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		<title>Wikiscuola - Contributi utente [it]</title>
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		<updated>2026-06-17T09:16:05Z</updated>
		<subtitle>Da Wikiscuola.</subtitle>
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		<id>http://www.patriziafornaciari.it/wikiscuola/index.php?title=Analisi_del_documento_nell%27ambito_della_fisica</id>
		<title>Analisi del documento nell'ambito della fisica</title>
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				<updated>2006-10-19T16:41:47Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;84.222.253.227:&amp;#32;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;=&amp;lt;CENTER&amp;gt;ANALISI DEL DOCUMENTO &amp;quot;IL SAGGIATORE&amp;quot;&amp;lt;/CENTER&amp;gt;=&lt;br /&gt;
fonte primaria, scritta in cui Galileo  ci presenta una nuova visione della filosofia. Galileo dice che la filosofia si trova nella natura che ci circonda, che viene rappresentata come un grande libro in cui si trova scritta la storia dell'universo che non può essere capita da chi non conosce il linguaggio matematico. (Ceragioli Timothy)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
IL SAGGIATORE&lt;br /&gt;
La filosofia è scritta in un grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi agli occhi (l’universo), ma non lo si può capire se prima non impariamo la lingua e i caratteri con i quali è scritto. Esso è scritto in lingua matematica, e i caratteri sono triangoli, cerchi, ed altre figure geometriche, e senza questi mezzi è impossibile comprendere una sola parola (senza questi è un aggirarsi vanamente per un oscuro laberinto). (Valerio Maggi)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
il saggiatore è stato scritto da Galileo Galilei in italia nel 1623.&lt;br /&gt;
Lo scopo era quello di polemizzare con il padre gesuita Grassi sulla natura delle comete ed altri problemi di ordine metodologico.Il risultato voluto da Galileo, nel passo da noi letto, è quello di dimostrare a Lotario Sarsi Sigensano che l'universo è composto di formule matematiche e bisogna studiare l'universo secondo queste formule matematiche. In questo passo Galileo si considera superiore al Sarsi ma è alla pari con l'interlocutore Monsignor Virginio Cesarini.&lt;br /&gt;
Il libro è scritto in italiano e lo stile è alto.&lt;br /&gt;
L'opnione dominante nel XVII sec. era contraria a Galileo e favorevole alle teorie della Chiesa, che si occupava si astronomia e di fisica perché non era ancora definitop il distacco tra scienza e religione. La tecnica e gli strumenti utilizzati da Galileo erano considerati capaci di sbagliare perché non ancora perfezionati. (Andrea Palagi)&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>84.222.253.227</name></author>	</entry>

	<entry>
		<id>http://www.patriziafornaciari.it/wikiscuola/index.php?title=Risposte_allla_domanda</id>
		<title>Risposte allla domanda</title>
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				<updated>2006-10-19T16:29:38Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;84.222.253.227:&amp;#32;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;il nuovo metodo scientifico si basa sull'osservazioni e l'analisi di fatti ed eventi. la novità, rispetto al periodo medioevale, sta nel distacco che c'è fra fede e scienza. il nuovo metodo fu introdotto da Bacone e dice che la natura deve essere seguita in modo intuitivo e induttivo. il metodo scientifico fu creato per evitare dei soggettivismi tra le tesi cosa molto comune nel periodo pre-baconiano. (Ceragioli Timothy)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il nuovo metodo della scienza è il metodo scientifico sperimentale.Introdotto il problema da Bacone che non gli ha dato una risposta, il quesito è stato risolto da Cartesio attraverso le 4 regole:&lt;br /&gt;
- Regola dell'evidenza:nessuna asserzione deve essere accettata per vera, se non è totalmente evidente&lt;br /&gt;
- Regola dell'analisi: le asserzioni complesse devono essere scomposte nelle loro asserzioni più semplici&lt;br /&gt;
- Regola della sintesi: le asserzioni semplici vanno connesse tra loro in unità complesse sulla base di evidenti punti di collegamento&lt;br /&gt;
- Regola della riprova: tutte le singole verità vanno di nuovo analizzate in modo da non permettere possibili errori.&lt;br /&gt;
il metodo scientifico è stato poi ripreso da Galileo Galilei. (Andrea Palagi)&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>84.222.253.227</name></author>	</entry>

	<entry>
		<id>http://www.patriziafornaciari.it/wikiscuola/index.php?title=Legge_di_gravitazione_universale</id>
		<title>Legge di gravitazione universale</title>
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				<updated>2006-10-19T16:22:29Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;84.222.253.227:&amp;#32;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;quot;Qualsiasi oggetto dell'Universo attrae ogni altro oggetto con una forza diretta lungo la linea che congiunge i baricentri dei due oggetti, di intensità direttamente proporzionale al prodotto delle loro masse ed inversamente proporzionale al quadrato della loro distanza&amp;quot;.  (Ceragioli Timothy)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
la legge di gravitazione universale fu enunciata da Newton e dice che due corpi  si attraggono con una forza direttamente proporzionale al prodotto delle masse ed inversamente proporzionale al quadrato delle distanze, in formula:&lt;br /&gt;
F= G*m1*m2/(r^2) dove G è la costante di gravitazione universale pari a 6,67*10^-11 N*m^2/Kg^2&lt;br /&gt;
(Andrea Palagi)&lt;br /&gt;
Torna a [[quarta-sta]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>84.222.253.227</name></author>	</entry>

	<entry>
		<id>http://www.patriziafornaciari.it/wikiscuola/index.php?title=Legge_di_gravitazione_universale</id>
		<title>Legge di gravitazione universale</title>
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				<updated>2006-10-19T16:20:52Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;84.222.253.227:&amp;#32;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;quot;Qualsiasi oggetto dell'Universo attrae ogni altro oggetto con una forza diretta lungo la linea che congiunge i baricentri dei due oggetti, di intensità direttamente proporzionale al prodotto delle loro masse ed inversamente proporzionale al quadrato della loro distanza&amp;quot;.  (Ceragioli Timothy)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
la legge di gravitazione universale fu enunciata da Newton e dice che due corpi  si attraggono con una forza direttamente proporzionale al prodotto delle masse ed inversamente proporzionale al quadrato delle distanze, in formula:&lt;br /&gt;
F= G*m1*m2/(r^2) dove G è la costante di gravitazione universale pari a 6,67*10^-11 N*m^2/Kg^2&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>84.222.253.227</name></author>	</entry>

	<entry>
		<id>http://www.patriziafornaciari.it/wikiscuola/index.php?title=Legge_della_caduta_dei_gravi_(moto_uniforme_accelerato)</id>
		<title>Legge della caduta dei gravi (moto uniforme accelerato)</title>
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				<updated>2006-10-19T16:17:09Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;84.222.253.227:&amp;#32;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;LA LEGGE DI CADUTA DEI GRAVI &lt;br /&gt;
Secondo Galileo il peso non influenzava la velocità di caduta dei gravi in quanto cadono tutti con la stessa velocità , che é proporzionale non al peso , ma al tempo trascorso da quando il moto é iniziato ( se lancio un oggetto , prima va lento e poi aumenta la velocità col passare del tempo) . Però se facciamo cadere una palla di piombo e un batuffolo di cotone ci accorgiamo subito che non cadono alla stessa velocità. Se Galileo fosse quindi salito sulla Torre di Pisa e avesse fatto cadere una palla di piombo e un batuffolo di cotone per dimostrare che il peso non conta avrebbe fallito . Galileo ha ragione solamente in considerazioni particolarissime (ideali) : la legge di caduta dei gravi galileiana vale esclusivamente nel vuoto ; nel vuoto sì che i corpi cadrebbero tutti alla stessa velocità . Quando non c' é il vuoto é ovvio che un oggetto meno pesante occupa più spazio in proporzione al peso e occupando più spazio c' é un attrito maggiore nella caduta dovuto all’aria presente nella nostra atmosfera.&lt;br /&gt;
(Valerio Maggi)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
il moto uniformemente accelerato è il moto di un corpo che subisce un'accelerazione costante, in modo tale che la sua variazione di velocità risulta proporzionale al tempo trascorso. Se la direzione del vettore velocità è uguale a quella del vettore spostamento, il moto prende nome di moto rettilineo uniformemente accelerato.&lt;br /&gt;
Un esempio di moto rettilineo uniformemente accelerato è la caduta libera di un corpo determinata dall'accelerazione di gravità in un campo gravitazionale costante ed in assenza di attrito.&lt;br /&gt;
per trovare lo spazio percorso si usa questa formula: s=s0+v0t+1/2at^2&lt;br /&gt;
per trovare la velocità in un dato istante: v=v0+at&lt;br /&gt;
(Andrea Palagi)&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>84.222.253.227</name></author>	</entry>

	<entry>
		<id>http://www.patriziafornaciari.it/wikiscuola/index.php?title=Moto_del_pendolo</id>
		<title>Moto del pendolo</title>
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				<updated>2006-10-19T16:11:28Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;84.222.253.227:&amp;#32;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Il pendolo, detto anche pendolo semplice, è un sistema fisico molto semplice, costituito da un filo inestensibile e da una massa m fissata alla sua estremità. I primi esperimenti fatti su tale sistema risalgono a Galileo Galilei, che ne ha anche descritto dettagliatamente il moto.&lt;br /&gt;
Tale sistema può essere studiato molto semplicemente andando ad esaminare il tipo di moto che la massa, sottoposta alla forza di gravità, compie. La massa in questione oscilla, lungo una traiettoria circolare. (Ceragioli Timothy)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
IL PENDOLO&lt;br /&gt;
Le oscillazioni di un pendolo, purché non troppo ampie, sono un fenomeno periodico molto regolare.  &lt;br /&gt;
Galileo Galilei (1564-1642), intuì la caratteristica essenziale dei moti pendolari nel 1583, probabilmente osservando l'oscillazione di un lampadario nel duomo di Pisa: la durata di quelle lente oscillazioni, che misurò con il battito del polso, rimaneva immutata, nonostante la loro ampiezza diminuisse sempre di più. &lt;br /&gt;
Gli esperimenti al riguardo, ripresi da lui in modo sistematico nel 1602, lo condussero a formulare il principio dell'isocronismo delle piccole oscillazioni del pendolo: se il pendolo viene spostato (al massimo) di qualche grado dalla verticale, l'oscillazione è indipendente dall'ampiezza. Galileo estese poi, in modo sbagliato, questo principio, a oscillazioni del pendolo di qualsiasi ampiezza. &lt;br /&gt;
(Valerio Maggi)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
il moto del pandolo è stato enunciato per la prima volta da Galileo Galilei e dice che il periodo di un pendolo sempilce dipende solo dalla lunghezza del filo e dall'accelerazione di gravità e non dalla massa dell'oggetto attaccato al pendolo. (Andrea Palagi)&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>84.222.253.227</name></author>	</entry>

	<entry>
		<id>http://www.patriziafornaciari.it/wikiscuola/index.php?title=Moto_del_pendolo</id>
		<title>Moto del pendolo</title>
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				<updated>2006-10-19T16:10:59Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;84.222.253.227:&amp;#32;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Il pendolo, detto anche pendolo semplice, è un sistema fisico molto semplice, costituito da un filo inestensibile e da una massa m fissata alla sua estremità. I primi esperimenti fatti su tale sistema risalgono a Galileo Galilei, che ne ha anche descritto dettagliatamente il moto.&lt;br /&gt;
Tale sistema può essere studiato molto semplicemente andando ad esaminare il tipo di moto che la massa, sottoposta alla forza di gravità, compie. La massa in questione oscilla, lungo una traiettoria circolare. (Ceragioli Timothy)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
IL PENDOLO&lt;br /&gt;
Le oscillazioni di un pendolo, purché non troppo ampie, sono un fenomeno periodico molto regolare.  &lt;br /&gt;
Galileo Galilei (1564-1642), intuì la caratteristica essenziale dei moti pendolari nel 1583, probabilmente osservando l'oscillazione di un lampadario nel duomo di Pisa: la durata di quelle lente oscillazioni, che misurò con il battito del polso, rimaneva immutata, nonostante la loro ampiezza diminuisse sempre di più. &lt;br /&gt;
Gli esperimenti al riguardo, ripresi da lui in modo sistematico nel 1602, lo condussero a formulare il principio dell'isocronismo delle piccole oscillazioni del pendolo: se il pendolo viene spostato (al massimo) di qualche grado dalla verticale, l'oscillazione è indipendente dall'ampiezza. Galileo estese poi, in modo sbagliato, questo principio, a oscillazioni del pendolo di qualsiasi ampiezza. &lt;br /&gt;
(Valerio Maggi)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
il moto del pandolo è stato enunciato per la prima volta da Galileo Galilei e dice che il periodo di un pendolo sempilce dipende solo dalla lunghezza del filo e dall'accelerazione di gravità e non dalla massa dell'oggetto attaccato al pendolo&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>84.222.253.227</name></author>	</entry>

	<entry>
		<id>http://www.patriziafornaciari.it/wikiscuola/index.php?title=Principio_d%C3%83%C2%A2%C3%A2%E2%80%9A%C2%AC%C3%A2%E2%80%9E%C2%A2inerzia</id>
		<title>Principio dÃ¢â‚¬â„¢inerzia</title>
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				<updated>2006-10-19T16:07:25Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;84.222.253.227:&amp;#32;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Il principio di inerzia  afferma che un corpo permane nel suo stato di moto imperturbato (stato di quiete o di moto rettilineo uniforme), se non è sottoposto a forze esterne.in parole povere tutti i corpi che non siano sottoposti ad alcuna forza rimangono in quiete o si muovono di moto rettilineo con velocità costante. (Ceragioli Timothy)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Galileo intuì il principio di inerzia , che poi sarà formulato adeguatamente da Cartesio . Il principio di inerzia dice che se conferisco movimento ad un corpo , esso tende a tenere quel moto all'infinito : Se un oggetto si muove quindi ciò che va spiegato è perché si fermi. Il mutamento di stato (da moto passa ad inerzia) è dovuto all'accelerazione cioè il cambiamento di velocità . Galileo sostiene che quiete e moto siano due stati . Noi oggi sappiamo ( come Galileo aveva già intuito ) che quando lanciamo per aria una penna , la poniamo in un nuovo stato   ( il movimento ) ; il cambiamento non sta nel movimento , ma nell' accelerazione . Potremmo considerare la quiete , in altre parole , come un movimento particolare ( movimento zero). Ma come arrivò Galileo a formulare il principio di inerzia ? Vi arrivò lavorando sul piano inclinato : osservò che lanciando una biglia di bronzo ad una certa velocità , se lanciata in salita andrà progressivamente diminuendo di velocità ; viceversa , lanciata alla stessa velocità in discesa avrà un progressivo aumento di velocità . Chiaramente si accorse di come la accelerazione ( se mandata in discesa ) e la decelerazione ( se mandata in salita ) fossero tanto maggiori o minori a seconda dell' inclinazione del piano . Con il classico processo di estrapolazione ( ricavare un dato sconosciuto tramite dati conosciuti ) arrivò ad ipotizzare che in assenza assoluta di declinazione o inclinazione del piano ( ossia in assenza di un fattore di disturbo che intervenga ) la biglia dovrebbe proseguire all' infinito nel moto in cui la si mette.(Valerio Maggi)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
il principio d'inerzia(primo principio della dinamica) è stato enunciato da Isaac Newton nel 1687 nel suo libro Philosophiæ naturalis principia matematica e afferma che un punto materiale sul quale non agiscono forze rimane nel suo stato di quiete o di moto rettilineo ed uniforme. (Andrea Palagi)&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>84.222.253.227</name></author>	</entry>

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