sintetici consigli di '''Alberto''' sulla pagina di [[Wikiscuola:Aiuto|Aiuto]] nel menù a sinistra,&lt;br /&gt;
 che rimane sempre visibile e facilmente raggiungibile.&lt;br /&gt;
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=== Liceo Scientifico «G. Galilei» di Manfredonia ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le pagine di lavoro del [[Liceo Scientifico «G. Galilei» di Manfredonia]]&lt;br /&gt;
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Le '''immagini''' usate per le '''icone''' sono state messe a disposizione del sito web [http://tux.crystalxp.net/ crystalxp.net].&lt;br /&gt;
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In particolare: [http://tux.crystalxp.net/en.id.1568-overlord59-overlord59-tux-g2.html tux-g2], [http://tux.crystalxp.net/en.id.1764-overlord59-tux-teacher.html tux-teacher] e [http://tux.crystalxp.net/en.id.1808-le_fra-einstein-tux.html tux-einstein].&lt;br /&gt;
=== Liceo Statale Archita ===&lt;br /&gt;
 Per la classe I sez. B (indirizzo classico)&lt;br /&gt;
Lezione di Letteratura Greca: Esiodo, il poeta nato ad Ascra in Beozia, intorno alla metà dell'VIII sec. a.C.&lt;br /&gt;
[[Utente:Francesca|Esiodo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francesca</name></author>	</entry>

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Lezione di Letteratura Greca: Esiodo, il poeta nato ad Ascra in Beozia, intorno alla metà dell'VIII sec. a.C.&lt;br /&gt;
[[Esiodo:|Esiodo]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francesca</name></author>	</entry>

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		<title>Utente:Francesca</title>
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				<updated>2009-02-10T20:06:09Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;Francesca:&amp;#32;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;='''Esiodo'''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''Vita'''=&lt;br /&gt;
Le notizie sulla vita di Esiodo, il primo poeta della letteratura greca fornito di una sua &amp;quot;carta d'identità&amp;quot;, si ricavano da quello che egli stesso dice di sé nelle sue opere. Sappiamo, quindi, con certezza, che egli nacque ad Ascra, in Beozia, dove il padre, commerciante, si era trasferito da Cuma eolica, in seguito ad un dissesto economico. La data di nascita si colloca intorno alla metà dell'VIII sec., poiché intorno al 720 a.C. avrebbe partecipato ad una gara poetica durante i ludi in onore di un eroe, Anfidamante, caduto nella guerra lelanzia, combattuta in Eubea, tra le città di Calcide ed Eretria, per il possesso della pianura di Lelanto. Del viaggio in mare Esiodo si lamenta, tanto che non osò più affrontare la navigazione. in quella gara vinse un tripode di bronzo che consacrò alle Muse, sul monte Elicona, dove un tempo gli erano apparse per consacrarlo poeta (v. ''Teogonia''). Un'altra notizia biografica riguarda la lite con il fratello Perse che, in seguito alla morte del padre, dopo aver dilapidato i beni ereditati, ottenne con la complicità di giudici corrotti anche una parte delle terre toccate ad  Esiodo. Questo episodio fu l'occasione per la composizione dell'altra opera importante di Esiodo, ''Le Opere e i Giorni''. Leggendarie sembrano altre storie: quella del ''Certame tra Omero ed Esiodo'' e quella della morte per uccisione che gli sarebbe toccata per aver violentato una giovane fanciulla. La sua tomba, dopo la distruzione di Ascra, fu trasferita ad Orcomeno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
='''Opere'''=&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Teogonia====&lt;br /&gt;
Poema in esametri, racconta l'origine del mondo (la prima parte  è una cosmogonia) e la nascita degli dèi (questa è la vera e propria teogonia). &lt;br /&gt;
Nel prologo (ww.1-10) Esiodo invoca le Muse abitanti dell'Elicona (in Beozia) che apparvero a lui mentre pascolava il gregge e lo esortarono a celebrare la stirpe degli dèi. Questo tipo di prologo, detto anche ''ascreo'' o ''esiodeo'', è una sorta di investitura poetica: sarà ripreso in seguito da altri poeti, per es. da Callimaco nella sua opera di elegie, intitolata ''Aitia''. Il poeta obbedisce alle Muse e racconta che in origine fu il Caos primigenio, da cui nacquero Gea, Eros, Erebo, la Notte. Da Gea, per partenogenesi nacque Urano; da Gea e Urano nacquero i Titani, i Ciclopi e i Centimani. Urano ricacciava nel ventre della Terra (Gea) tutti i figli che generava; alla fine Gea, non potendone più, riunì i figli e chiese loro di aiutarla a vendicarsi di Urano; nessuno dei figli accettò, tranne Crono, cui la madre diede una falce (fabbricata con l'acciaio che Gea aveva prodotto dalle sue viscere). Con questa Crono tagliò i genitali del padre e li scagliò in mare: dal sangue di questi nacquero le Erinni, dalla spuma Afrodite. Crono prese il posto di Urano e sposò poi Rea, una dei Titani; anche lui fu un padre dispotico: ingoiava tutti i figli che nascevano, temendo che lo detronizzassero come lui aveva fatto con il padre Urano, finché Rea decise di partorire l'ultimo figlio nell'isola di Creta e di dare a Crono, anziché il figlio, una pietra avvolta nelle fasce. Così il figlio, Zeus appunto, fu salvo e, una volta divenuto adulto, spodestò il padre, costringendolo a vomitare tutti i figli che aveva ingoiato. Fra questi c'erano Ade, che divenne il dio degli Inferi, e Poseidone, che ebbe il dominio del mare.&lt;br /&gt;
Zeus si trovò, però, a combattere con i Titani (la famosa Titanomachia) e li vinse grazie alla folgore che forgiarono per lui i Ciclopi. In seguito a questa vittoria, Zeus divenne il signore dell'universo. Da Zeus nacquero gli dèi dell'Olimpo: Apollo e Artemide (da Latona), Ares (da Era), Efesto (da Era; secondo una tradizione Efesto sarebbe figlio di Era soltanto), Dioniso (da Semele), Hermes (da Maia), Atena (dalla testa di Zeus). Segue poi la generazione di figli nati da dèe e da uomini mortali e con questo elenco termina l'opera.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Francesca</name></author>	</entry>

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