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		<title>Wikiscuola - Contributi utente [it]</title>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;82.55.193.172:&amp;#32;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Su Internet si può trovare di tutto, ma nessuno ci garantisce che la qualità sia buona (le informazioni sono giuste o sono inventate? le intenzioni di chi le pubblica sono didattiche, scientifiche, o che altro.&lt;br /&gt;
Qualche suggerimento per una ricerca corretta&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* studia prima l'argomento e documentati sulle parole chiave relative all'argomento&lt;br /&gt;
* cerca i documento originali e i testi che difficilmente troveresti a casa&lt;br /&gt;
* domandati se il sito che hai trovato è attendibile, se la fonte che lo eroga è autorevole&lt;br /&gt;
* domandati chi è l'autore, se è conosciuto (meglio accedere a siti di Università o enti ufficiali e riconosciuti).&lt;br /&gt;
* sai riconoscere le finalità del sito (perché pubblica questi documenti? ha finalità didattiche o di studio specialistico? che altro?)&lt;br /&gt;
* si capisce il contesto da cui sono state tratte le fonti? Ci sono degli intenti espliciti o impliciti? ci sono link ad altrisiti significativi?&lt;br /&gt;
* se quello che cerchi è nelle pagine interne del sito devi saper indicare il percorso&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>82.55.193.172</name></author>	</entry>

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		<id>http://www.patriziafornaciari.it/wikiscuola/index.php?title=Ambito_religioso.</id>
		<title>Ambito religioso.</title>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;82.55.193.172:&amp;#32;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;==&amp;lt;CENTER&amp;gt;&amp;lt;B&amp;gt;Ambito religioso&amp;lt;/B&amp;gt;&amp;lt;/CENTER&amp;gt;==&lt;br /&gt;
===Nel ‘600 la scienza era autonoma nella ricerca?===&lt;br /&gt;
Per rispondere a questa domanda documentati .&lt;br /&gt;
[[Risposte alla domanda]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Qualche suggerimento ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Una fonte utile, [http://www.filosofico.net/Antologia_file/AntologiaB/BELLARMINO_%20SI%20TORNA%20ALLA%20TESI%20D.htm Il cardinale Bellarmino a Paolo Antonio Foscarini (12 aprile 1615)] &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Trova altro materiale su [[internet]]&lt;br /&gt;
 [[analisi del documento]]&lt;br /&gt;
Alcune parole chiave da cercare &lt;br /&gt;
*[[Cardinale Bellarmino]]&lt;br /&gt;
*[[Abiura]]&lt;br /&gt;
*[[Sant’Uffizio]]&lt;br /&gt;
*[[Congregazione dell’Indice]]&lt;br /&gt;
*[[Sacre Scritture]]&lt;br /&gt;
*[[Riabilitazione storica]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Torna a [[quarta-sta]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>82.55.193.172</name></author>	</entry>

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		<id>http://www.patriziafornaciari.it/wikiscuola/index.php?title=Il_significato_letterale_e_storico</id>
		<title>Il significato letterale e storico</title>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;82.55.193.172:&amp;#32;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Potete spiegare il '''significato letterale''' del documento facendo un '''breve riassunto&lt;br /&gt;
'''&lt;br /&gt;
Per spiegare il '''significato storico''' potete rispondere a queste domande&lt;br /&gt;
# quando è stato scritto?&lt;br /&gt;
# da chi e dove è stato scritto?&lt;br /&gt;
# qual è lo stile e il linguaggio usato?&lt;br /&gt;
# quali sono le intenzioni esplicite dell'autore del documento? (per quale scopo l'ha scritto? quale risultato vuole ottenere? come si rivolge al suo interlocutore? si mette alla pari o si considera superiore? che cosa vuole che il suo interlocutore pensi di lui?...)&lt;br /&gt;
# quali informazioni implicite possiamo ricavare sull'epoca in cui è stato scritto il documento? (quali erano le opinioni dominanti in quell'epoca? chi si occupava di questioni astronomiche e fisiche? perché? quali erano le questioni dibattute allora? come venivano considerati la tecnica e più in generale  gli strumenti? perché viene usato questo stile e questo linguaggio?...)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
torna a [[Quarta-sta]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>82.55.193.172</name></author>	</entry>

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		<id>http://www.patriziafornaciari.it/wikiscuola/index.php?title=Ambito_dell%C3%83%C2%A2%C3%A2%E2%80%9A%C2%AC%C3%A2%E2%80%9E%C2%A2astronomia.</id>
		<title>Ambito dellÃ¢â‚¬â„¢astronomia.</title>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;82.55.193.172:&amp;#32;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;==&amp;lt;CENTER&amp;gt;Ambito dell'Astronomia&amp;lt;/CENTER&amp;gt;==&lt;br /&gt;
===Quali furono le novità nel campo dell’astronomia?===&lt;br /&gt;
Per rispondere a questa domanda documentati [[Risposta]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Qualche suggerimento==&lt;br /&gt;
*Una fonte utile [http://www.liberliber.it/biblioteca/g/galilei/index.htm Al discreto lettore], dal ''Dialogo sopra i due massimi sistemi'' &lt;br /&gt;
*Trova altro materiale su internet &lt;br /&gt;
 [[analisi del documento]]&lt;br /&gt;
Alcune parole chiave da cercare &lt;br /&gt;
*[[Cannocchiale]]&lt;br /&gt;
*[[Sistema copernicano]]&lt;br /&gt;
*[[Sistema tolomaico, aristotelico]]&lt;br /&gt;
*[[Copernico]]&lt;br /&gt;
*[[Keplero]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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&lt;br /&gt;
==&amp;lt;CENTER&amp;gt;Al discreto lettore&amp;lt;/CENTER&amp;gt;==&lt;br /&gt;
===&amp;lt;CENTER&amp;gt;dal &amp;quot;Dialogo sopra i due massimi sistemi&amp;quot;&amp;lt;/CENTER&amp;gt;===&lt;br /&gt;
AL DISCRETO LETTORE&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si promulgò a gli anni passati in Roma un salutifero editto, che, per ovviare a' pericolosi scandoli dell'età presente, imponeva opportuno silenzio all'opinione Pittagorica della mobilità della Terra. Non mancò chi temerariamente asserí, quel decreto essere stato parto non di giudizioso esame, ma di passione troppo poco informata, e si udirono querele che consultori totalmente inesperti delle osservazioni astronomiche non dovevano con proibizione repentina tarpar l'ale a gl'intelletti speculativi. Non poté tacer il mio zelo in udir la temerità di sí fatti lamenti. Giudicai, come pienamente instrutto di quella prudentissima determinazione, comparir publicamente nel teatro del mondo, come testimonio di sincera verità. Mi trovai allora presente in Roma; ebbi non solo udienze, ma ancora applausi de i piú eminenti prelati di quella Corte; né senza qualche mia antecedente informazione seguì poi la publicazione di quel decreto. Per tanto è mio consiglio nella presente fatica mostrare alle nazioni forestiere, che di questa materia se ne sa tanto in Italia, e particolarmente in Roma, quanto possa mai averne imaginato la diligenza oltramontana; e raccogliendo insieme tutte le speculazioni proprie intorno al sistema Copernicano, far sapere che precedette la notizia di tutte alla censura romana, e che escono da questo clima non solo i dogmi per la salute dell'anima, ma ancora gl'ingegnosi trovati per delizie degl'ingegni.&lt;br /&gt;
A questo fine ho presa nel discorso la parte Copernicana, procedendo in pura ipotesi matematica, cercando per ogni strada artifiziosa di rappresentarla superiore, non a quella della fermezza della Terra assolutamente, ma secondo che si difende da alcuni che, di professione Peripatetici, ne ritengono solo il nome, contenti, senza passeggio, di adorar l'ombre, non filosofando con l'avvertenza propria, ma con solo la memoria di quattro principii mal intesi.&lt;br /&gt;
Tre capi principali si tratteranno. Prima cercherò di mostrare, tutte l'esperienze fattibili nella Terra essere mezi insufficienti a concluder la sua mobilità, ma indifferentemente potersi adattare cosí alla Terra mobile, come anco quiescente; e spero che in questo caso si paleseranno molte osservazioni ignote all'antichità. Secondariamente si esamineranno li fenomeni celesti, rinforzando l'ipotesi copernicana come se assolutamente dovesse rimaner vittoriosa, aggiungendo nuove speculazioni, le quali però servano per facilità d'astronomia, non per necessità di natura. Nel terzo luogo proporrò una fantasia ingegnosa. Mi trovavo aver detto, molti anni sono, che l'ignoto problema del flusso del mare potrebbe ricever qualche luce, ammesso il moto terrestre. Questo mio detto, volando per le bocche degli uomini, aveva trovato padri caritativi che se l'adottavano per prole di proprio ingegno. Ora, perché non possa mai comparire alcuno straniero che, fortificandosi con l'armi nostre, ci rinfacci la poca avvertenza in uno accidente cosí principale, ho giudicato palesare quelle probabilità che lo renderebbero persuasibile, dato che la Terra si movesse. Spero che da queste considerazioni il mondo conoscerà, che se altre nazioni hanno navigato piú, noi non abbiamo speculato meno, e che il rimettersi ad asserir la fermezza della Terra, e prender il contrario solamente per capriccio matematico, non nasce da non aver contezza di quant'altri ci abbia pensato, ma, quando altro non fusse, da quelle ragioni che la pietà, la religione, il conoscimento della divina onnipotenza, e la coscienza della debolezza dell'ingegno umano, ci somministrano.&lt;br /&gt;
Ho poi pensato tornare molto a proposito lo spiegare questi concetti in forma di dialogo, che, per non esser ristretto alla rigorosa osservanza delle leggi matematiche, porge campo ancora a digressioni, tal ora non meno curiose del principale argomento.&lt;br /&gt;
Mi trovai, molt'anni sono, piú volte nella maravigliosa città di Venezia in conversazione col signor Giovan Francesco Sagredo, illustrissimo di nascita, acutissimo d'ingegno.Venne là di Firenze il signor Filippo Salviati, nel quale il minore splendore era la chiarezza del sangue e la magnificenza delle ricchezze; sublime intelletto, che di niuna delizia piú avidamente si nutriva, che di specolazioni esquisite. Con questi due mi trovai spesso a discorrer di queste materie, con l'intervento di un filosofo peripatetico, al quale pareva che niuna cosa ostasse maggiormente per l'intelligenza del vero, che la fama acquistata nell'interpretazioni Aristoteliche.&lt;br /&gt;
Ora, poiché morte acerbissima ha, nel piú bel sereno de gli anni loro, privato di quei due gran lumi Venezia e Firenze, ho risoluto prolungar, per quanto vagliono le mie debili forze, la vita alla fama loro sopra queste mie carte, introducendoli per interlocutori della presente controversia. Né mancherà il suo luogo al buon Peripatetico, al quale, pel soverchio affetto verso i comenti di Simplicio, è parso decente, senza esprimerne il nome, lasciarli quello del reverito scrittore. Gradiscano quelle due grand'anime, al cuor mio sempre venerabili, questo publico monumento del mio non mai morto amore, e con la memoria della loro eloquenza mi aiutino a spiegare alla posterità le promesse speculazioni.&lt;br /&gt;
Erano casualmente occorsi (come interviene) varii discorsi alla spezzata tra questi signori, i quali avevano piú tosto ne i loro ingegni accesa, che consolata, la sete dell'imparare: però fecero saggia risoluzione di trovarsi alcune giornate insieme, nelle quali, bandito ogni altro negozio, si attendesse a vagheggiare con piú ordinate speculazioni le maraviglie di Dio nel cielo e nella terra. Fatta la radunanza nel palazzo dell'illustrissimo Sagredo, dopo i debiti, ma però brevi, complimenti, il signor Salviati in questa maniera incominciò.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>82.55.193.172</name></author>	</entry>

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		<title>Ambito dellÃ¢â‚¬â„¢astronomia.</title>
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&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;==&amp;lt;CENTER&amp;gt;Ambito dell'Astronomia&amp;lt;/CENTER&amp;gt;==&lt;br /&gt;
===Quali furono le novità nel campo dell’astronomia?===&lt;br /&gt;
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*Una fonte utile [http://www.liberliber.it/biblioteca/g/galilei/index.htm Al discreto lettore], dal ''Dialogo sopra i due massimi sistemi'' &lt;br /&gt;
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*[[Cannocchiale]]&lt;br /&gt;
*[[Sistema copernicano]]&lt;br /&gt;
*[[Sistema tolomaico, aristotelico]]&lt;br /&gt;
*[[Copernico]]&lt;br /&gt;
*[[Keplero]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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===&amp;lt;CENTER&amp;gt;dal &amp;quot;Dialogo sopra i due massimi sistemi&amp;quot;&amp;lt;/CENTER&amp;gt;===&lt;br /&gt;
AL DISCRETO LETTORE&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si promulgò a gli anni passati in Roma un salutifero editto, che, per ovviare a' pericolosi scandoli dell'età presente, imponeva opportuno silenzio all'opinione Pittagorica della mobilità della Terra. Non mancò chi temerariamente asserí, quel decreto essere stato parto non di giudizioso esame, ma di passione troppo poco informata, e si udirono querele che consultori totalmente inesperti delle osservazioni astronomiche non dovevano con proibizione repentina tarpar l'ale a gl'intelletti speculativi. Non poté tacer il mio zelo in udir la temerità di sí fatti lamenti. Giudicai, come pienamente instrutto di quella prudentissima determinazione, comparir publicamente nel teatro del mondo, come testimonio di sincera verità. Mi trovai allora presente in Roma; ebbi non solo udienze, ma ancora applausi de i piú eminenti prelati di quella Corte; né senza qualche mia antecedente informazione seguì poi la publicazione di quel decreto. Per tanto è mio consiglio nella presente fatica mostrare alle nazioni forestiere, che di questa materia se ne sa tanto in Italia, e particolarmente in Roma, quanto possa mai averne imaginato la diligenza oltramontana; e raccogliendo insieme tutte le speculazioni proprie intorno al sistema Copernicano, far sapere che precedette la notizia di tutte alla censura romana, e che escono da questo clima non solo i dogmi per la salute dell'anima, ma ancora gl'ingegnosi trovati per delizie degl'ingegni.&lt;br /&gt;
A questo fine ho presa nel discorso la parte Copernicana, procedendo in pura ipotesi matematica, cercando per ogni strada artifiziosa di rappresentarla superiore, non a quella della fermezza della Terra assolutamente, ma secondo che si difende da alcuni che, di professione Peripatetici, ne ritengono solo il nome, contenti, senza passeggio, di adorar l'ombre, non filosofando con l'avvertenza propria, ma con solo la memoria di quattro principii mal intesi.&lt;br /&gt;
Tre capi principali si tratteranno. Prima cercherò di mostrare, tutte l'esperienze fattibili nella Terra essere mezi insufficienti a concluder la sua mobilità, ma indifferentemente potersi adattare cosí alla Terra mobile, come anco quiescente; e spero che in questo caso si paleseranno molte osservazioni ignote all'antichità. Secondariamente si esamineranno li fenomeni celesti, rinforzando l'ipotesi copernicana come se assolutamente dovesse rimaner vittoriosa, aggiungendo nuove speculazioni, le quali però servano per facilità d'astronomia, non per necessità di natura. Nel terzo luogo proporrò una fantasia ingegnosa. Mi trovavo aver detto, molti anni sono, che l'ignoto problema del flusso del mare potrebbe ricever qualche luce, ammesso il moto terrestre. Questo mio detto, volando per le bocche degli uomini, aveva trovato padri caritativi che se l'adottavano per prole di proprio ingegno. Ora, perché non possa mai comparire alcuno straniero che, fortificandosi con l'armi nostre, ci rinfacci la poca avvertenza in uno accidente cosí principale, ho giudicato palesare quelle probabilità che lo renderebbero persuasibile, dato che la Terra si movesse. Spero che da queste considerazioni il mondo conoscerà, che se altre nazioni hanno navigato piú, noi non abbiamo speculato meno, e che il rimettersi ad asserir la fermezza della Terra, e prender il contrario solamente per capriccio matematico, non nasce da non aver contezza di quant'altri ci abbia pensato, ma, quando altro non fusse, da quelle ragioni che la pietà, la religione, il conoscimento della divina onnipotenza, e la coscienza della debolezza dell'ingegno umano, ci somministrano.&lt;br /&gt;
Ho poi pensato tornare molto a proposito lo spiegare questi concetti in forma di dialogo, che, per non esser ristretto alla rigorosa osservanza delle leggi matematiche, porge campo ancora a digressioni, tal ora non meno curiose del principale argomento.&lt;br /&gt;
Mi trovai, molt'anni sono, piú volte nella maravigliosa città di Venezia in conversazione col signor Giovan Francesco Sagredo, illustrissimo di nascita, acutissimo d'ingegno.Venne là di Firenze il signor Filippo Salviati, nel quale il minore splendore era la chiarezza del sangue e la magnificenza delle ricchezze; sublime intelletto, che di niuna delizia piú avidamente si nutriva, che di specolazioni esquisite. Con questi due mi trovai spesso a discorrer di queste materie, con l'intervento di un filosofo peripatetico, al quale pareva che niuna cosa ostasse maggiormente per l'intelligenza del vero, che la fama acquistata nell'interpretazioni Aristoteliche.&lt;br /&gt;
Ora, poiché morte acerbissima ha, nel piú bel sereno de gli anni loro, privato di quei due gran lumi Venezia e Firenze, ho risoluto prolungar, per quanto vagliono le mie debili forze, la vita alla fama loro sopra queste mie carte, introducendoli per interlocutori della presente controversia. Né mancherà il suo luogo al buon Peripatetico, al quale, pel soverchio affetto verso i comenti di Simplicio, è parso decente, senza esprimerne il nome, lasciarli quello del reverito scrittore. Gradiscano quelle due grand'anime, al cuor mio sempre venerabili, questo publico monumento del mio non mai morto amore, e con la memoria della loro eloquenza mi aiutino a spiegare alla posterità le promesse speculazioni.&lt;br /&gt;
Erano casualmente occorsi (come interviene) varii discorsi alla spezzata tra questi signori, i quali avevano piú tosto ne i loro ingegni accesa, che consolata, la sete dell'imparare: però fecero saggia risoluzione di trovarsi alcune giornate insieme, nelle quali, bandito ogni altro negozio, si attendesse a vagheggiare con piú ordinate speculazioni le maraviglie di Dio nel cielo e nella terra. Fatta la radunanza nel palazzo dell'illustrissimo Sagredo, dopo i debiti, ma però brevi, complimenti, il signor Salviati in questa maniera incominciò.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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