<?xml version="1.0"?>
<?xml-stylesheet type="text/css" href="http://www.patriziafornaciari.it/wikiscuola/skins/common/feed.css?207"?>
<feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom" xml:lang="it">
		<id>http://www.patriziafornaciari.it/wikiscuola/index.php?feed=atom&amp;target=80.180.211.129&amp;title=Speciale%3AContributi</id>
		<title>Wikiscuola - Contributi utente [it]</title>
		<link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.patriziafornaciari.it/wikiscuola/index.php?feed=atom&amp;target=80.180.211.129&amp;title=Speciale%3AContributi"/>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.patriziafornaciari.it/wikiscuola/index.php?title=Speciale:Contributi/80.180.211.129"/>
		<updated>2026-04-24T12:10:56Z</updated>
		<subtitle>Da Wikiscuola.</subtitle>
		<generator>MediaWiki 1.15.2</generator>

	<entry>
		<id>http://www.patriziafornaciari.it/wikiscuola/index.php?title=Analisi_del_documento_nell%27ambito_della_fisica</id>
		<title>Analisi del documento nell'ambito della fisica</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.patriziafornaciari.it/wikiscuola/index.php?title=Analisi_del_documento_nell%27ambito_della_fisica"/>
				<updated>2006-10-19T15:02:09Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;80.180.211.129:&amp;#32;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;=&amp;lt;CENTER&amp;gt;ANALISI DEL DOCUMENTO &amp;quot;IL SAGGIATORE&amp;quot;&amp;lt;/CENTER&amp;gt;=&lt;br /&gt;
Galileo nel documento ci presenta una nuova visione della filosofia. Galileo dice che la filosofia si trova nella natura che ci circonda, che viene rappresentata come un grande libro in cui si trova scritta la storia dell'universo. (Ceragioli Timothy)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
IL SAGGIATORE&lt;br /&gt;
La filosofia è scritta in un grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi agli occhi (l’universo), ma non lo si può capire se prima non impariamo la lingua e i caratteri con i quali è scritto. Esso è scritto in lingua matematica, e i caratteri sono triangoli, cerchi, ed altre figure geometriche, e senza questi mezzi è impossibile comprendere una sola parola (senza questi è un aggirarsi vanamente per un oscuro laberinto). (Valerio Maggi)&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>80.180.211.129</name></author>	</entry>

	<entry>
		<id>http://www.patriziafornaciari.it/wikiscuola/index.php?title=Legge_della_caduta_dei_gravi_(moto_uniforme_accelerato)</id>
		<title>Legge della caduta dei gravi (moto uniforme accelerato)</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.patriziafornaciari.it/wikiscuola/index.php?title=Legge_della_caduta_dei_gravi_(moto_uniforme_accelerato)"/>
				<updated>2006-10-19T14:51:03Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;80.180.211.129:&amp;#32;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;LA LEGGE DI CADUTA DEI GRAVI &lt;br /&gt;
Secondo Galileo il peso non influenzava la velocità di caduta dei gravi in quanto cadono tutti con la stessa velocità , che é proporzionale non al peso , ma al tempo trascorso da quando il moto é iniziato ( se lancio un oggetto , prima va lento e poi aumenta la velocità col passare del tempo) . Però se facciamo cadere una palla di piombo e un batuffolo di cotone ci accorgiamo subito che non cadono alla stessa velocità. Se Galileo fosse quindi salito sulla Torre di Pisa e avesse fatto cadere una palla di piombo e un batuffolo di cotone per dimostrare che il peso non conta avrebbe fallito . Galileo ha ragione solamente in considerazioni particolarissime (ideali) : la legge di caduta dei gravi galileiana vale esclusivamente nel vuoto ; nel vuoto sì che i corpi cadrebbero tutti alla stessa velocità . Quando non c' é il vuoto é ovvio che un oggetto meno pesante occupa più spazio in proporzione al peso e occupando più spazio c' é un attrito maggiore nella caduta dovuto all’aria presente nella nostra atmosfera.&lt;br /&gt;
(Valerio Maggi)&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>80.180.211.129</name></author>	</entry>

	<entry>
		<id>http://www.patriziafornaciari.it/wikiscuola/index.php?title=Moto_del_pendolo</id>
		<title>Moto del pendolo</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.patriziafornaciari.it/wikiscuola/index.php?title=Moto_del_pendolo"/>
				<updated>2006-10-19T14:49:50Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;80.180.211.129:&amp;#32;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Il pendolo, detto anche pendolo semplice, è un sistema fisico molto semplice, costituito da un filo inestensibile e da una massa m fissata alla sua estremità. I primi esperimenti fatti su tale sistema risalgono a Galileo Galilei, che ne ha anche descritto dettagliatamente il moto.&lt;br /&gt;
Tale sistema può essere studiato molto semplicemente andando ad esaminare il tipo di moto che la massa, sottoposta alla forza di gravità, compie. La massa in questione oscilla, lungo una traiettoria circolare. (Ceragioli Timothy)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
IL PENDOLO&lt;br /&gt;
Le oscillazioni di un pendolo, purché non troppo ampie, sono un fenomeno periodico molto regolare.  &lt;br /&gt;
Galileo Galilei (1564-1642), intuì la caratteristica essenziale dei moti pendolari nel 1583, probabilmente osservando l'oscillazione di un lampadario nel duomo di Pisa: la durata di quelle lente oscillazioni, che misurò con il battito del polso, rimaneva immutata, nonostante la loro ampiezza diminuisse sempre di più. &lt;br /&gt;
Gli esperimenti al riguardo, ripresi da lui in modo sistematico nel 1602, lo condussero a formulare il principio dell'isocronismo delle piccole oscillazioni del pendolo: se il pendolo viene spostato (al massimo) di qualche grado dalla verticale, l'oscillazione è indipendente dall'ampiezza. Galileo estese poi, in modo sbagliato, questo principio, a oscillazioni del pendolo di qualsiasi ampiezza. &lt;br /&gt;
(Valerio Maggi)&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>80.180.211.129</name></author>	</entry>

	<entry>
		<id>http://www.patriziafornaciari.it/wikiscuola/index.php?title=Moto_del_pendolo</id>
		<title>Moto del pendolo</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.patriziafornaciari.it/wikiscuola/index.php?title=Moto_del_pendolo"/>
				<updated>2006-10-19T14:48:57Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;80.180.211.129:&amp;#32;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Il pendolo, detto anche pendolo semplice, è un sistema fisico molto semplice, costituito da un filo inestensibile e da una massa m fissata alla sua estremità. I primi esperimenti fatti su tale sistema risalgono a Galileo Galilei, che ne ha anche descritto dettagliatamente il moto.&lt;br /&gt;
Tale sistema può essere studiato molto semplicemente andando ad esaminare il tipo di moto che la massa, sottoposta alla forza di gravità, compie. La massa in questione oscilla, lungo una traiettoria circolare. (Ceragioli Timothy)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
IL PENDOLO&lt;br /&gt;
Le oscillazioni di un pendolo, purché non troppo ampie, sono un fenomeno periodico molto regolare.  &lt;br /&gt;
Galileo Galilei (1564-1642), intuì la caratteristica essenziale dei moti pendolari nel 1583, probabilmente osservando l'oscillazione di un lampadario nel duomo di Pisa: la durata di quelle lente oscillazioni, che misurò con il battito del polso, rimaneva immutata, nonostante la loro ampiezza diminuisse sempre di più. &lt;br /&gt;
 Gli esperimenti al riguardo, ripresi da lui in modo sistematico nel 1602, lo condussero a formulare il principio dell'isocronismo delle piccole oscillazioni del pendolo: se il pendolo viene spostato (al massimo) di qualche grado dalla verticale, l'oscillazione è indipendente dall'ampiezza. Galileo estese poi, in modo sbagliato, questo principio, a oscillazioni del pendolo di qualsiasi ampiezza. &lt;br /&gt;
(Valerio Maggi)&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>80.180.211.129</name></author>	</entry>

	<entry>
		<id>http://www.patriziafornaciari.it/wikiscuola/index.php?title=Principio_di_relativit%C3%83%C6%92%C3%82%C2%A0_galileiana</id>
		<title>Principio di relativitÃƒÂ  galileiana</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.patriziafornaciari.it/wikiscuola/index.php?title=Principio_di_relativit%C3%83%C6%92%C3%82%C2%A0_galileiana"/>
				<updated>2006-10-19T14:47:44Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;80.180.211.129:&amp;#32;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Galileo sostiene che, quando ti trovi in un &amp;quot;sistema chiuso&amp;quot;, cioè senza la possibilità di riferirti a qualcosa di esterno, nessun esperimento ti farà scoprire se il tuo sistema sia in movimento oppure no. Per esempio nello scompartimento di un treno, quando una mela sfugge dalle mani e cade per terra si vede che sebbene il treno sia in movimento, il frutto non ricade all'indietro bensì in linea retta. La mela conserva lo stesso identico moto che aveva nel momento in cui è stata lasciata cadere. In quel &amp;quot;sistema chiuso&amp;quot; che è la terra, l'aria circostante si muove insieme ad essa e i corpi cadono comportandosi come se la terra fosse immobile.&lt;br /&gt;
Milazzo Stella&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In poche parole il Principio di Relatività afferma che tutti i sistemi di riferimento inerziali sono equivalenti, questo significa che le leggi della fisica sono le stesse in ognuno di essi. il principio della relatività  nn va confuso con  la teoria della relatività, in quanto questa si basa sul principio di relatività, che è invece un assioma della fisica. La differenza concettuale è sottile, ma non le implicazioni: se si trovasse un sistema di riferimento privilegiato, che invalidi il principio di relatività, andrebbe in frantumi il corpus di teorie fisiche che vi si basano, comprese quelle della fisica quantistica. &lt;br /&gt;
(Ceragioli Timothy)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
RELATIVITA’&lt;br /&gt;
Le diciture &amp;quot;corpo in quiete&amp;quot; e &amp;quot;corpo in moto rettilineo uniforme&amp;quot; avevano un significato convenzionale. Due sistemi in moto relativo l'uno rispetto all'altro si dicono inerziali se in essi valgono le stesse leggi della meccanica; i sistemi che si muovono l'uno rispetto all'altro di moto rettilineo uniforme sono dunque inerziali.&lt;br /&gt;
Il principio di relatività galileiana afferma quindi l'assoluta equivalenza fisica di tutti i sistemi di riferimento inerziali: nessun esperimento eseguito all'interno di un dato sistema di riferimento può evidenziare il moto rettilineo ed uniforme dello stesso sistema, o, in altre parole, le leggi fisiche scoperte da sperimentatori che lavorino in laboratori in moto relativo rettilineo ed uniforme devono avere la stessa forma. (Valerio Maggi)&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>80.180.211.129</name></author>	</entry>

	<entry>
		<id>http://www.patriziafornaciari.it/wikiscuola/index.php?title=Principio_d%C3%83%C2%A2%C3%A2%E2%80%9A%C2%AC%C3%A2%E2%80%9E%C2%A2inerzia</id>
		<title>Principio dÃ¢â‚¬â„¢inerzia</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.patriziafornaciari.it/wikiscuola/index.php?title=Principio_d%C3%83%C2%A2%C3%A2%E2%80%9A%C2%AC%C3%A2%E2%80%9E%C2%A2inerzia"/>
				<updated>2006-10-19T14:45:59Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;80.180.211.129:&amp;#32;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Il principio di inerzia  afferma che un corpo permane nel suo stato di moto imperturbato (stato di quiete o di moto rettilineo uniforme), se non è sottoposto a forze esterne.in parole povere tutti i corpi che non siano sottoposti ad alcuna forza rimangono in quiete o si muovono di moto rettilineo con velocità costante. (Ceragioli Timothy)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Galileo intuì il principio di inerzia , che poi sarà formulato adeguatamente da Cartesio . Il principio di inerzia dice che se conferisco movimento ad un corpo , esso tende a tenere quel moto all'infinito : Se un oggetto si muove quindi ciò che va spiegato è perché si fermi. Il mutamento di stato (da moto passa ad inerzia) è dovuto all'accelerazione cioè il cambiamento di velocità . Galileo sostiene che quiete e moto siano due stati . Noi oggi sappiamo ( come Galileo aveva già intuito ) che quando lanciamo per aria una penna , la poniamo in un nuovo stato   ( il movimento ) ; il cambiamento non sta nel movimento , ma nell' accelerazione . Potremmo considerare la quiete , in altre parole , come un movimento particolare ( movimento zero). Ma come arrivò Galileo a formulare il principio di inerzia ? Vi arrivò lavorando sul piano inclinato : osservò che lanciando una biglia di bronzo ad una certa velocità , se lanciata in salita andrà progressivamente diminuendo di velocità ; viceversa , lanciata alla stessa velocità in discesa avrà un progressivo aumento di velocità . Chiaramente si accorse di come la accelerazione ( se mandata in discesa ) e la decelerazione ( se mandata in salita ) fossero tanto maggiori o minori a seconda dell' inclinazione del piano . Con il classico processo di estrapolazione ( ricavare un dato sconosciuto tramite dati conosciuti ) arrivò ad ipotizzare che in assenza assoluta di declinazione o inclinazione del piano ( ossia in assenza di un fattore di disturbo che intervenga ) la biglia dovrebbe proseguire all' infinito nel moto in cui la si mette.(Valerio Maggi)&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>80.180.211.129</name></author>	</entry>

	</feed>